Alessio Beltrami, bar manager di “Paradiso” Barcellona, al 19° posto World’s 50 Best Bars 2020

Intervista ad Alessio Beltrami, bar manager di Paradiso, il cocktail bar di Barcellona, al 19° posto
della classifica dei World’s 50 Best Bars 2020

Raccontaci qualcosa in più di te, da dove vieni, come ti sei avvicinato al
mondo del bar e come sei arrivato da Paradiso?
Sono Alessio Beltrami, ho 26 anni, vengo dalla Valle Strona, una piccola valle in provincia di Verbania in Piemonte. Appena finito le scuole medie già sapevo cosa volevo fare nella vita e mi sono subito iscritto all’istituto alberghiero.
Dopo il diploma, ho deciso di trasferirmi in Inghilterra, a Leeds, esperienza fondamentale per l’apprendimento della lingua inglese e della cultura britannica del bere.
L’esperienza british non era abbastanza per me, così, decido di prendere e partire per l’Australia, dove ho lavorato per quasi un anno a “Bobeche”, un rinomato cocktail-bar nel centro di Perth.
Tornato in Europa cercavo una citta che rispecchiasse il mio modo di essere e così scelsi Barcellona, una città multiculturale, aperta, dinamica, insomma quello che cercavo!
Ho trovato subito lavoro al W Hotel, iconica struttura della città, qui incontro e conosco Giacomo Giannotti, proprietario di Paradiso, un bar che fin dall’inizio della mia esperienza spagnola, mi ha sempre affascinato.
Dopo quasi tre anni, di duro lavoro e risultati ottenuti, sono orgoglioso di essere diventato capo barman di questo bar e di lavorare con un team con il quale ogni giorno cerchiamo di creare esperienze memorabili da far vivere ai nostri clienti.

Che cosa si prova a lavorare in uno dei migliori bar al mondo?
Ad essere sincero, credo che sia come lavorare in qualsiasi altro bar del mondo, ovviamente da Paradiso la pressione e molto alta. Il nostro obiettivo è l’esperienza che il cliente vivrà nel nostro locale, perciò cerchiamo di curare ogni minimo dettaglio, con estrema attenzione e professionalità.

Qual’ è, se c’è, la qualità più importante che deve avere un bartender oggi?
Innanzitutto penso che oggi, una delle qualità più importanti sia l’umiltà, non bisogna trasformarsi in “show man”. Dobbiamo cercare di sfruttare la capacità di ascoltare al fine di apprendere. Non dimenticando mai che facciamo un lavoro come qualsiasi altro.
Un’altra qualità che ritengo molto importante è la creatività, oggi abbiamo a disposizione una serie infinta di macchinari e tecniche che possiamo e dobbiamo prendere assolutamente cercare di sfruttare al meglio.

Tre caratteristiche importanti che secondo te deve avere un Bar per
diventare “grande”?
Più che caratteristiche direi punti di forza: l’ospitalità è sicuramente il fattore più importante del nostro lavoro.
La cura dei dettagli, questi fanno davvero la differenza tra un bar e un altro.
Il lavoro di squadra, lavorando da Paradiso mi sono veramente accorto che il lavoro di tutti i giorni, con un grande team, può dare grandissimi risultati.

Come nascono le drink list da Paradiso?
Da Paradiso ogni cocktail viene da un processo creativo ben specifico.
Innanzitutto c’è da dire che le drink list di Paradiso son concettuali. La scorsa drink list era basata sull’illusionismo ad esempio e la prossima racconterà in forma liquida l’universo.
Prima di tutto ci sediamo con tutto il team, da i manager a gli ultimi arrivati, facciamo un brainstorming insieme, dandoci delle linee guida su dove vogliamo arrivare. Da li si evolvono diversi concetti che successivamente trasformiamo in cocktail. Ovviamente in ogni nuova drink list si cerca di inserire sempre nuove tecniche innovative.

Si parla spesso di ospitalità, un concetto apparentemente semplice, che
cosa significa per te?
Potrebbe sembrare un concetto semplice vero, è quello però su cui si basa totalmente la nostra professione.
Penso sempre che un cliente si ricordi sempre più un’esperienza piuttosto che di un cocktail.
Ovviamente noi dobbiamo cercare di creare cocktail, per soddisfare il palato dei nostri clienti ma non dimenticando mai l’aspetto emozionale.

Credi che cambierà qualcosa nel nostro settore dopo questa pandemia?
Nasceranno delle nuove tendenze?
Sicuramente questa pandemia cambierà il nostro metodo di lavoro, anche involontariamente, credo che saremo costretti ad essere più puliti e ancor più attenti ai dettagli.
Credo che anche i clienti verranno al bar con altre aspettative.


Puoi raccontarci brevemente un drink dell’ultima drink list di Paradiso?
Come già detto la prossima drink list di Paradiso sarà basata sull’universo e su come questo influenza il nostro pianeta.
Per esempio SEA HEART è un cocktail dedicato al mare e agli oceani.
Il cocktail è un mix di Gin con Manzanilla (vino di Jerez) infuso con semi di oliva, liquore di chinotto, cordiale di aneto e cardamomo nero, acqua di pomodoro e un idro-alcolato di una selezione di diverse alghe…Infine il cocktail viene carbonato ed è pronto!
Lo serviamo in un bicchiere che si inspira alle onde del mare, studiato dal nostro ceramista di fiducia.
Viene guarnito con un croccante di alga Nori, con gel di agrumi e pasta di olive.