Categories: Merceologia

Sake

Nei fondamenti storici dello sviluppo commerciale e di tutto ciò che entra a far parte della sfera dei distillati e…

Febbraio 4, 2012 9:56 am
Nei fondamenti storici dello sviluppo commerciale e di tutto ciò che entra a far parte della sfera dei distillati e dei liquori non può non essere menzionato il prodotto principe del Giappone ovverosia il “Sake” ottenuto dalla fermentazione del Riso, emblema di quel mondo tanto lontano dalle usanze e costumi Europei, ma ad esso legato dal piacer e buon gusto del bere e deliziarsi di miscele e distillati.
 Risulta da studi come la bevanda fermentata col maggior contenuto alcolico al mondo pari al 20% nel Sake non diluito, frutto di un processo chiamato “Fermentazione Multipla Parallela” di differente attuazione da quella posto in essere per vino e birra e pastorizzata molti secoli prima di Pasteur.
Nella sua particolarità può essere bevuto a differenti temperature, esaltando la miscellanea di elementi nutritivi da cui e composto.
Fattore di particolare di interesse storico commerciale è la sua evoluzione nel mercato del beverage che nonostante la sua lunghissima storia tra aneddoti e legami più o meno diretti con eventi di particolare evidenza Storica e Religiosa del Giappone, la sua evoluzione e immissione regolare nel commercio la possiamo sintetizzare a partire dal 1868 e nel decennio successivo con il suo imbottigliamento e le prime regole normative sul livello dei lieviti della fermentazione e poi passando all’innovazione con i serbatoi in acciaio smaltato ovviando all’utilizzo dello storico legno, arrivando ad un’espansione e crescita commerciale che tuttavia ebbe un forzato rallentamento e pausa durante la seconda guerra mondiale, riprendendo il fenomeno commerciale negli anni 70 e 80 con prodotti di spicco quali il Jizake di Tokyo di produzione autoctona e locale artigianale  e toccando momenti di elevato successo commerciale con gli strutturalmente elaborati “Ginjou”. La sua composizione di zuccheri, vitamine, acidi organici, amminoacidi, lo rende un prodotto particolare che solo la poca volontà o scaltrezza commerciale o semplicemente una sorta di chiusura del proprio prodotto ai fabbisogni e ai movimenti economici commerciali Giapponesi, hanno fatto si che questo prodotto di indubbia qualità non sia divenuto ancora uno dei pilastri del commercio mondiale accomunandolo agli atri prodotti principe quali Vino, Birra, Whisky.
Il gusto orientale in un prodotto legato alla sua cultura, il Sake.
Andrea Marangio

Consulente per cocktail bar e brand ambassador. marangio1974@gmail.com

Recent Posts

Dal Post proibizionismo Americano ad oggi

Per i bartenders, in particolare quelli che comprendono l'impatto significativo che il proibizionismo ha…

By

Amaro Ramazzotti la storia

Bitter. La parola significa "amaro" in italiano. Ma è anche il nome di un…

By

Tre domande a Giulia Castellucci

Intervista esclusiva per Barmanitalia a Giulia Castellucci, bar manager e comproprietaria di Co.So Cocktail…

By

Ingredienti non vegani che puoi trovare nel tuo cocktail

Nel mondo dei cocktail, siamo abbastanza bravi a conoscere oscuri fatti storici su categorie…

By

il cavatappi ha una storia molto lunga e interessante.

Non ci sono molti strumenti in cucina o nel bar che sono dati per…

By

Lavoro al bar e famiglia, mantenere l’equilibrio

Come genitore, è naturale sentirsi in colpa quando non si trascorre del tempo con…

By

This website uses cookies.