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Il Vino

Le zone in cui viene riscontrata la coltivazione della Vitis vinifera è la zona dell'Asia e del Caucaso. Le sue origini valicano e solcano i terreni dell'Anatolia,  Libano Siria, attraversando le varie culture come quella Hittita, dei Sumeri, Fenici i Romani e Greci  per i quali il vino

il suo benessere la sua capacità di rendere socievole l'individuo sensibile e più attento e allineato alla vita culturale distogliendolo dallo stato di selvaggio, faceva appunto del vino quel elemento, come solco di suddivisione tra l'essere selvaggio e l'essere uomo di apertura mentale socio culturale. Quindi il vino era visto come elemento socialmente "buono", all'interno dei suoi limiti di consumo senza sfociare negli "eccessi" definiti come le note della "non cultura".
Durante il periodo del tempo di Traiano da Roma e la zona Nord europea raggiunsero la massima produzione (non di pari passo con la sua qualità) e consumo del vino, ma la susseguente crisi dell'Impero Romano e la ridotta produzione porto alla inefficiente risposta alle richieste della popolazione dando spazio allo sviluppo di un mercato di surrogati derivanti dalla lavorazione di more, mele e altri frutti. L'opera di coltivazione della vite e tutto l'enturage economico e di corte legato alla vinificazione era invece nel "Medioevo" principale peculiarità dei Monaci, che ne curavano anche qualitativamente la produzione portando ad eccellenti prodotti tuttora riscontrabili.
Ma nel susseguente periodo storico legato al sorgere dei "Comuni" e delle "Reppubliche Marinare" con il sopravvento della borghesia sul Feudalesimo si ebbe il ridimensionamento ambientale della produzione e coltivazione del vino, non più quindi la forte presenza nelle zone circostanti la città e le campagne di Feudatari e Grandi possidenti, coloro che avevano distinto per qualità e storia la precedente era vinicola, ma di risposta nasce la Viticoltura Borghese molto più commerciale destinata ed improntata al soddisfare delle richieste della popolazione, dando nuovamente linfa allo sviluppo del mercato e all' espansione della coltivazione vinicola.
In Italia nonostante il crescere e l'ampliarsi dell'incremento Culturale e Scientifico la produzione vinicola non andò di pari passo determinando un impoverimento qualitativo, infatti all'epoca intorna al 1600 si definiva la produzione vinicola come atta al soddisfacimento dei bisogni della servitù per la sua bassa qualità.
Il tutto portò ad un divario con le produzioni estere dimostratesi qualitativamente superiori ciò favorito anche dalla catastrofica gelata del 1709 che dopo aver distrutto gran parte delle vigne portò al reimpianto scarsamente qualitativo di vitigni produttivi ma piuttosto scadenti
Per fronteggiare questa negativa situazione di produzione "Ampia ma Scarsa" qualitativamente dovuta appunto alla bassa concezione dei produttori stessi "le classi rurali"di poca sensibilità alla qualità ma limitati all'abbondante produttività a scapito del prodotto finale, le "Accademie" si adoperarono per un nuovo filone storico produttivo incentrato sulla tutela del prodotto finale "con l'accurata scelta delle uve" sperimentazione e affinamento tecnico di vinificazione cercando di risolvere il problema centrale della qualità produttiva legato in sintesi tra la "produzione dell'uva e la sua trasformazione in vino" i due aspetti discordanti da tenere in stretta correlazione per una produzione come quella attuale dei nostri giorni che ha portato all'identificazione del Vino in una bevanda "Qualitativamente Superiore" grazie alle varie Denominazioni di Origine Controllata".
Il Vino la Bevanda degli Dei, nella qualità della sua produzione lo specchio dell'ingegno dell'uomo.
L'espressione principe di un frutto prezioso "L'Uva".

I CODICI DEL VINO

Quale mistero sta dietro le varie diciture che l'occhio del non esperto può cogliere sull'etichetta della bottiglie di vino e in parte nei distillati;
Dunque partiamo dalle basi e quindi dividendo i prodotti e le loro diciture in due frange:

V.C.C. -Vini di Consumo Corrente
V.D.T.-  Vini Da Tavola
I.G.T. - Indicazione Geografica Tipica

V.Q.P.R.D - Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate

D.O.C.G. - Denominazione d'Origine Controllata e Garantita
D.O.C.- Denominazione d'Origine Controllata

V.D.T. le uve in questione sono provenienti da una vasta zona di  territorio di cui è indicato solo il paese e non la particolarità di porzione geografica di quella zona di produzione;
 
I.G.T. sta ad indicare l’indicazione geografica tipica dell'uva quindi più precisamente si può avere la decodificazione del territorio e la cognizione più dettagliata dell'uva in questione determinandone caratteristiche più chiare sulla sua origine.
 
D.O.C.  denominazione di origine controllata indica l'aspetto relativo a particolari e precise zone di territorio che ne determinano la qualità sia per origine che  per controllo normativo sulla produzione e gradazione alcolica, determinandone un processo qualitativo di  livello superiore.
 
D.O.C.G. denominazione di origine controllata e garantita che sotto l'autorizzazione dell'ente MRAAF Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, ne imposta i precisi criteri per la produzione in territori di uvaggi rinomati e pregiati la cui vinificazione è emblema unico di qualità.

LA BARRIQUE

L'affinamento dei vini che avviene tramite l'utilizzo delle cosiddette Barriques Francesi in primo luogo nasce per ovvia praticità d'uso in quanto molto più  facile era la sua opera di trasporto rispetto alle grosse e classiche botti, il tutto sotto il Regolamento Francese della legge in materia datata 1866.
Per pura conseguenza si ebbe l'opportunità di testare l'esaltazione della qualità e lo sviluppo di nuovi sentori derivanti dalla lunga giacenza del vino nelle barriques affinandosi in una simbiosi vino e aromi del legno.
Costruite con doghe di Rovere a Spacco "Merrain Fendu' " dalle foreste di Troncais, Limousin dell'Allier, Nevers, Vosges, di capienza 225 o 228 litri diverse tostature, grana fine stagionatura del legno di tre anni.
La Barrique "Piece Borgognona" può contenere 228 litri e lo spessore della doga tra i 25 e 30 millimetri invece la barrique Bordolese capacita 225 litri e spessore della doga oscillante tra i 18 e i 25 mm.
Una volta creata, la Barrique  verrà riempita d'acqua leggermente acidificata con acido citrico o tartarico quindi svuotata risciacquata e scolata a foro in  basso per massimo due giorni e successivamente riempita di vino.
Cosa incide nell'intensificarsi del piacevole test del vino? Senza dubbio le sostanze aromatiche rilasciate dal legno ed in particolare nel complesso dei lieviti i batteri e gli enzimi.
Ricordiamo che il vino bianco destinato alle Barrique va fatto fermentare prima nel legno e poi si avrà la sosta in Barriques in quanto lieviti e tannini incompatibili col procedimento  di fermentazione .
Nell'evitare lo sgradevole eccedere del gusto del legno è necessario una volta svuotata la Barrique riempirla immediatamente di vini oppure lavarla asciugarla e solforarla.
Seguendo i maestri Francesi nonché Americani in fatto di Barriques queste ultime vanno utilizzare per otto  nove anni, maturando un processo chimico atto alla "fine simbiosi Barriques Vino" nell'evoluzione di una qualità dal tratto tecnico superiore.

ABBINAMENTI VINI/FORMAGGI

Formaggi freschi non salati: (es. La ricotta) Vini bianchi, meglio se ricchi di glicerina o con residui zuccherini, dal profumo leggero, rotondi, mediamente freschi, leggermente caldi. Vino consigliato: Albana Passito
Formaggi a pasta molle: (es. Stracchino, Squaquarone, Crescenza) Vini rossi di buon corpo e buona personalità, con dei profumi abbastanza intensi, moderatamente morbidi e moderatamente freschi, abbastanza tannici, leggermente caldi.
Vino consigliato: Bonarda Oltrepò Pavese
Formaggi a pasta dura (es. Parmigiano) Vini rossi giovani, dal profumo tenue, moderatamente morbidi, discretamente freschi, appena tannici, leggermente caldi. Vino consigliato: Cabernet o Merlot
Formaggi a pasta dura poco stagionati (es. Bitto 2/3 mesi, Castelmagno 2 mesi) Vini rossi di buon corpo, dal profumo intenso, equilibrati, moderatamente sapidi, abbastanza tannici, abbastanza caldi Vino consigliato: Vino consigliato: Chianti Ruffino riserva Ducale oro
Formaggi a pasta dura, molto stagionati (es. Cheddar da 3 a 60 mesi, Grana Padano da 12 a 48 mesi) Vini rossi di grande struttura ed invecchiati, dal profumo abbastanza intenso, molto equilibrati, sapidi, giustamente tannici e caldi.
Vino consigliato: Nobile di Montepulciano
Formaggi a pasta erborinata (es. Gorgonzola, Stilton, Roquefort) Vini rossi di notevole gradazione e tannicità, dal profumo abbastanza intenso, abbastanza equilibrati, molto tannici, molto caldi Vino consigliato: Porto, Marsala Vergine
Formaggi caprini giovani Vini bianchi freschi e leggeri, dal profumo leggero, appena morbidi, giustamente freschi e caldi. Vino consigliato: Sauvignon bianco giovane fermo o frizzante
Formaggi caprini stagionati Grandi vini rossi o bianchi, ricchi di profumi Vino consigliato: Chardonnay invecchiato o Syrah

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