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Beerologism, ovvero la sperimentazione della birra a Lovecraft Firenze

Love Craft a Firenze si è affermato così velocemente durante il primo anno d'esistenza da meritarsi già l’appellativo di locale…

By FSB
Maggio 15, 2019 11:23 pm

Love Craft a Firenze si è affermato così velocemente durante il primo anno d’esistenza da meritarsi già l’appellativo di locale che “non necessita di presentazioni”, ma per i pochi che ancora non sapessero di cosa si tratta, proporremo una breve introduzione: Il primo Whisky Bar di Toscana è riuscito in breve tempo ad affermarsi sulla già molto evoluta proposta cittadina, grazie ad una bottigliera ricercata ed al contempo ad una proposta informale, capace di staccare l’immaginario del distillato dal mondo elitista e portandolo ad essere apprezzato da un vasto pubblico di ogni età ed ogni sesso, sia liscio che in miscelazione. A poche ore dall’essere premiato come Best New Opening a Florence Cocktail Week, il locale SanFredianino ha presentato la nuova proposta a cavallo tra il mondo della birra e quello dei cocktail, dal titolo Beerologism. Abbiamo incontrato le due anime del cocktail bar, ovvero Manuel Petretto e Gabriele Guazzini per sapere come nasce quest’idea:

Ragazzi ben trovati. Da dove nasce questo progetto?

Partiamo dal nome di quello che vorremmo diventasse un modo di dire, piuttosto che l’ennesima ideologizzazione di un certo tipo di bevande alcoliche.
Beerologism deriva dalla voglia di sminuire un pò la pesantezza del mondo dei beergeek e dei beer-snob “ossessionati” dalla birra artigianale, gli stessi personaggi che spesso e volentieri osannano prodotti di birrifici artiginali per poi rinnegare tutto quanto il giorno dopo solo perchè gli stessi birrifici vengono venduti in toto o in parte a colossi della grande distribuzione….(vedi ad esempio il caso Beavertown con Heineken N.V.) Del resto alla base del mercato della birra artigianale esiste la necessità e il desiderio di trarne profitto giusto? Chi siamo noi per giudicare un azienda che ha deciso di espandere la propria produzione grazie al supporto ecnomico di strutture più facoltose e meglio distribuite?!

Come nasce l’idea di portare questa tematica nel mondo del bar?

Il Beerologism nasce da una serie di “esperimenti involontari”. Durante i mesi più caldi del 2018, mentre lavoravamo alla costruzione del Love Craft con il mio socio Manuel Petretto; all’epoca usavamo spesso una punta di acido ascorbico nelle nostre piatte birre industriali ottenendo una bevanda davvero dissetante e rinfrescante! Non stiamo assolutamente dicendo che questo ingrediente ne cambiasse radicalmente il sapore di base, ma sicuramente le rendeva più piacevoli al palato. Da quel momento, e con tutta la calma e la leggerezza del caso, iniziammo a “sperimentare” con vari ingredienti alcune “aromatizzazioni espresse”.

Aggiungendo alcuni aromi naturali, ingredienti e componenti chimici alimentari, stavamo involontariamente dando vita a quello che oggi vi presentiamo con il nome di BEEROLOGISM al quale ovviamente abbiamo voluto affiancare anche alcuni Beer-Cocktails che ormai da qualche anno stanno diventando sempre più di moda anche dalle nostre parti.

Infine, la domanda più scomoda: ce n’era davvero bisogno?

Rispondiamo sorseggiando un ottima Sour Ichnusa aromatizzata al Passion Fruit:  Assolutamente no! Ma del resto avevamo forse bisogno di birre artigianali con 67,5% ABV? Era necessario fare delle birre con i lieviti della barba del Mastro Birraio? (si…vi giuriamo che esiste!) Come diceva “quello”: Fatevi una domanda e datevi una risposta”….noi nel frattempo beviamo alla Vostra! Cheers

Giovedì 16 Maggio dalle ore 18:00 al Love Craft,  in occasione del lancio della terza e nuovissima Signature Cocktail List del locale, verrà pesentato anche il primo menù del Beerologism

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