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Intervista a Marco Macelloni del Franklin 33 di Lucca.

Incontriamo Marco comproprietario del Franklin 33 di Lucca, Marco ci parla della sua esperienza ed importanti palmarès conseguiti ad oggi.…

Maggio 26, 2020 10:33 pm

Incontriamo Marco comproprietario del Franklin 33 di Lucca, Marco ci parla della sua esperienza ed importanti palmarès conseguiti ad oggi. Il suo lavoro è basato sulla semplicità e spontaneità, in poche parole il servizio cliente che tutti vorrebbero realizzare ma veramente pochi ci riescono.

Ciao Marco, ci racconti brevemente la tua carriera fino ad oggi.

Ciao Andrea. La mia carriera inizia in piccoli bar della provincia pisana dove ho sempre lavorato con passione nell’ambito della caffetteria e dell’aperitivo.
Dopo qualche anno le cose mi andavano un po’ strette ed ho cominciato a lavorare in varie discoteche e cocktail bar della Versilia e della Toscana.
Dopo 2\3 anni scelgo di fare qualche esperienza all’estero dove ho imparato la parte più importante, cioè quella di gestione del bar e dei contatti con i fornitori.
Carico di queste esperienze, nel 2013 ritorno in Italia con l’idea di aprire un locale mio e dopo un anno dove ho fatto la stagione invernale in discoteca, e l’estate in un noto bar del litorale pisano, mi appresto insieme al mio socio Tommaso Blandi ad aprire a Lucca “Franklin 33”, il primo vero locale con l’impostazione di solo cocktail bar in città.
Dopo due anni nel 2016. vinco il mondiale di Tio Pepe e rientriamo con il Franklin 33 tra i primi 10 bar consigliati per il Gambero Rosso, nel 2017 riusciamo a portare il bar al 3° posto nella categoria “miglior cocktail bar” ai Barawards di Bargiornale, e l’anno successivo al 6°.

Quale è la tua filosofia di bar?

La nostra filosofia di bar si basa prevalentemente sull’ospitalità, sul servizio e sulla semplicità.
Cerchiamo sempre di dare un esperienza unica ai nostri clienti appena varcano il nostro ingresso, li mettiamo a proprio agio, ma non disdegniamo mai l’idea di far festa di uno street bar.
Al Franklin puoi trovare persone di diverse età, parlare tranquillamente e fare festa fino a tarda notte senza mai andare oltre.
Essendo Lucca una città piccola si fa presto a fare molte conoscenze ed a condividere tante cose.

Sappiamo che per te l’ospitalità verso il cliente è un punto molto importante, quale consiglio pratico ci puoi dare per far sentire il cliente a casa oltre al sorriso ovviamente.

Essere se stessi senza dover essere troppo entranti. E’ giusto prendersi cura del proprio cliente ma è anche fondamentale non farlo sentire oppresso.
Uno dei nostri punti di forza è proprio quello, ma per spiegarvelo meglio consiglio di venire a trovarci, perché è molto difficile da spiegare, è molto più facile viverlo.
Da buoni toscani caciaroni ma molto rispettosi di base, riusciamo a ottenere un mix interessante che ci consente di fare un ospitalità unica nel suo genere.

Innovazione o classici? Ci racconti una tua ricetta?

Penso che sia l’innovazione che i classici vadano di pari passo.
Naturalmente per fare una grande innovazione a detta mia bisogna saper fare dei grandi classici.
Personalmente quando alle volte mi capita di fare qualche consulenza consiglio sempre i mettere i classici che di base nessuno conosce ma che sono molto buoni ed hanno un drink cost basso.

Un Drink a cui sono molto legato, è un twist semplicissimo sull’Aviation che si chiama “Roosvelt Aviation”.
E’ un’estremizzazione dello stesso cambiando un solo elemento cioè il maraschino con il rosolio, e porta le proporzioni al livello estremo di
6cl di gin
1cl Limone
1cl rosolio
1cl Violetta
Questa ricetta ricalca anche un po’ la nostra filosofia, cioè quella semplificare le cose e valorizzare prodotti che in altri bar alle volte non vengono considerati

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