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Per I Love Italian Food, il cibo è il “petrolio d’Italia”

Nell’ambito di Cibusland, si è tenuto il talk “Food: il Petrolio d’Italia”, che ha visto molti autorevoli interventi: il tema è quello dell’agroalimentare made-in-Italy

grande patrimonio anche economico del nostro Paese, quindi da tutelare. L’incontro è stato poi l’occasione per annunciare il progetto “100×100”: un’enciclopedia on-line collaborativa, dedicata ai prodotti tricolori. L’idea è di I Love Italian Food.

Parma, 5 maggio 2014 – Tra gli appuntamenti più attesi di CibusLand, il Fuorisalone dedicato a Cibus, figura sicuramente il talk “Food: il Petrolio d’Italia”. Organizzato da I Love Italian Food, la realtà non-profit nata per difendere e diffondere la cultura del cibo italiano di qualità (www.iloveitalianfood.org), l’incontro si è svolto lunedì 5 maggio, presso la Food Blogger & Buyer’s Lounge allestita presso il Palazzo del Governatore di Parma.

Provocatorio il nome scelto per la tavola rotonda, che ha visto la partecipazione di numerosi manager e operatori del settore alimentare, nonché della stampa e dei food blogger accorsi a Parma in occasione di Cibus. Una scelta che però appare motivata alla luce dei numeri evidenziati da un’analisi Coldiretti sulla base di dati Istat relativi al commercio estero: nel 2013 il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani ha raggiunto il massimo di sempre, arrivando a quota 33 miliardi di euro. Estremamente positivi anche i primi mesi del 2014: dall’inizio dell’anno l’export agroalimentare è cresciuto del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

«Siamo convinti che il settore agroalimentare, forte di eccellenze che tutto il mondo ci invidia e di una tradizione plurisecolare, possa rappresentare per l’Italia l’equivalente di ciò che è il petrolio per i Paesi del Medio Oriente – spiega Alessandro Schiatti, tra i fondatori di I Love Italian Food -. Una straordinaria fonte di ricchezza, una vera e propria forza motrice per l’economia tricolore. Dobbiamo essere capaci di tutelare questo patrimonio straordinario: non dimentichiamo che Coldiretti stima, per il 2013, in 60 miliardi di euro il fatturato perso dal nostro Paese a causa della contraffazione e della falsificazione di prodotti alimentari made-in-Italy».

Al talk “Food: il Petrolio d’Italia” organizzato da I Love Italian Food e moderato da Stefano Caffari, Direttore del Cucchiaio d’Argento, e dalla food blogger Alessandra Gambini, sono intervenute anche voci autorevoli dell’imprenditoria agroalimentare italiana, che hanno declinato in modo personale il tema del made-in-Italy e dei problemi che il settore incontra all’estero: Giuseppe Alai, Presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Lorenzo Ercole, Presidente di F.lli Saclà, e Vito Gulli, Presidente di Generale Conserve.

L’incontro che si è tenuta al Palazzo del Governatore di Parma è stato anche l’occasione per annunciare il varo del progetto “100×100”, che sarà on-line a partire dal prossimo 2 giugno. L’idea è di I Love Italian Food. «Educare i buyer, gli operatori, i foodie e i consumatori stranieri alla nostra cultura del cibo, facendo informazione sui prodotti autenticamente (cioè al 100%) italiani. Il tutto sfruttando le potenzialità del Web e secondo una logica collaborativa: la principale fonte di ispirazione è rappresentata da Wikipedia», spiega Alessandro Schiatti, I Love Italian Food.

Il primo aspetto a caratterizzare il progetto è rappresentato dall’esaustività della “foodopedia” che andrà a nascere: “100×100” è destinato a ospitare tutti (e in forma esclusiva) i prodotti di filiera italiana. Parliamo quindi di alimenti che nascono partendo da quanto viene coltivato o allevato nel nostro Paese e che qui sono prodotti. L’idea è quella di fare network, coinvolgendo i vari Consorzi di Tutela, i singoli produttori di eccellenza e le grandi imprese agroalimentari.

In secondo luogo, la particolarità del progetto “100×100” consiste nel ruolo della community, che non si dovrà limitare a recepire le informazioni sui cibi con filiera italiana ma avrà anche, più attivamente, un compito di vigilanza sui produttori, a garanzia dell’affidabilità dei singoli lemmi di questa “enciclopedia del food”. Oltre che dai 500.000 amici di I Love Italian Food, di cui oltre 3.000 professionisti del settore, tra food blogger, chef, ristoratori, buyer e scuole di cucina, la community di “100×100” arriva ad abbracciare 10 milioni di utenti stranieri, uniti idealmente dalla passione per il made-in-Italy agroalimentare.

Infine, il progetto “100×100” è unico perché free. Consorzi, produttori e imprenditori dell’agroalimentare potranno popolare l’enciclopedia in modo del tutto gratuito: e la stessa sarà consultabile senza costi dagli utenti della community.

«Esaustività. Controllo partecipato. Gratuità. È dalla sintesi di questi tre fattori che scaturisce il progetto “100×100” – dice Alessandro Schiatti, I Love Italian Food –. L’obiettivo ultimo è quello di contribuire al successo del food italiano nel mondo, raccontando in modo esaustivo e autorevole la qualità dei cibi autenticamente tricolori che arrivano sulle tavole di tutto il mondo».

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Published by
Andrea Marangio
Tags cibo I Love Italian Food petrolio d'Italia

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