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Intervista a Dario Paolucci, bar manager del Wisdomless Club di Roma

Intervista a Dario Paolucci, bar manager del Wisdomless Club di Roma, a due passi da Largo Argentina. Senza giudizio, o…

Maggio 9, 2020 9:13 pm

Intervista a Dario Paolucci, bar manager del Wisdomless Club di Roma, a due passi da Largo Argentina. Senza giudizio, o anche con leggerezza. Questo è il significato di Wisdomless, che non rappresenta necessariamente qualcosa di sbagliato. Un luogo incantevole – www.wisdomlessclub.com – la Foresteria dei Boncompagni, Duchi di Sora, nel Rione Parione a Roma, in Via Sora, 2 un posto pieno di meraviglie: un incrocio tra un’invenzione di Jules Verne e un gabinetto delle curiosità, in cui tra ossa e alligatori, incisioni antiche e pugnali del lontano Oriente, ci si tatua, si bevono cocktails classici e originali, si sogna e si viaggia nelle sale del Club.

Ciao Dario, raccontaci la tua strada formativa e lavorativa so far..
Sono Dario Paolucci, classe 1981, e ho avuto la passione per la miscelazione fin dalle prime feste private ai tempi del liceo, dove mi piaceva creare drink per me e per i miei amici, sia per divertimento personale sia per evitare i loro intrugli imbevibili! Ricordo sicuramente il Manhattan come primo importante cocktail imparato e creato. Nel 2007 frequento il mio primo corso professionale (presso Party In Bottle, a Roma) e poco dopo mi ‘accaparro’ il posto di barman al bancone di un cocktail bar in cui sono poi rimasto 5 anni. Nel 2010, con la creazione del The Jerry Thomas Project, mi immergo nella cocktail-renaissance romana, studiando molto e mettendo in pratica gli insegnamenti imparati. Tra il 2012 e il 2013 ho avuto la possibilità di lavorare in un famoso locale di Testaccio e, successivamente, in un albergo in pieno centro, primo gin bar in Italia. Proprio durante questa ultima esperienza, ricevo una proposta per trasferirmi su un’isola dei Caraibi, Saint-Barthélemy, che colgo al volo. In questo ricchissimo paradiso tropicale, per cinque anni tra il 2013 ed il 2018, ho avuto modo di servire al bar personalità del jet set internazionale: star di Hollywood, rock band internazionali, nobili europei come anche sceicchi arabi o magnati russi. Da un anno ricopro con grande orgoglio il ruolo di bar manager presso il Wisdomless Club, a Roma.

Come descriveresti il Wisdomless Club: un locale, ma non solo…
Il Wisdomless Club è certamente un posto meraviglioso, aperto a tutti, ma non per tutti. E’ connubio di diverse arti, quella del bere sicuramente, che insieme a quella dei tatuaggi rappresenta il cardine del locale, ma essa si accompagna e si modula con la pittura, la scultura, la scrittura, il collezionismo di varie opere. E’ ambiente eclettico e poliedrico. Il tema portante è il concetto del viaggio, unito al tema del Bello, con la B maiuscola. Al Bello spesso corrisponde il piacere, il trasporto e che questo trasporto sia reale o di immersione in ambienti fantastici, sta al cliente scoprirlo!

Quale è la specificità del tuo ruolo all’interno del bar, cosa significa essere bar manager e quale è l’aspetto del Club a cui tieni in particolare e perchè?
Per il momento, ho deciso di mettere da parte shaker e jigger per concentrarmi sulla parte organizzativa e gestionale del bar. Essere bar manager vuol dire innanzitutto essere figura di connessione tra proprietà e staff, con tutte le gioie e i dolori annessi! All’inizio di questa mia nuova avventura, l’anno scorso, sono partito con la selezione del personale, i contatti con i fornitori, la discussione di una strategia vincente con la proprietà. Nel tempo, si sono aggiunte altre mansioni, riguardanti l’organizzazione di eventi dal vivo, feste private, e last but not least, le pubbliche relazioni.
L’aspetto a cui tengo maggiormente, che si identifica in buona parte anche con il mio ruolo, è ciò di cui un bar ha più bisogno: la ricezione e l’ospitalità! Mi piace dare il massimo delle attenzioni ai nostri clienti, da quando entrano a quando escono, e, a giudicare dai feedback, ci sto riuscendo!

Questa quarantena da Coronavirus ha bloccato tutte le attività, come pensate di riprendere, una volta finita l’emergenza, torneranno le serate Patafisica del lunedì e quella Extraordinaire Magique del giovedì…ce le racconti?
Il lunedì di Patafisica con la musica dal vivo e il giovedì di Extraordinaire Magique torneranno sicuramente! Potrete vedere tutto qui. Ormai sono eventi apprezzati dal nostro pubblico ed occasione di socialità ed allegria. Fabrizio, proprietario e curatore degli eventi, è riuscito a portare gruppi di spicco nel panorama musicale romano e nazionale; Grace Hall, amica e performer burlesque di successo, si è esibita con illusionisti tra i più bravi in circolazione.

Che tipologia di miscelazione troviamo al Wisdomless, quale la tua ‘impronta’? Presentaci i tuoi colleghi!
La tipologia di miscelazione di Wisdomless è molto classica: i due distillati più utilizzati da noi sono il whisky e il gin, i drink più venduti sono l’Old Fashioned e il Gin Tonic, e in gran quantità! Fermo restando la disponibilità fuori carta dei grandi cocktail internazionali, alterniamo tuttavia un menù invernale, in cui quest’anno sono stati elaborati anche drink caldi, a uno più estivo, con drink più esotici e dissetanti. Ho una visione di lavoro molto simile con il mio capo barman Alessio, con cui condivido la passione per i grandi classici e una ricerca di prodotti e materie prime di qualità. A lui, professionista di decennale esperienza e alla guida del bancone sin da subito, si è recentemente affiancata una giovane barman di talento, Martina, che con impegno e dedizione sta contribuendo ai risultati del bar. In sala invece è Eleonora a prendersi cura dei nostri clienti, con lei condivido il floor.

A emergenza finita quale sarà il primo cocktail che ti preparerai dietro il bancone del Wisdomless?
Sicuramente un Old Fashioned o un Boulevardier: sono amante di bourbon e anche di vermouth!

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