La più antica e nobile acquavite di vino distillata già dal XV secolo è appunto l’Armagnac le cui radici storiche sono documentate in manoscritti di lingua o dialetto “Guascone” del 1411 dove si esalta la produzione della primaria acquavite descrivendone le sue caratteristiche, i suoi effetti e la sua incidenza nella società del tempo e viene menzionata la preziosa azione del legno dei fusti nella sua maturazione e determinazione delle sue finali caratteristiche.
In Guascogna la coltivazione della vite era sempre in alti margini di sviluppo tanto che le autorità Clericali nel V secolo a nome dell’Arcivescovo di Auch spronavano l’incremento della sua produzione.
Il suo sviluppo e legato a fattori casuali e particolari, quali la necessità di ovviare alle difficoltà dei trasporti dell’epoca riducendo il quantitativo dei carichi distillando i vini e quindi riducendone il volume;
 Ancora un altra metodologia adoperata dai commercianti Olandesi dell’epoca era quello di addizionare il Vino Francese con l’Acquavite rendendo più sicura la sua conservazione e conquistando il mercato Tedesco e Scandinavo amante dei vini dal forte test e d’alta gradazione, fu dunque una conseguenza il futuro diffondersi dell’acquavite.
I tre “Crus” della regione dell’Armagnac sono Bas -Armagnac, Armagnac-Tenareze e L’Haut Armagnac, i vitigni per la produzione dei vini adatti alla distillazione dell’Armagnac non devono essere molto aromatici per non contrastare gli equilibri legati agli aromi della fermentazione e le uve adatte alla produzione dei vini sono Folle blanche e jaune, Picpoul, Saint Emilion, Colombard, Jurancon, Blanquette, Mauzac, Clairette, Mesliers e Baco.
Nella sua distillazione preziosa e l’azione dell’Alambicco in Rame, a distillazione continua senza ripasso, altro fattore importante è legato al raffreddamento dei vapori nella serpentina che viene posto in essere facendo passare il condotto nel recipiente contenente il vino da distillare preriscaldato a priori dell’immissione nella caldaia dell’alambicco, la distillazione tradizionale avviene a 52-56 gradi alcolici.
 Successivamente nella sua conservazione in botti con doghe di quercia invecchiate, il legno col suo tannino ne determinerà il colore e la lignite una particolare aromaticità.
Il tempo è fondamentale nella maturazione del prodotto che tra i 10 e 40 anni per l’Armagnac determina la struttura e la sua personalità attraverso numerose mutazioni chimiche.
Nelle cantine i vecchissimi Armagnac vengono contenuti in bocce di vetro per conservarne tutte le loro nobili caratteristiche.
Le diciture riguardanti l’invecchiamento nelle etichette menzionano le tre stelle per gli Armagnac con almeno due anni di invecchiamento in legno, v.o. e  v.s.q.p.  e Reserve per quelli di almeno 5 anni d’invecchiamento ed extra Napoleon  e x.q. nonché Vieille Reserve per gli Armagnac che superano i sei anni di invecchiamento infine l’Hors d’age per i superiors oltre i 10 anni d’invecchiamento.
L’Armagnac per mantenerne intatto il suo profilo Aristocratico e per riconoscerne le qualità occorre berlo in un ballon leggermente chiuso di misura non ampia atto alla concentrazione dei suoi profumi roteandolo e quindi nell’annusare in diversi tempi, e sorseggiando questo prezioso distillato, incanteremo i sensi in ricche sensazioni scaturite dal suo test unico e inestimabile.
L’arte nella sua espressione finissima in un gioiello della distillazione “L’Armagnac”.

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