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Intervista a Gabriele Rondani di Rinaldi1957

Intervista in esclusiva a Gabriele Rondani di Rinaldi1957 per BarmanItalia 1 - Ciao Gabriele, raccontaci brevemente la tua carriera fino ad…

19 Maggio, 2019 11:02 pm

Intervista in esclusiva a Gabriele Rondani di Rinaldi1957 per BarmanItalia

1 – Ciao Gabriele, raccontaci brevemente la tua carriera fino ad oggi. Di dove sei? Qual’è esattamente il tuo ruolo in Rinaldi1957.

Ciao a tutti gli amici di BarmanItalia. Sono nato e cresciuto a Milano, il mio ruolo in Rinaldi1957 è di Marketing & PR Director, che ricopro dal maggio 2017. In precedenza ho ricoperto ruoli sempre più di responsabilità in ambito marketing, soprattutto in Distillerie Fratelli Branca, occupandomi di lanci di prodotto e progetti importanti su molti brand sia di proprietà che in distribuzione. In due anni in Rinaldi1957 abbiamo cambiato molto: i nuovi mezzi di comunicazione con i social media. Nuove figure professionali come bartender ambassador, nuove Fiere di settore e propri stand a Vinitaly. Un nuovo logo aziendale, una nuova impostazione del catalogo. Ma anche nuovi prodotti come Vermouth e Mezcal, una nuova App e un nuovo sito web – www.rinaldi1957.it e una nuova ragione sociale, insomma, numerose iniziative!

2 – Rinaldi1957 racchiude prodotti d’eccellenza consolidati nel tempo, che tutti gli amanti del buon bere conoscono. Parlaci del rapporto di Rinaldi1957 con i barman di oggi.

Rinaldi1957 ha da due anni intensificato i rapporti con i barman, dato che a Fabrizio Tacchi, barman di lunga esperienza e da tempo Premium Brand Ambassador Rinaldi 1957, si sono aggiunti altri professionisti che potessero parlare la lingua del retro-banco: Marco Riccetti, Carola Abrate e, recentemente, Ilaria Bello. Noi abbiamo eccellenti prodotti e sono eccellenti ingredienti, per cocktail differenzianti. Per questo abbiamo intrapreso un percorso da sempre nel DNA Rinaldi (formazione di prodotto), ma con un focus più sul mondo del bartending. Siamo presenti nelle principali manifestazioni con il pubblico dei bartender e abbiamo partecipato alle cocktail week di Firenze, Bologna e Torino per far sì che il mondo della miscelazione (prodotti e persone) si apra anche alla gente comune che beve cocktail.

3 – Diciamo che solo voi potete avere una visione chiara del mercato e abitudini della gente al bar, cosa cerca il mercato?

Noi siamo solo una delle realtà che in Italia potrebbe rispondere a questa domanda: non ci sentiamo gli unici. La gente comune che beve al bar chiede di sperimentare sempre più, ma vediamo comunque ancora molta uniformazione del pubblico alle marche, alla moda, ai cocktail più richiesti. Per questo motivo, occorre che tutto il mondo del beverage, aziende e professionisti, eviti di confrontarsi solo con se stessi e possa riuscire a spiegare i prodotti ai consumatori finali. Sono più le società piccole a voler perseguire questo genere di obiettivo, per differenziarsi dai prodotti di massa, mentre sono le società grandi a poterselo permettere per maggiori opportunità di investimenti pubblicitari.

C’è più consapevolezza rispetto al passato per quanto riguarda la qualità dei prodotti che consumiamo al bar come gin, rum, cognac… ?

C’è più consapevolezza e più curiosità. Con il bere oggi, il fine è fare una propria esperienza: per cui in molti chiedono di assaggiare un ingrediente del cocktail in purezza, per farsi un’idea della qualità di quel prodotto. Questo una volta era impensabile. Un Rhum Agricole come Trois Rivières, oltre che a donare al cocktail note vegetali e sapide, è in molti bar bevuto liscio perché è un’esperienza gustativa unica, spesso accompagnata dalle parole del barman che ha studiato questa Maison della Martinica che ha le piantagioni più a sud e quindi con le canne da zucchero con più elevato contenuto di fruttosio e vitamine. Il vero problema è che ci sono molte fake-news sui prodotti e sulle case che li realizzano, che in pochi smascherano anche nell’ambiente del beverage. Non parlo solo di claim che sono oltre ogni limite di decenza culturale, ma mi riferisco soprattutto al fatto che ci siano processi produttivi definiti o cattivi o buoni a prescindere e non in funzione del terroir, della materia prima e dell’utilizzo finale ricercato dalla casa che li produce.

Andrea Marangio

Docente per barman, consulente per bar, aperture, cocktail designer e menù, promotore per aziende produttrici. Whatsapp: 3480046467 email: marangio1974@gmail.com

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