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Intervista esclusiva a Daniele De Fazio

Intervista esclusiva a Daniele De Fazio, proprietario e bar manager del 'To New York restaurant&cocktails' di Marano di Isera (Trento)…

Aprile 19, 2020 10:21 pm

Intervista esclusiva a Daniele De Fazio, proprietario e bar manager del ‘To New York restaurant&cocktails’ di Marano di Isera (Trento)

Romano, trentotto anni, esperienze prestigiose a Roma anche allo Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie, la vittoria al Martini Contest e l’apertura in Trentino del suo ristorante/cocktail bar, Daniele De Fazio si racconta a Barman Italia!

Ciao Daniele, raccontaci chi sei e il tuo percorso professionale…
Buonasera alla redazione e ai lettori di Barman Italia e grazie per questa intervista, è un onore per me. Mi chiamo Daniele De Fazio, ho 38 anni e ho iniziato la carriera nella mia città natale, Roma, nel 2001, a 19 anni. Dopo aver frequentato un corso da barman con conseguenti, piccole esperienze, sono approdato, per un lavoro altamente formativo, in uno dei migliori locali della Capitale, il Nazca, nel quartiere pulsante della movida romana dell’epoca, Testaccio. Qui ho imparato e approfondito le tecniche di American Bartending che sicuramente i miei colleghi che lavoravano allora, ricorderanno. Il mio lavoro si è svolto sempre in maniera continuativa dietro al banco bar, con esperienze da responsabile e capo barman. Nel 2010 la situazione più formativa della mia carriera: il lavoro dietro al bancone del Micca Club, locale innovativo e culla del burlesque e della mixology romana e, contemporaneamente, la direzione del Vicious Club, discoteca che, in quegli anni, ebbe molta eco, anche a livello europeo, sia per la musica elettronica che per la qualità del bere miscelato. Sono stati anni intensi e impegnativi che hanno gettato le basi per il mio seguente impiego dietro al bancone del prestigioso Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie. Durante questo periodo, il coronamento di due sogni: un’esperienza da insegnante e, soprattutto, la vittoria del Martini Contest, che mi ha assegnato il titolo di vincitore italiano 2014. L’anno seguente è stato anch’esso pieno di emozioni, con incarichi di rappresentanza in giro per l’Italia e l’Europa e, soprattutto, per l’apertura del mio primo ristorante/cocktail bar a Marano di Isera, vicino Rovereto, in provincia di Trento, di cui sono proprietario: il To New York restaurant&cocktails (via alla Scuola, 3 – 0464 433213).

Una lunga quarantena e uno stop forzato per tutti i barman, tu ti tieni ‘in allenamento’? Riesci in qualche modo a far fruttare il tanto tempo libero, anche in chiave professionale?
La lunga quarantena ancora in corso è una spina nel fianco per il nostro lavoro e questo si sa grazie   all’indagine della Guida BlueBlazeR sulle previsioni alla luce dell’emergenza-Coronavirus , ma il bartending rimane comunque un settore in continuo movimento. Non ci manca lo spirito di adattamento e la creatività, che sono, peraltro, gli elementi che contraddistinguono un bravo bartender. I canali su cui fare ricerca e confrontarsi continuano grazie ai social e alle piccole telecamerine installate nei nostri dispositivi. Non ci fermiamo e, anche se stiamo a casa, possiamo perfezionare le nostre tecniche passate e future e accrescere il nostro bagaglio con tante preoccupazioni, questo sì ma, anche, con più calma.

Quali sono le prerogative del tuo locale e del tuo stile di miscelazione? Che tipologia di clienti servi?
Io e i miei due soci ci siamo voluti tuffare in un’esperienza del tutto nuova, in Trentino, 5 anni fa: il food pairing. L’abbinamento cocktail-cibo è stata una scommessa all’inizio, avendo aperto un locale in un territorio che affonda le proprie radici in una solidissima tradizione vitivinicola. All’inizio la diffidenza da parte dei clienti non mancava ma, ora, possiamo affermare che avevamo fatto bene a portare questa ventata di innovazione: chi frequenta il nostro locale ci riconosce non solo come ristorante di cucina italiana, ma anche come cocktail bar, in cui la fa da padrone la ricerca di sapori sempre più sofisticati e complessi. Questo nostro lavoro ha avuto risonanza non solo tra il pubblico giovane, ma anche tra quello un po’ più attempato, finora abituato al vino. Un grande traguardo davvero!

Quale sarà il primo drink che preparerai appena riaprirai il To New York restaurant&cocktails?
Appena riaprirò il mio bar, non ho dubbi sul primo drink che farò: il Sidecar. Sono appassionato dei cocktail classici, nonostante mi piaccia l’innovazione. Ma l’innovazione ha sempre come punto di partenza la classicità. Mi piace fare quello che so fare. Sembra che finora abbia funzionato, prova ne è il fatto che qualcuno ancora lo riconosce ed è anche per questo che ora lo racconto. Grazie infinite!

Carlo Dutto

Ufficio stampa nel mondo del beverage e nel cinema, tenta disperatamente di unire i due mondi, sorseggiando un Old Fashioned o un Blue Martini. A volte entrambi, se non guida.

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