Grappa

Nell’analisi della nascita del suo  nome la Grappa deriva a quanto pare dalla parola  Grappo come nel gergo antico era chiamato il grappolo;
 Questo distillato emblema dell’antica tradizione italiana in materia, viene ottenuto dalla distillazione delle vinacce cioè delle sue parti solide.

Invece  dal lato chimico la sua composizione è così strutturata:
acqua, alcoli etilico metilico e superiori, esteri, aldeidi, acidi.

Per l’impiego della sua produzione è bene precisare l’utilizzo delle vinacce dopo la svinatura, che si possono suddividere in : vinacce fermentate, oppure vinacce vergini fatte fermentare successivamente alla separazione dai mosti.

Per poter essere immessa in commercio la Grappa deve avere un titolo alcolimetrico non inferiore 37,5° fino a 60° alcolici,  ottenuto tramite la diluizione con acqua demineralizzata. 

La Grappa può essere :
* Giovane (non invecchiata)
* Aromatica (derivante da uve aromatiche quali moscato, Traminer aromatico)
* Invecchiata (minimo 12 mesi d’invecchiamento in legno)
* Riserva Invecchiata o Stravecchia (minimo 18 mesi d’invecchiamento in legno)
* Affinata o barricata.
* Aromatizzata (con aggiunta di aromatizzanti naturali come : erbe, radici o frutti).

Legislazione per la grappa :
Regolamento del Consiglio Europeo No 1576/89 del 29 maggio 1989: Stabilisce che la denominazione “grappa” può essere applicata solo a distillati di vinaccia prodotti in Italia.

La legge italiana ammette l’aggiunta di edulcoranti (massimo 2%) quali zucchero che può essere anche sottoforma di caramello (grappe invecchiate)   

La differenza tra Brandy e grappa
Brandy e grappa non vanno assolutamente confusi: hanno la materia prima in comune, l’uva, ma sono prodotti differenti, ottenuti con processi diversi. Il brandy, come detto, è un distillato di vino, mentre la grappa è un distillato di vinaccia. Il brandy si ricava dall’uva, pigiata, fermentata e trasformata in vino, a sua volta distillato e poi invecchiato. La grappa, invece, si ricava dalle bucce degli acini d’uva, una volta separate dal mosto o dal vino al termine della fermentazione alcolica. 

Il servizio
Per una corretta degustazione è bene servire questo distillato a temperatura ambiente, consigliamo come bicchiere il tulipe (letteralmente tulipano).
La dose di servizio ricordiamo è di 3 cl.

Curiosità
Un noto alchimista del passato Arnaldo da Villanova poneva in essere con le sue distillazioni questo prodotto utilizzato qualvolta per alleviare malanni e rinvigorire coloro che al tempo si affidavano alle sue alchimie, a quanto pare di riconosciuta qualità.

2010-11-14T18:20:00+00:00Novembre 14th, 2010|Merceologia|0 Comments

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