Il caffè

Il caffè

caffé

Emblema della fast energy, nonché del piacere  e stimolatore in quanto incorpora la 1,3,7 Trimetilxantina, appunto la caffeina, un alcaloide che se preso in dosi non superiori a quella contenuta in quattro espressi giornalieri, è senza dubbio un apporto qualitativo e di piacere e vigore per il corpo umano.

Dalla sua proprietà il caffé agendo sui centri celebrospinali influisce sulle funzioni quali concentrazione, elaborazione, abbassamento del livello della fatica, influisce sul sistema digestivo  dando l’imput allo sviluppo della secrezione dei succhi gastrici.
Cenni storici:
Migliaia di anni fa un pastore notò come glia animali del suo gregge cambiassero atteggiamento e diventassero eccitati al mangiare di un arbusto e delle sue bacche, quindi spinto dalla curiosità lui e alcuni monaci un po per caso e intuizione ne tostarono le bacche e ottenerono una bevanda piacevole e generosa nel dare un benessere a tutto l’organismo;
 
Le prime Caffetterie:
Nel 1544 le prime caffetterie nascono a Costantinopoli dove appunto si consumavano le prime bevande al caffé in un ambiente d’alto rango culturale dove come in una sorta di salotto i temi di base erano la politica e la cultura quindi alti dibattiti nelle cui pause si trovava il piacere e la rinnovata energia in una buona bevanda al caffé.
In Italia e precisamente a Venezia nacque il primo caffé questo accadde nel 1720 e tuttora questo caffé esiste con un altro nome appunto il famosissimo Caffe’ Florian.
 
Cenni Geografici:

Dal punto di vista geografico il caffé nasce in Brasile, Costarica, Messico, Kenia, Uganda e Indonesia cioè precisiamo su quella linea denominata “Tropico del Cancro e del Capricorno” ideali per clima terreni e temperature le quali non devono essere mai al di sotto dei 15 gradi e non sopra i trenta,  è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rubiacee ed in particolare alla “Coffea” può raggiungere anche l’altezza dei 10 metri  ma nelle piantagioni e stabilita l’altezza dei 2,5 metri le sue foglie sono di un verde scuro il suo frutto è una bacca rossa delle dimensioni di poco superiori alla ciliegia al cui interno troviamo due semi appunto i chicchi del caffé se il seme è uno sarà denominato “caracolito” e  darà luogo ad una qualità pregiata di caffé.. La pianta del caffé trae profondo nutrimento da magnesio fosforo calcio e il potassio.
Varietà: Arabica e Robusta (canephora)

Arabica ( Brasile, Jamaica, Costarica, Guatemala, Messico ecc.)
Origine Abissina, seme piatto, colore verde intenso.
¾ produzione mondiale.
Caffeina : 1.1 – 1.7%

Robusta (Indonesia, Brasile, Uganda, Zaire, Togo, Costa D’Avorio ecc.)
Origine foreste africane, seme rotondeggiante, colore verde pallido.
¼ produzione mondiale
Caffeina 2 – 4.5%

Lavorazione:
Con la Torrefazione indichiamo quel passaggio che permette attraverso l’utilizzo delle tostatrici di sottoporre i chicchi del caffè a una temperatura di circa 200 300 gradi  in 10 15 minuti trasformando il chicco nel suo peso perdendo circa un quinto del medesimo, varia il suo colore da verde a bruno, il chicco diviene rigido e perde la sua elasticità riducendo l’acqua incorporata dal 10% all’1%, gli zuccheri si riducono di cinque volte e le sostanze grasse aumentano di un terzo. Successivamente il caffé viene conservato in contenitori metallici che sono quelli che garantiscono una miglior tenuta per l’integrità del prodotto, rispetto ad altri contenitori come sacchetti e contenitori sottovuoto.
Arrivando al termine del processo della lavorazione del caffè e quindi al suo utilizzo finale i chicchi saranno trasformati in polvere attraverso l’utilizzo del macinadosatore che può essere di due tipi, uno a macine coniche dotato appunto di due macine dove la superiore dotata di scanalatura s’incastrerà con quella inferiore e quindi variando lo spazio tra le due varieremmo la polvere del caffé in una scala rapportata alla sua fine struttura.
Oppure il macinadosatore può essere a macine piane costituito da due anelli piani caratterizzati da particolari scanalature, anche qui vedremo che in base alla loro distanza le due macine (quella superiore rimane ferma quella inferiore ruota a velocita elevata) produrranno una polvere più o meno fine.
 
L’espresso va servito ad una temperatura tra i 65 e 75 gradi che saranno frutto di una accurata gradazione dell’acqua e il riscaldamento adeguato delle tazzine, la miscela del caffé dovrà essere di 7 grammi erogata azionando l’apposita’ levetta del macinadosatore, l’acqua appunto dovrà essere a 90 gradi come la pressione dovrà essere a 9 atmosfere, quindi azionando l’erogatore dell’acqua svilupperemmo 30 40 ml equivalenti appunto all’espresso coperto dalla preziosa schiuma di 3 mm.
Annoveriamo il caffé negli storici Cocktail come L’Irish Coffee, il Caffe’ brulot diabolique ed il Caffé Velluto.

Nel corso del tempo l’uomo ha elaborato diversi sistemi per l’estrazione della bevanda denominata caffé, tra cui :
Sistema “Turco”
Sistema “Melior”
Sistema “Percolatore”
Sistema “Moka”
Sistema “Espresso”
 
Uno dei piaceri indistinti dell’uomo concentrati nell’alta qualità e nella cura della produzione di una bevanda espressione di tonicità ed energia.

2012-02-06T16:30:04+00:00Febbraio 6th, 2012|Miscelazione|0 Comments

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