Categories: Merceologia

Brandy

Dall'Olandese Brandewijn ossia Vino Bruciato, nasce il nome poi coniato in lingua inglese di Brandywine dando l'esatta denominazione del distillato…

Novembre 15, 2010 11:41 am

Dall’Olandese Brandewijn ossia Vino Bruciato, nasce il nome poi coniato in lingua inglese di Brandywine dando l’esatta denominazione del distillato in Brandy l’espressione massima della distillazione cioè quel prodotto che tecnicamente deriva dalla distillazione in particolare dal succo o dalla polpa e buccia di un frutto.

Storicamente nello scenario dei distillati intrinseci nella storia, nasce come espressione della lavorazione meticolosa di Alchimisti arabi, nella qual specie il suo utilizzo era mirato alla sfera medica, quindi una sorta di rimedio salutare.

Il Brandy viene ottenuto dalla distillazione del vino sano con basso contenuto di SO2, deve avere un valore alcolometrico non inferiore ai 38% in volume per essere immesso in commercio, la sua distillazione avviene con apparecchi continui o discontinui, in alambicchi costituiti da una caldaia di lamiera in rame di 12hL di capacita’, locata in un forno di mattoni e riscaldata a fuoco direttamente a carbone, gas naturale o legna, il Rame viene impiegato con successo per la sua ottimale struttura che consente l’alta trasmissione del calore e poiché da origine a importanti reazioni chimiche.

Nella sua miscellanea di produzioni di primario interesse eleviamo a menzione tra i più importanti il Brandy Spagnolo di Jerez prodotto appunto a Jerez de la Frontera nel Sud Occidente della Spagna, per la cui produzione vengono utilizzate soprattutto le uve Airen, nella cui lavorazione ed invecchiamento la sua particolarità qualitativa deriva dall’utilizzo di fusti per la maturazione dello Sherry, utilizzando il sistema Solera cioè con il passaggio del Brandy in una serie diversa di botti con il distillato di diverso livello d’invecchiamento, producendo una più rapida maturazione.

Il Brandy di Jerez ha un invecchiamento minimo di 6 mesi, la “Reserva” per un anno la “Gran Reserva” per minimo tre anni, le migliori richiedono 12 13 anni accentuando le gradevoli note esaltate dagl’invecchiamenti nei fusti dello Sherry più altre varie lavorazioni per determinarne il test fruttato.

Tra i Brandy annoveriamo anche quello Italiano, frutto di lavorazione di vini regionali su distillatore a Colonna o anche con le “pot-still”  invecchiati poi in Fusti di Rovere per almeno due anni e per una media di 6 8 anni, la caratteristica del prodotto italiano e’ nella sua leggerezza e delicatezza in una lieve armonia di note dolci.

I Brandy Tedeschi invece fondano le loro radici a partire dalla distillazione dei Monaci nel XIV secolo quando inizio’ la produzione del “Weinbrand”invecchiati in botti di rovere e chiamati “Uralt” dalle note morbide e dolci.

A seconda della materia utilizzata i Brandy generalmente si differenziano in tre categorie la prima dove si utilizza il succo o la polpa d’uva spremuta ma “non pressata” , la seconda tipologia prende in considerazione l’intero grappolo la polpa la buccia ed il racemo, con massima pressatura del tutto per ottenere il massimo del succo, infine la terza tipologia riguarda l’utilizzo di altri frutti questa volta spremuti attuando una molteplice distillazione.

La differenza tra Brandy e grappa
Brandy e grappa non vanno assolutamente confusi: hanno la materia prima in comune, l’uva, ma sono prodotti differenti, ottenuti con processi diversi. Il brandy, come detto, è un distillato di vino, mentre la grappa è un distillato di vinaccia. Il brandy si ricava dall’uva, pigiata, fermentata e trasformata in vino, a sua volta distillato e poi invecchiato. La grappa, invece, si ricava dalle bucce degli acini d’uva, una volta separate dal mosto o dal vino al termine della fermentazione alcolica.

Seguente denominazione:

AC: invecchiamento di almeno due anni
V.S.(Very Special): Invecchiamento di almeno tre anni.
Napoleon: Invecchiamento di almeno quattro anni.
V.S.O.P. (Very Superior Old Pale) Invecchiamento di almeno 5 anni.
X.O. (Extra Old) invecchiamento di ameno 6 anni.
Horse D’age: in quanto troppo vecchi di età indeterminabile.

Ricordiamo il suo prezioso utilizzo nei cocktails e tra i più importanti ricordiamo l’Alexander, l’Horse’s Nek, il Porto flip, lo Stinger e il lussuoso Champagne Cocktail.
Straordinaria virtù professionale nell’emblema della distillazione “Il Brandy”.

Recent Posts

Pink Gin cocktail storia e ricetta

Il cocktail Pink Gin è così chiamato grazie all'Angostura che dona all'ingrediente principale, il…

By

Diego Melorio – Quanto Basta cocktail bar di Lecce

Tra i vicoli del centro storico di Lecce abbiamo incontrato e intervistato Diego Melorio,…

By

The Bearcat cocktail ricetta e storia

The Bearcat Servire in coppetta Ingredienti e quantità: 3,0 cl Pikesville Rye 1,5 cl…

By

Luca Gandolfi un barman a vela

Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione (G. W. F. Hegel).…

By

Il pairing pizza&cocktail secondo Marco Serri del “Big Easy”

Una serata a metà strada tra mixology e arte bianca, tra cocktail e pizza,…

By

Whizz Bang cocktail

WHIZZ BANG Servire in coppetta Ingredienti e quantità: 2,0 cl Vermouth dry Noilly Prat 4,5…

By