Categories Merceologia

Disciplina del vermouth

Disciplina della produzione e del commercio dei vini vermouth e degli altri vini aromatizzati (punti fondamentali)

Art. 4. [3]

La vendita al pubblico di estratti e di essenze, anche se non contenenti alcool, idonei alla preparazione di vini vermouth ed altri vini aromatizzati, è consentita soltanto in recipienti contenenti dosi atte alla preparazione familiare di non più di un litro di prodotto.

Su tali recipienti deve essere applicato l’apposito contrassegno di Stato di cui al terzo comma dell’art. 1.

I trasgressori sono puniti con la pena della ammenda da lire 20.000 a lire 500.000 oltre la confisca del prodotto.

Art. 5.

Sono “vini aromatizzati” i vini speciali aventi un contenuto in alcole inferiore al 21% in volume, costituiti in prevalenza da vino addizionato o non di alcole e di saccarosio nonchè di sostanze permesse dalle vigenti disposizioni per la tutela dell’igiene e della sanità pubblica, atte a conferire al prodotto particolari odori e sapori estranei al vino.

Salva diversa disposizione le norme del presente decreto si applicano ai vini aromatizzati denominati “marsale speciali” soltanto quando non contrastino con le disposizioni della legge 4 novembre 1950, n. 1069.

Art. 6. [4]

Nella preparazione dei vini aromatizzati deve essere impiegato vino nazionale di gradazione complessiva effettiva e potenziale non inferiore al 10 per cento in volume.

Esso deve essere presente nel prodotto finito in percentuale non inferiore al 75 per cento in volume, fatta eccezione per i vermouth qualificati secchi per i quali detta percentuale è ridotta al 70 per cento.

Nella preparazione dei vini aromatizzati è ammesso l’impiego, come prodotto base, di vermouth o di marsala non speciale, purchè in percentuale rispettivamente non inferiore al 95 per cento ed all’80 per cento in volume.

Nella preparazione dei vini aromatizzati è permessa l’aggiunta di alcool etilico rettificato ad almeno 95° o di acquavite di vino ad almeno 65°, di filtrato dolce, di mosto muto, di mosto concentrato, di saccarosio, di caramello, nonchè delle sostanze permesse dalle vigenti disposizioni atte a conferire al prodotto odori e sapori estranei al vino, i quali devono essere nettamente percepibili per via organolettica [5].

Per i vini aromatizzati messi in commercio con la denominazione “aperitivo a base di vino” o “americano”, è consentita anche la colorazione con cocciniglia od oricello od altri coloranti permessi dalle vigenti disposizioni sanitarie.

Art. 7.

Nei vini aromatizzati il contenuto effettivo di alcole deve essere non inferiore al 16% in volume, ed il contenuto in zuccheri complessivi, espressi come zucchero invertito, non inferiore ai 14 grammi per 100 centimetri cubici. Nei vermouth qualificati secchi il contenuto minimo di alcole è elevato al 18% e il contenuto in zuccheri complessivi non può eccedere i 4 grammi.

Nella preparazione del vermouth deve essere impiegata una quantità di alcole etilico rettificato o di acquavite di vino fruenti di regime agevolato di cui all’art. 2 del decreto legislativo 6 ottobre 1948, n. 1200, non inferiore a 4 e non superiore ad 8 litri anidri per ettolitro di prodotto finito [6].

Nella preparazione del vermouth secco i limiti predetti sono elevati rispettivamente a 6 e a 10 litri anidri [7].

I vini aromatizzati all’uovo devono avere il contenuto minimo in zuccheri complessivi espressi come zucchero invertito di 25 grammi per cento centimetri cubici.

Art. 8.

Il nome di “vermouth” è riservato al vino la cui tradizionale caratteristica aromatizzazione è stata conseguita con l’impiego di una miscela di sostanze tra le quali devono essere sempre presenti le artemisie, tranne che il prodotto sia destinato alla esportazione verso Paesi che non ne consentono l’impiego [8].

Il nome di “aperitivo a base di vino” è riservato ai vini amaricati.

Il nome di “vino chinato” è riservato ai vini i cui caratteri organolettici derivano in modo predominante dalla corteccia di china.

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Published by
Andrea Marangio
Tags Disciplina regole Vermouth.

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