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Intervista a Simone Alocci, titolare dello Sparkling ideatore di Argintum Gin

Lo Sparkling di Porto Santo Stefano è in assoluto il cocktail bar di riferimento per tutti gli amanti del buon bere all’Argentario. Località marittima, vero e proprio simbolo dell’estate italiana e letteralmente presa d’assalto in tempi di pandemia.

•Raccontaci qualcosa in più di te, da dove vieni e come ti sei avvicinato al mondo del bar?
Sono Simone Alocci, nato a Porto S.Stefano in Monte Argentario, territorio dal quale ancora oggi non riesco a distaccarmi per il grande spirito di appartenenza. Sono in pratica nato dietro il bancone di un bar, a giudicare dal grande lavoro svolto in famiglia probabilmente potrei anche esserci stato concepito.
Comincio l’attività di barista nell’azienda di famiglia nei primissimi anni 90 e con il tempo cresce il desiderio di andare oltre, il mio background proviene sicuramente dal concetto di hospitality tramandato in diverse generazioni del quale mi ritengo molto fortunato.
•Sparkling American Bar, quando e come nasce l’idea?
Il percorso intrapreso ad un certo punto non era più in grado di offrirmi possibilità di crescita in termini propositori, lo Sparkling nasce da un’esigenza e anche da un dovere, quello di far conoscere l’arte della mixology andando oltre a quello che era la proposta locale in quegli anni. Certo il mondo non era sicuramente quello di oggi, i drink che si bevevano appartenevano alla cultura di un tempo e non esistevano particolari esigenze, direi che c’è stato un gran bel da fare per far capire ciò che era considerato il “diverso” e poi arrivo’ in aiuto David Wondrich con il suo “Imbibe” contribuendo alla diffusione del buon bere a livello mondiale.
•Pro e contro di lavorare in una località balneare?
 Credo innanzitutto sia importante saper convivere con questa condizione, ti ritrovi dal non avere la possibilità di dormire al non saper che fare del tempo.
I Pro sono avere una clientela ampia e varia con cui costruire vari tipi di rapporti parlando di disparati argomenti, insomma tutto ciò che predispone un buon feeling con il drink ghiacciato nel caldo sole d’Agosto. Contro? Sicuramente quello di non avere la possibilità e la continuità di un Team già affiatato e collaudato.
•Come nascono e di cosa parlano le tue drink list?
Le mie drinklist nascono semplicemente da ciò che vivo in quel momento, le mie influenze, le mie passioni, la mia satira. Sto’ parlando di me e del mio drink, di cos’altro dovrei parlare? A volte leggendo delle drinklist ho la sensazione di rivivere la saga del “Signore degli Anelli” o di “Harry Potter”, non mi piace e semplicemente non credo che ogni interlocutore sia interessato al grande lavoro che c’è dietro, soprattutto in vacanza.
•Cosa cambierà secondo te nel nostro settore dopo questa pandemia? Cosa ne pensi dei cocktails in lattina?
Consapevolezza del mancato supporto da parte delle autorità competenti in primis. Consapevolezza nel continuare a lavorare offrendo qualità in materia prima e approfondendo il tema “Zero Waste”.
L’innovazione dei cocktail in lattina sarà una grande opportunità di marketing nel far crescere l’interesse per il mondo della mixology purche’ conservando le caratteristiche di qualità del prodotto e del packaging.
•La tua opinione riguardo l’aumento dei distillati No-alcol? Esistono già nei tuoi menù? 
Sono molto attratto dai distillati No-alcol e dal movimento Low-ABV e Mocktail, ho affrontato dei cocktail per dei clienti predisposti a questo concetto ma al momento non li ho inseriti in lista, in quanto ancora in fase di presentazione. Prossimamente ne dedicherò uno spazio su carta oltre che nelle parole.
•Essendo anche ideatore/produttore di Argintum, il primo gin dell’Argentario, raccontaci una tua ricetta per gustarlo al meglio…Gin Tonic esclusco ovviamente!
Il drink, proprio di questi giorni, sottolinea il tema dell’Impressionismo e vuole omaggiare il mito dell’artista ribelle alle convenzioni, il colore nero viene escluso a favore di tinte insolite come l’azzurro o il blu che poi è il colore e l’anima del mio mare nonché del mio Gin. Impressionnisme è un cocktail servito in un Nick and Nora (bicchiere) con Argintum, cordiale al finocchietto selvatico di Cala Grande, soluzione citrica e maraschino il tutto infuso in alga spirulina blu e presentato con dello zucchero filato azzurro.