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Il Grappaiolo e La Donna Selvatica

“Grappaiolo Angelico”, così veniva definito Romano Levi dal gastronomo italiano Luigi Veronelli il quale scoprì le sue grappe negli anni…

Maggio 17, 2018 9:05 pm

“Grappaiolo Angelico”, così veniva definito Romano Levi dal gastronomo italiano Luigi Veronelli il quale scoprì le sue grappe negli anni 70.

Il prodotto degli Ignari
Romano definiva se stesso e i suoi operai “Ignari” e scriveva spesso nelle sue bottiglie, “prodotto da Ignari”. Le vinacce scelte erano tra quelle appartenenti ai vitigni della zona, ovvero: Barbaresco, Arnesia e Barolo. Le vinacce dopo essere state attentamente controllate, vengono depositate in un silos e pressate, così rimangono fresche e si evita che prendano aria.

Le grappe di Levi sono distillate a fuoco diretto, in un alambicco discontinuo di rame della serie “Malba”. Lo stesso alambicco montato la prima volta nel 1925 dal padre Serafino. Dopodiché la grappa passa attraverso un filtro a colonna per eliminare ogni impurezza oppure residui di rame. Quest’ultimi si formano quando si continua ad estrarre sotto i 50%Vol. questo però non riguarda le grappe di Levi, le quali vengono estratte tra gli 80%vol e 50% vol, ovvero il cuore del prodotto. Le vinacce usate vengono pressate e lasciate essiccare, verrano usate come combustibile per le successive distillazioni. Le ceneri invece verrano ridistribuite nei campi e usate come fertilizzante naturale.

La distillazione a fuoco diretto conferisce personalità diverse alla grappa, che così diventa più ruvida, irriverente e dura. Dovuto per lo più al fatto che Romano non usava accorgimenti tecnici leciti nel disciplinario di produzione della grappa, come l’edulcorazione, ovvero l’aggiunta dei zuccheri al prodotto finito. Che per legge devono essere sotto il 3%. Lui invece preferiva aggiungere dei pezzi di legno, questi conferivano alla sua grappa una caratteristica legnosa e un colore oggi considerato da “Barrique”. I critici dicano quello che vogliono, però è importante sapere che in molti prodotti la colorazione scura è dovuta si al passaggio in Barrique ma anche e soprattutto all’aggiunta di zucchero caramellato, tecnica che si usa anche nei Rum. Le grappe Levi sono originali e schiette legate fortemente alla tradizione contadina. Ricche di storia e ambasciatrici della cultura italiana nel mondo, perché ogni parte del processo le rende uniche come uniche per ogni bottiglia sono le etichette. Il processo di produzione può sembrare rudimentale ma in realtà tutto è pensato per”quello che viene dalla terra ritorni ad essa” con minimi consumi e zero emissioni, praticamente un’orologio svizzero.

Romano Levi
Artigiano, distillatore ed inconsapevolmente artista appartenente all’ArtBrut ovvero all’arte che si ignora, che è frutto dell’ebrezza creativa senza destinanzione. Prese in mano la distilleria insieme alla sorella Lidia dopo la morte dei genitori nel 1945 e da allora tutto quello che fa parte dell’emisfero “Romano Levi” è diventato : Arte, Storia e leggenda della cultura contadina italiana ed europea. Il Grappaiolo di Neive nel Piemonte insieme alla sorella Lidia che si occupava di grappa e liquori aromatizzati alle erbe sono l’esempio splendido dell’amore per ciò che si fa e rispetto dell’ambiente e del prossimo.

I primi a fare conoscenza delle grappe Levi furono i ferrovieri di Neive nel lontano 1925 che la bevevano per far fronte al freddo,il prezzo era di 1500 lire a bottiglia. Ma a distanze di decenni Romano si ostinava a non cambiarne il prezzo, anche se di ferrovieri dai 25 iniziali ormai erano rimasti soltanto due e le grappe venissero comunemente vendute tra i 5-6000 lire al litro.

La Donna Selvatica

La donna selvatica e tutte le altre donne fanciulle o angeli che Romano amava disegnare nelle sue etichette sono uniche. A ognuna di loro è dedicata una piccola frase un’aforismo oppure una poesia. La donna Selvatica è l’emblema della grappa: bella, irriverente, indomabile e forte, come le donne che vedeva lavorare nei vigneti vicini alle colline.

Nessuna etichetta è uguale ad un altra. Per questo molte bottiglie vanno a ruba tra i collezionisti. Spesso davanti alla casa distilleria si creava una fila di persone che aspettavano di comprare una bottiglia di grappa. Una volta un gruppo di turisti tedeschi aveva aspettato per tutto il giorno, di grappa non c’è n’era più, doveva essere distillata. Eppure uno di questi turisti un omone di quasi due metri insisteva c’è ne fosse rimasta ancora una e la indicò a Romano sotto il tavolo da lavoro. Romano gli spiegò che quella bottiglie non fosse in vendita perché aveva un moscerino all’interno. L’uomo insistette, e gli spiegò che era venuto da Amburgo per avere la sua grappa e che l’avrebbe presa anche con il moscerino. Romano allora gli scrisse l’etichetta: Grappa con moscerino. Settimane dopo un’altro gruppo di turisti tedeschi chiedevano di poter avere la grappa con il moscerino, allora Romano scrisse: Grappa con moscerino invisibile. Questo era Romano Levi uno spirito libero dentro una realtà concreta, un artista immerso nel suo quadro, “Un fiammifero che dà origine a tutto”.

Articolo scritto da: Mirfand Rustemaj

Andrea Marangio

Docente per barman, consulente per bar, aperture, cocktail designer e menù, promotore per aziende produttrici. Whatsapp: 3480046467 email: marangio1974@gmail.com

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