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Intervista in esclusiva a Giorgio Bargiani del prestigioso Connaught Bar

Giorgio Bargiani, Head Mixologist del prestigioso Connaught Bar di Londra, ci racconta della sua esperienza e della proposta che insieme…

Maggio 4, 2020 11:50 pm

Giorgio Bargiani, Head Mixologist del prestigioso Connaught Bar di Londra, ci racconta della sua esperienza e della proposta che insieme ad Agostino Perrone, uno dei nomi più importanti della mixologia internazionale e Director of Mixology del Connaught, hanno sviluppato durante questi ultimi anni.

Raccontaci qualcosa in più di te, da dove vieni, come ti sei avvicinato al mondo del bar e come sei arrivato al The Connaught Bar.

Vengo da una famiglia di ristoratori a Pisa, per cui il mondo dell’hospitality ha sempre fatto parte della mia vita. Mi sono avvicinato al bartending durante gli anni di università in cui lavoravo in vari club della Toscana. Una volta terminati gli studi ho deciso di proseguire su questa strada passando al settore degli hotel di lusso con stagioni allo Splendido di Portofino e Le Manoir aux Quat’Saisons a Oxford che hanno contribuito a consolidare disciplina e attenzione al dettaglio. Nel 2014, nel pieno della stagione estiva a Portofino, ho ricevuto la chiamata di un amico che mi informava di una posizione vacante al Connaught Bar, uno di quei locali che fino a quel momento avevano sempre rappresentato un esempio e un sogno. Ho mandato il mio curriculum e durante l’unico giorno libero che avevo ho fatto un’andata ritorno per Londra per fare la prova. Il mese seguente ho iniziato l’esperienza più formativa e gratificante della mia carriera guidato dal mio mentore Ago Perrone, Director of Mixology al Connaught.

Qual è la tua proposta di miscelazione e parlaci un po’ della nuova drinklist.

La nostra proposta al Connaught Bar prende ispirazione dai classici e dal servizio elegante e senza tempo di quello che è uno degli hotel a 5 stelle più iconici di Londra. L’elemento che ha sempre contraddistinto il Connaught Bar, creando una rivoluzione per il settore degli hotel cocktail bar, è la miscela di classicismo e innovazione. Quando il bar ha aperto le sue porte nel 2008, Ago era stato incaricato di creare una nuova proposta che potesse rendere l’hotel bar una cocktail destination intrigante così come lo erano i nuovi bar indipendenti in quegli anni. Il nostro è un servizio fortemente incentrato sull’esperienza del cliente accostato ad un’offerta cocktail che rivisita la tradizione del bere con tecniche e mix all’avanguardia. La nostra ultima drinklist è in effetti un tributo a questo approccio ed è appunto chiamata Vanguard. Il menu si ispira al Connaught Bar in tutti i suoi elementi più essenziali, dalla struttura a drink come il Connaught Martini che sono diventati un’istituzione, e si sviluppa in tre capitoli di cocktail che sono istantaneamente riconoscibili come creazioni della nostra struttura e idea di hospitality.

Raccontati con un cocktail.

Il no.11, un cocktail già icona del menu Vanguard. È un drink che racconta e riassume la storia del Connaught Martini in una versione futuristica e inclusiva, per cui mi sento particolarmente vicino a questa creazione. Personalmente è sia un omaggio al Connaught Bar e a Ago, agli anni precedenti al mio arrivo in cui il bar è nato e ha consolidato la propria posizione sulla scena internazionale, sia una proiezione futura della nostra attuale offerta creativa e del nostro bar team. No.11 è una rivisitazione del Connaught Martini che di per sé è un cocktail molto versatile che noi customizziamo per ogni cliente tramite la scelta fra gin e vodka e di un bitter aromatico. No.11 contiene sia vodka che gin, tutti e cinque i bitter aromatici distillati insieme (cardamomo, tonka, ginseng e bergamotto lavanda e coriandolo), vermouth, vino e olio essenziale di limoni di Amalfi. Invece del nostro classico Martini pour, abbiamo usato una macchina che dispensa il cocktail ad alta pressione così migliorandone l’aerazione e il rilascio di aromi. Infine, il cocktail viene servito in coppette che sono state dipinte dal team con pigmenti edibili i cui colori riflettono la varietà dei bitter aromatici. In sostanza, no.11 mi permette di vivere un capitolo esemplare del Connaught e connetterlo al presente con creatività e una spinta verso il futuro.

Come si prepara il Martini cocktail perfetto.

Con un gran sorriso, e insieme. Il Connaught Martini non è solo un drink, è un’esperienza. Dal momento in cui portiamo il trolley al tavolo dei nostri ospiti al momento in cui lo serviamo, il Connaught Martini rappresenta un momento di connessione, di conoscenza, in cui si crea un drink che riflette il gusto ma anche l’umore e lo spirito del cliente. In questo senso è perfetto, perché ognuno ha una versione personale sia del cocktail che del momento in cui l’ha gustato.

Spiegateci quello che voi definite “drinking experience”

Pensiamo sempre che il nostro lavoro non si limiti a miscelare un buon drink. Chi entra in un bar non cerca soltanto qualcosa da bere, cerca un’esperienza che non può avere a casa. Nel caso del Connaught Bar poi, le aspettative sono ancora più alte. I clienti vengono da noi per essere coccolati, per concedersi qualcosa di speciale. Dal momento in cui un cliente entra al Connaught Bar, il team se ne assume la completa cura in ogni minimo aspetto e dettaglio. Quello che noi offriamo è un percorso gustativo e anche emotivo. Ogni cocktail, ogni ingrediente porta con sé una storia e noi facciamo in modo che queste storie vengano raccontate per aggiungere un aspetto conoscitivo più profondo all’atto del bere. C’è tutta una cultura dietro al bere bene e il nostro lavoro al bar consiste nel curarla e trasformarla in un’esperienza proprio come in un buon ristorante si offre una fine dining experience.

Quanto spazio date alla creatività in un luogo moderno come il Connaught?

La creatività è la chiave con cui rivitalizziamo la tradizione classica del cocktail bar e quindi riveste un ruolo importantissimo. Il Connaught è ormai un’istituzione per cui abbiamo il vantaggio di poterci ispirare agli elementi più iconici del nostro locale e continuare a rivisitarli per creare mix intriganti che si adattino alla richiesta di un settore in continua evoluzione come quello della mixologia.

Come si sceglie la brigata e come si suddividono i lavori ed i compiti del bar definito il migliore al mondo?

La squadra si forma sull’attitudine e sulla condivisione di valori e obiettivi. Nel caso del Connaught Bar quello che ci permette di andare avanti mantenendo sempre gli alti standard di ospitalità a 5 stelle è l’avere una brigata affiatata che crede in quello che fa. Ognuno dei membri del Connaught Bar ha un’incredibile dedizione all’esperienza del cliente. Siamo 22 persone fra manager, bartender, bar back e personale di sala capeggiati da Ago Perrone, il Director of Mixology. Ogni ruolo è essenziale e contribuisce all’equilibrio del nostro lavoro di squadra. Per questo motivo ogni membro del personale durante il training copre a rotazione altre posizioni per far in modo che tutti siano in grado di capire l’importanza del lavoro dei colleghi ma anche di coprirli quando necessario. La consapevolezza e l’agilità sono grandi nel nostro team e questo ci permette di effettuare un servizio impeccabile.

Andrea Marangio

Consulente, cocktail designer e menù, promotore. Whatsapp: 3480046467 Email: marangio1974@gmail.com

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