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Federico Balzarini American bar at The Savoy

Febbraio 21, 2021 2:17 pm

Iniziato la carriera nel mondo del bar circa 10 anni fa, quando mi presentai dal proprietario del mio bar preferito Il Ventiquattro con una richiesta abbastanza old school “Mattia per favore insegnami in cambio di manovalanza”. Fortunatamente la mia proposta fu accettata e da quel momento ho iniziato a mischiare assieme cose che solitamente bevevo lisce sotto forma di shot per il puro scopo di dimenticare il come ero entrato al bar.
Dopo un paio di anni, dopo un breve viaggio a Londra, mi trovo in contatto con un paio di bartender che lavoravano Presso L’Hoxton hotel (soho house), gli serviva un bartender; non ci pensai due secondi a propormi. Fortunatamente il mio inglese era sufficiente e a quanto pare il mio modo di lavorare pure (?).
Dopo tre settimane mi trasferí a Londra, e Fu proprio questa città che cambió la mia mentalità. L’arroganza divenne voglia di conoscere e incredibilmente il duro lavoro veniva premiato. Non ci misi tanto a capire come l’industry funzionasse e girando per bar misi piede per la prima volta all’American bar da guest, beh, inutile dire che da quel primo hanky pinky il mio unico obiettivo sarebbe diventato quello di lavorare dietro quel bancone.
Nel 2013 il sogno divenne realtà, venni assunto come Barack e da li iniziò una carriera di preparatore di sciroppi e fermentati ma soprattutto i asciugature e rompitore di bicchieri. Pochi mesi dopo (per un’inspiegabile susseguirsi di eventi) venni promosso sul floor, dove la mia visione di servizio cambiò drasticamente perchè è appunto da quel momento che capī che il buon bar è fatto dal 30% di buoni drinks, il resto sta tutto nell’esperienza del cliente. “Un grande drink senza una bella esperienza diventa un drink decente; Un drink decente con un ‘esperienza indimenticabile diventa un grande drink”.
Tempo un anno e finalmente l’attesa promozione “Mamma sono un senior bartender all’American bar”, credo di non ricordare bene come andò a finire la serata di festeggiamenti.
Che dire, da quel giorno in poi ogni giorno diventò uguale, fantasticamente uguale.

Breakfast Highball

Questo drink era nella mia mente da tempo, e l’avvento din un Lockdown generale mi diede il tempo lavorarci sopra, E! Un mix di esperienze passate in giro per il mondo, dagli states al Giappone ad Hong Kong; una volta mi capitò di fare un viaggio Londra – Hong Kong- NY – Londra nel giro di una settimana e si… In quel frangente la colazione non aveva proprio un tempo specifico nella mia giornata.
Ingredienti e quantità:
-90gr di cask aged Umeshu
-60gr di fool proof malt whisky (preferibilmente qualcosa pieno e non torbato)
-150gr di yogurt greco (5%)
-3 gocce di essenza alla mandorla
-1 goccia di essenza al kefir lime
Mixare tutti gli ingredienti fino ad una consistenza cremosa e filtrare tramite carta filtro da caffè (v60 per esempio), si prenderà un po’ di tempo quindi è consigliato aprirsi una birra. Alla fine del processo mettere nel freezer gli scarti del filtro (verranno usati come “gelato” per la garnish).
Alla parte liquida aggiungere 10ml di honey water (3/1) e carbonare (io uso twist and sparkle). Servire in un medio highball e guarnire con una pallina di yogurt gelato salvato precedentemente e scorza di kefir lime grattugiata on top.
Bicchiere: Lowball o medio highball
Anno di creazione: 2020