Categories: Miscelazione

Manhattan e Cocktail Martini

Sembra un pò inutile mettere due classici cocktail l'uno contro l'altro. Entrambi hanno guadagnato il loro posto nella nostra stima…

Settembre 1, 2018 11:19 pm
Manhattan e Cocktail Martini

Sembra un pò inutile mettere due classici cocktail l’uno contro l’altro. Entrambi hanno guadagnato il loro posto nella nostra stima collettiva.

Ma capire le differenze – e le molte somiglianze – tra questi due cocktail classici ti aiuterà ad apprezzarli di più.

Non che siamo tutti fuori a ordinare Manhattans e Martinis all’happy hour. Ma queste sono le bevande che saranno sempre lì, due ricette che sono sopravvissute per un secolo. Entreremo nella storia confusa di un secondo, ma se guardiamo alle ricette classiche che sono sopravvissute fino ad oggi, il Martini e il Manhattan sono sorprendentemente semplici, e costantemente bilanciati. The Manhattan – siamo abbastanza sicuri che sia venuto prima – è una miscela di whisky di segale, vermouth dolce e bitter Angostura. Il Martini diventa ancora più semplice, con due ingredienti: gin e vermouth secco.

Le ricette in realtà sembrano abbastanza simili: 2 once di spirito di base con quantità quasi proporzionali di vermut. Ma è qui che entra in scena la geniale semplicità dei classici. Entrambe le bevande mettono in mostra gli spiriti di base – segale e gin – con versioni complementari, ma del tutto diverse del vermouth per far emergere le qualità degli spiriti di base: vermouth dolce più scuro, più piccante per socializzare con le spezie della segale, vermouth erbaceo secco per far risaltare i botanici del ginepro nel gin. Finisci con due drink che sono strutturalmente molto simili ma che hanno un gusto completamente diverso.

Come abbiamo detto, il Martini e il Manhattan sono cocktail che mettono in scena un alcol centrale, con diversi stili di vermouth per far risaltare le rispettive qualità del distillato. Questo è un pò il motivo per cui sia Manhattan che il Martini sono ottimi cocktail per chi beve alcolici; Ii quale non dovrà scavare in una pila di ingredienti per trovare il carattere dello spirito di base. Non c’è Red Bull o Sour da combattere. Si tratta di cocktail concettualmente più puri: cose che fanno emergere il carattere dello spirito.

Andrea Marangio

Docente per barman, consulente, cocktail designer e menù, promotore per aziende. Whatsapp: 3480046467 email: marangio1974@gmail.com

Recent Posts

Gabriele Tammaro ci racconta la sua esperienza al mondiale IBA

Ciao Gabriele, ci racconti brevemente la tua carriera fino ad oggi? Ho iniziato nel…

By

Dry Martini cocktail? Risponde Lucio D’Orsi del Dry Martini Sorrento

Lucio D’Orsi, classe 1979, è oggi l’anima del Majestic Palace Hotel di Sorrento. Lo…

By

Intervista a Marco Macelloni del Franklin 33 di Lucca.

Incontriamo Marco comproprietario del Franklin 33 di Lucca, Marco ci parla della sua esperienza…

By

Intervista a Luca Angeli Bar Manager del Four Seasons Milano

Luca Angeli, cosmopolita per lavoro ma molto attaccato alla sua città di origine, Carrara,…

By

Intervista a Carola Abrate bartender a La Drogheria e Work travel

Ciao Carola, ci racconti brevemente la tua carriera fino ad oggi. Ciao Andrea! innanzitutto,…

By

Cosa sono i Tiki? Carriero Elis esperto internazionale risponde

I Tiki in questo momento sono cocktails sulla bocca di tutti i bartender professionisti,…

By

This website uses cookies.