Categories: Merceologia

Sciroppo di orzata

Sono formati da una soluzione di H2o (665) e saccarosio (335) solubile a freddo in detta proporzione Possono essere anche…

Febbraio 12, 2012 2:07 am
Sono formati da una soluzione di H2o (665) e saccarosio (335) solubile a freddo in detta proporzione
Possono essere anche realizzati con succhi e aromatizzati:
Estratti d’erbe come Menta
Radici e cortecce come Tamarindo e orzata.
Usare sempre diluiti.

Sciroppo di orzata è utilizzato in molte ricette, il cocktail più famoso è l’originale Mai Tai, sviluppato da Trader Vic nel 1930. L’orzata è uno sciroppo a base farina di orzo, mandorle tritate, acqua e zucchero. Alcune case producono questo sciroppo con benzoino che è la resina naturale di un albero della famiglia delle stiracee, conosciuta fin dall’antichità per le sue caratteristiche balsamiche(bassa qualità), viene usato anche per fare gli incensi, anche se come gusto assomiglia alla mandorla non ha nulla a che vedere con lo sciroppo al latte di mandorla.

Ricordiamo che può essere servita con ghiaccio e acqua naturale in rapporto  2 a 10 di acqua

Assicurati di agitare la bottiglia prima di usarla. A volte alcuni dei solidi possono depositarsi sul fondo.

Disciplina della produzione e del commercio degli sciroppi e delle bevande a base di mandorla.
(pubbl. in Gazz. Uff. n. 62 del 7 marzo 1968).

1. Le denominazioni «sciroppo di mandorla» o «sciroppo di latte di mandorla» sono riservate al prodotto ottenuto dalla emulsione acquosa ricavata dalle mandorle dolci sbucciate e triturate con aggiunta di saccarosio e avente un residuo ottico non inferiore al 65 per cento.
Per ogni chilogrammo di sciroppo, debbono essere impiegati non meno di cento grammi di mandorle sbucciate, nelle quali le mandorle amare possono essere presenti in misura non superiore al 5 per cento.

2. La denominazione «sciroppo di orzata» è riservata allo sciroppo ottenuto con l’impiego di benzoino deacidificato, di essenza deacidificata di mandorle amare, estratto di vaniglia e di fiori di arancio.
Tale prodotto deve avere un residuo ottico non inferiore al 65 per cento.

3. Agli sciroppi di cui ai precedenti articoli per l’arrotondamento del gusto è consentito aggiungere le sostanze aromatiche naturali ai termini dell’art. 22 della L. 30 aprile 1962, n. 283.
È anche consentita l’aggiunta di acido citrico, acido tartarico e loro sali, secondo quanto stabilito dal Ministero della sanità ai sensi della disposizione richiamata nel primo comma del presente articolo, nonché di glucosio cristallizzato, di purezza non inferiore al 99,5 per cento riferito alla sostanza secca, nella misura massima del 25 per cento del tenore zuccherino totale, espresso come zucchero invertito.

Andrea Marangio

Consulente per cocktail bar e brand ambassador. marangio1974@gmail.com

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