Categories: Merceologia

Il Vermouth (storia e metodo di preparazione)

Dalla parola tedesca "Wermut" quale nome della Artemisia Maggiore, nasce il nome e la storia del Vermouth; Per riferimenti storici…

Febbraio 12, 2012 11:09 am

Dalla parola tedesca “Wermut” quale nome della Artemisia Maggiore, nasce il nome e la storia del Vermouth; Per riferimenti storici la necessità della sua

creazione fu indotta dall’esigenza di contrapporsi all’egemonia commerciale dei Vini liquorosi dolci portoghesi in gran voga nel 1700 durante la guerra di successione Spagnola spingendo i commercianti inglesi ad importare tali vini e riscontrando un grande successo presso le corti europee e profondamente amato dalle dame inglesi era oltretutto un prodotto altamente anti francese come i dettami della guerra in corso lo richiedevano.
Per entrare in competizione commerciale con i vini liquorosi portoghesi, numerosi alchimisti , vinificatori e mercanti si adoperarono nel creare una bevanda a base di vini giovani ad alta gradazione impreziositi da miscele di erbe aromatizzanti dal test  gradevole e dai costi non elevati.
Chi si adoperò in tal proposito con gran successo fu il farmacista Parigino Joseph Dubonnet il quale inventò il Vermouth Chinato in principio bevanda di conforto e curativa in quanto contenente il chinino appositamente utilizzato per le truppe Francesi di stanza in Africa.
Ma il Vermouth per eccellenza nacque a Torino per opera di Antonio Benedetto Carpano che nel 1786 utilizzando il Moscato con l’aggiunta di erbe macerate in alcol a freddo o per infusione, creò appunto la prima ricetta del Vermouth; Tali erbe in questione sono le Artemisie o Assenzi (dalla quale prende il nome), poi ancora l’angelica la china ed i chiodi di garofano la genziana la cannella la salvia ed il sambuco, il rabarbaro e le noci moscate ecc…
Abbiamo in commercio diverse tipologie di Vermouth:

il Vermouth bianco: dalla gradazione non elevata ed il test dolce e delicato.

Il Vermouth Rosso: dai riflessi scarlatti fatto con il caramello, meno dolce il suo test, dal retrogusto leggermente amarognolo.

Il Vermouth Dry: per il quale viene utilizzato il vino lasciato a contatto con l’aria, assumendo l’aroma simile ai vini invecchiati, la sua colorazione e’ del giallo brillante il test meno dolce, più Vermouth alta e’ la sua gradazione alcolica e viene chiamato anche “Il Vermouth Francese”.

Infine abbiamo il Vermouth Rosé: per il quale utilizziamo anche i vini rosati, il cui test risulta gradevole fruttato e speziato leggermente amaro.

Tra i cocktails storici legati ai vermouth, ricordiamo il Manhattan, il Martini, l’Americano ed il Rob Roy.
L’arte del saper miscelare vini e preziose erbe nel frutto di un prodotto d’alta qualità tecnica e merceologica.

Andrea Marangio

Consulente per cocktail bar e brand ambassador. marangio1974@gmail.com

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