Barman Italia

  • Home
    • Latest News

    • Advertisement
  • Barman

    • IL barman si può definire l’ambasciatore del locale. È inoltre l’amministratore mediatore tra l’azienda e il cliente
  • Cocktails

    • Il settanta percento dei cocktails richiesti nei giorni nostri risale al periodo del proibizionismo in America.

  • Food & Drink

    • Le aziende, nuove tendenze ecc. Essere barman vuol dire anche essere costantemente aggiornato.
  • Media

    • Video corso on line, vi presenteremo dei video dove potrete catturare e capire i passaggi essenziali per la creazione delle bevande miscelate (cocktails).
  • Drink Design

Lun11202017

Last update10:28:54 PM

Abbiamo 272 visitatori e nessun utente online

Back Sei qui: Home Food & Drink Food & Drinks Food ricette Club Sandwich

Club Sandwich

Il “Club Sandwich” è un sandwich preparato con petto di pollo e bacon croccante,  pomodoro maturo e lattuga disposti all’interno di 2-3 strati di pan carrè tostato sia all’esterno che all’interno, con maionese spalmata abbondantemente  su ogni strato. Servito abbinato a patate fritte.


Pare che l’origine di questo particolare sandwich,  sia associata agli hotel di lusso, in realtà il suo nome deriva dai country  club, dove conobbe la sua fama negli Stati Uniti dalla fine dell’ottocento in poi. Pare fosse uno dei piatti preferiti dall’ex re d’Inghilterra Edoardo VIII e da sua moglie Wallis Simpson, la quale amava prepararlo da se. La sua prima apparizione fu presso il famoso Saratoga Club House (una casa da gioco esclusiva per soli uomini, l’unica a Saratoga Springs)  dove nacque la patata fritta.  In origine il club si chiamava Morrisseys Club House e non permetteva l’ingresso alle donne e agli abitanti locali nelle sala da gioco. Il Club fu acquistato da Richard Canfield nel 1.894  che ne cambio il nome, facendolo divenire un Casinò. Nelle sue cucine nacque il Club Sandwich. Questa la storia raccontata  nel libro : New York: Guida all’Empire State pubblicato nel 1940.

Secondo una altra storia,  di portata più popolare,  sull’origine di questo sandwich, tratta dal libro edito nel 1916 da Marion H. Neil “Salads, sandwiches, and chaufing dish  recipes”, le cose più buone nascono per caso o per necessità. Nel libro, si racconta, di un uomo che tornando a casa una notte con molto appetito,  dopo che la sua famiglia e i servitori si erano già coricati, cercò nella dispensa della cucina qualche cosa da mangiare. Vi trovò i resti di diversi alimenti, ma nessuno di questi sembrava sufficiente in abbondanza per soddisfare il suo appetito. L’uomo decise di mangiare dei toast,  cosi tostò del pane su entrambi i lati, li imburrò, vicino al burro trovò della maionese, alcune fette di bacon grigliato, e alcuni pezzi di pollo freddo. Mise tutti questi ingredienti su una fetta del toast,  vi pose delle fette di pomodoro e dell’insalata,  appoggiò una altra fetta di pane tostato chiudendolo e lo mangiò, trovandolo delizioso. Il nome Club gli venne dato perché il sandwich venne adottato dal club di cui  l’uomo era membro. Raccontò ai suoi amici e ai membri dello staff di come preparò questo sandwich. Lo sperimentarono di tanto in tanto, e lo dichiararono il “Club’s Sandwich”  tanto che il nome e la preparazione di questo particolare panino giunse anche in altri clubs e ristoranti e così rimase da allora. Questa  storia  pare sia la più attendibile.                         

La ricetta più vecchia  per la preparazione del Club Sandwich è riportata nel libro Good Housekeeping everyday cook book di Isabel Gordon Curtis pubblicato nel 1903. “Tostare e imburrare le fette di pane su entrambi i lati. Su una fetta porre il bacon cotto, appoggiarvi sopra le fettine di pollo o tacchino. Mettere una fetta  tonda,  di un pomodoro maturo e sull’altra metà una bella foglia di lattuga. Coprire il tutto con degli strati generosi di maionese, coprendo con una altra fetta di pane tostato. Durante la fiera mondiale di St. Louis nel 1904 a rendere popolare il Club Sandwich contribuirono i ristoranti tra i quali particolarmente 4 che inclusero nel loro menù ognuno la propria versione del sandwich, secondo quanto riportato dal libro Beyond the ice cream cone-The whole scoop on food at the World ’ s fair edito nel 1904 e scritto da Pamela J. Vaccaro,  i ristoranti in questione erano: Mrs Mc Creaddy ’s Model Restaurant, the American Inn che inclusero il sandwich che chiamarono “ The American Inn Club”.  Inoltre The Old Parliament House Rest. Lo incluse come “Special club Sandwich”, mentre il Fair Japan  lo presentò come “ The Club Sandwich”. Quindi possiamo trarre le conclusioni, che la fiera mondiale di St. Louis contribuì a rendere popolare il Club Sandwich  attraverso le diverse proposte che vennero fatto durante la fiera stessa. Speriamo che l’Expo di Milano del 2015, ci porti qualche lieta novità.
In una altra pubblicazione edita nel 1929 e scritta da Florence A. Cowles, “Seven Hundred Sandwiches”, troviamo riportate un paio di storie o leggende sulla sua origine,  una delle quali è uguale a quella riportata dal libro del 1916 di Marion H. Neil,  mentre l’altra narra di uno chef che divenne popolare preparando questo sandwich nel club dove lavorava. Conclude l’autore, che importa comunque quale sia la vera storia, l’importante è che ora il sandwich è a noi noto ed è qua per rimanerci ed essere goduto. Viene descritto come un pasto completo dall’autore,  con diverse forme di ingredienti, l’importante è quella  di mantenere fede all’uso del toast, l’insalata e la carne bianca fredda.  L’autore conclude dicendo che le fondamenta del sandwich rimangono il toast imburrato,   mentre la super struttura dipendono da chi lo fa e da quello che si ha a disposizione, raggiungendo anche più strati. Il suggerimento, dice l’autore è quello di mangiarlo con forchetta e coltello.
Alcuni storici sostengono che il sandwich avesse avuto solo due strati e che ebbe origine su un treno a due piani chiamato “double decker club cars”  in circolazione negli Stati Uniti, che viaggiava tra New York e Chicago tra il 1930 e il 1940.
James Beard (1903-1985) noto chef Americano e scrittore gastronomico, scrisse del Club Sandwich nel suo libro “Jame ’ s Beard ’s American Cookery”: E’ uno dei più buoni sandwich di tutti i tempi, famoso in tutto il mondo,  dopo la sua invenzione in America. Oggi il sandwich si è imbastardito, perché è stato fatto con  tre strati,  (chiunque iniziò a farlo con tre strati dovrebbe essere condannato a mangiarlo tre volte al giorno a tre strati per il resto della sua vita) e la maggior parte di chi lo fa utilizza tacchino al posto del pollo,  ma vi è una grandissima differenza tra tacchino e pollo.

Club Sandwich e drink

Ma cosa abbinare ad un club sandwich?
Ho eseguito diversi abbinamenti, e questi sono emersi essere i più indicati.
Partiamo dalla birra, una birra ben strutturata e aromatica sarà sicuramente un ottimo abbinamento,  a questo piatto consumato come snack.
Se invece parliamo di vini abbiamo diverse possibilità. Partiamo da uno spumante, un buon prosecco sarà sicuramente  un ottimo abbinamento, ma oserei anche spingermi ad uno champagne per i palati più esigenti,  uno champagne ben strutturato da consumare pasteggiando con un light snack quale il club s. è da considerarsi.
Ma se vogliamo abbinare un buon vino rosso, direi che sarebbe meglio assecondare i gusti del nostro cliente, ma se un consiglio sarà richiesto, per non farsi trovare impreparati, un vino dell’Oltrepò Pavese sarebbe indicato leggermente mosso,  una  Croatina o  un Bonarda, o addirittura un Gutturnio Piacentino.
Ma perché non offrire il club s. all’aperitivo, magari servito al tavolo per un gruppo di amici e tagliato a piccoli triangoli o a listerelle,  abbinandolo a cocktail prevalentemente secchi o leggermente asprigni.
Un buon Martini classico,  o un buon Bourbon Sour  o perché no un buono Spritz, potrebbero essere una ottima proposta, oppure ideare qualche cosa di nuovo appositamente pensato per un happy hour veramente speciale.
Ho pensato per i lettori barman e baristi, di Italia a Tavola,  un cocktail veramente particolare, che con piacere propongo.

MARTINI COCKTAIL CLUB

3 fettine di zenzero
1 spicchio di lime avendo cura di togliere la buccia
uno spruzzo di cannella Varnelli o un pizzico di cannella in polvere
Pestare i tre ingredienti nello shaker con un pestello
Aggiungere
5 cl. di Vodka secca Finlandia
2 cl. di Vermouth bianco Gancia
aggiungere ghiaccio cristallino e shakerare in modo energico
Versare in una doppia coppa a cocktail dopo averla ben raffreddata, badando a filtrare la bevanda oltre che con lo strainer con un colino fine.
Aggiungere una ciliegina rossa alla mostarda o in mancanza una ciliegina al maraschino

* Il cocktail costa:
-    3 fettine di zenzero: 0,002 ct. €
-    1 spicchio di lime:   0,04 ct €
-    1 spruzzo di cannella Varnelli (4-5 gocce): 0,02 ct  €  (cannella in polvere: 0,0005)
-    5 cl. Vodka Finlandia: 0,50 ct €
-    2 cl. vermouth bianco Gancia: 0,12 ct €
Totale costi materie prime:  0,65 ct. € (arrotondato) 
Costi generali: (personale? (manodopera, tempo di realizzazione) Attrezzature hard, attrezzature soft, abbinamento con piccoli snack) 300% da maggiorare sul costo della materia prima
Totale costo di produzione: 2,60 (arrotondato)
** Maggiorazione di ricarico: da un 100% minimo ad un 700% massimo

Prezzo consigliato al pubblico:
-    Hotel di lusso 18 € (700%)
-    Hotel a 4 stelle 15 € (500%)
-    Bar di lusso  tra i 10/13 € da 400% a 500%)
-    Bar lounge di tendenza tra i 7,50/10 € (da 300%  a 400%)
-    Bar tradizionale tra i 6/8 € (da 150% a 300%)
-    Bar professionale dove il barman è anche proprietario tra i 5/7 € (100% a 200%)

* (Valutazione media comparando alcuni prezzi tra cash and curry, grossista, supermercati, aziende madre fornitrici e produttrici di bevande alcoliche)

** (Valutazione effettuata sulla differenza del numero di dipendenti,  delle attrezzature, del costo dell’investimento, delle tasse

comments

Cocktails

Food & Drink

Media