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Intervista a Filippo De Martino specializzato nella produzione di Ready To Drink.

Intervista a Filippo De Martino proprietario e barman di Al Quèrto e Zest al Quèrto Lab, il primo ed unico laboratorio italiano specializzato nella produzione di Ready To Drink.

La pandemia ha cambiato le nostre abitudini ed alcuni sono stati costretti ad intraprendere strade finora inesplorate.
Un progetto unico nel suo genere, che nasce dalla passione e dal coraggio, con l’obiettivo di reinventarsi e anche per migliorare lo stile di vita di un barman.

Raccontaci qualcosa in più del Quèrto e Zest?
Dopo aver fatto esperienza lavorativa per alcuni anni tra Milano e Roma, nel 2019 decido di rientrare nella mia città di origine, Bassano del Grappa, dove insieme ad Alvise Zonta decidiamo di aprire il nostro bar Il Quèrto. Il bar è strutturato in quattro fasce orarie (colazione, pausa pranzo, aperitivo e dopocena) e la nostra idea prevede si degli ottimi drink, ma la cosa che più vogliamo è che siano l’atmosfera, la musica e le dinamiche che si creeranno a fare la differenza.
Nel 2020, un anno dopo nasce Zest al Quèrto Lab e come avrete capito viene concepito per essere un laboratorio dedicato alle preparazioni, ossia tutti quei processi e quelle attività che richiedono tempi lunghi e tanta pazienza (sciroppi, spremute, infusioni ecc.)
L’obiettivo è quello di alleggerire il carico di lavoro sia a noi stessi che ai nostri colleghi del circondario, così da poter dedicare maggior tempo e più attenzioni alla cosa più importante del nostro lavoro, i clienti.

 

 

Come nasce l’idea e come sono fatti i vostri Ready To Drink?
L’idea nasce con la pandemia, con le chiusure e restrizioni, il concetto normale di bar è stato messo a dura prova, siamo stati costretti a reinventarci, mettendo così in pratica il nostro piano B. Perciò, dopo esserci regolarizzati, ci siamo procurati una inlattinatrice ed abbiamo iniziato a produrre i nostri RTD.
Tutti i nostri cocktails in lattina sono prodotti con ingredienti di altissima qualità e sono tutti gasati, dopo varie prove abbiamo stabilito che le lattine da 33cl fossero il contenitore ideale per il nostro progetto; ai nostri drink non c’è bisogno di aggiungere niente, neanche il ghiaccio…Ready to Drink!

 


Di cosa parlano i vostri cocktails in lattina?

Il nostro concetto di miscelazione si basa sul twist on classic, ma ovviamente abbiamo anche ascoltato e continueremo a farlo, quelle che sono le richieste dei nostri clienti, perciò dopo un’indagine di mercato su quelli che erano i cocktails che andavano per la maggiore nel nostro bar, li abbiamo selezionati e messi in lattina.
Il primo in assoluto è stato il nostro Americano, potete vedere tutte le lattine sul nostro sito www.alquerto.com

 

 

Tutti possono produrre cocktails in lattina?
La risposta è…Assolutamente no!
Per farla breve, per poter fare e vendere RTD c’è bisogno di procedere con un iter burocratico abbastanza lungo, è solo quando si entra in possesso di una licenza da Opificio che si possono produrre e commercializzare RTD.

Qual’è la vostra tipologia di clientela per i RTD?
Abbiamo tre diverse tipologie di clientela: la prima è formata da coloro che molto semplicemente acquistano le nostre lattine per berle a casa o in compagnia.
La seconda è una clientela che pur mantenendo le nostre basi di drinks, sente l’esigenza di personalizzarle con il proprio logo. Infine c’è anche una tipologia di clientela che usufruisce della nostra esperienza per creare delle ricette ad hoc.
Ci tengo a sottolineare che siamo aperti ad ascoltare qualsiasi proposta di collaborazione e sempre sul nostro sito potete trovare i nostri contatti.