The Last Word: la ricetta, le dosi e la variante Final Ward
Gin, Chartreuse verde, maraschino e lime in parti uguali: le dosi del Last Word, la riscoperta del 2004 a Seattle, la variante Final Ward al rye e la gestione della Chartreuse.
| Categoria | Anytime cocktail |
| Bicchiere | Coppetta cocktail, raffreddata |
| Ghiaccio | Nello shaker, non nel bicchiere |
| Tecnica | Shake and strain |
| Guarnizione | Nessuna |
| Gradazione servita | circa 22–24% vol |
| Specifica | Non codificato IBA |
Il Last Word è costruito su quattro ingredienti in parti uguali, di cui tre sono aromaticamente ingombranti. Sulla carta non dovrebbe funzionare; nel bicchiere è uno dei drink più equilibrati del repertorio classico, ed è la ragione per cui la sua riscoperta nel 2004 ha avuto l’effetto che ha avuto.
Questa scheda riporta le dosi, ricostruisce la storia della ricetta dalla prima pubblicazione alla riscoperta e descrive la variante al rye che ne è derivata.
Ingredienti The Last Word
- 2 cl gin
- 2 cl Chartreuse verde
- 2 cl maraschino
- 2 cl succo di lime fresco
- ghiaccio nello shaker
- coppetta cocktail raffreddata
La struttura a parti uguali
Quattro ingredienti nella stessa quantità, agitati con ghiaccio e filtrati in coppetta fredda: la ricetta si memorizza in un secondo e si esegue senza jigger, il che ha contribuito non poco alla sua diffusione. Il volume complessivo è di otto centilitri prima della diluizione, quindi un bicchiere di misura media.
L’equilibrio funziona per opposizione. La Chartreuse verde porta erbe, alcol e una dolcezza di fondo; il maraschino porta nocciolo, mandorla e secchezza; il lime porta acidità pura; il gin porta ginepro e struttura. Nessuno dei quattro domina perché ciascuno ha un antagonista nel bicchiere, e questa è esattamente la ragione per cui alterare una sola dose fa collassare l’insieme.
Dalla pubblicazione del 1951 alla riscoperta
La prima comparsa nota della ricetta è nel volume di Ted Saucier del 1951, dove viene riportata come un drink già servito circa trent’anni prima al Detroit Athletic Club e successivamente portato a New York. Per quella datazione, che colloca la creazione nei primi anni del divieto, il Last Word è considerato un cocktail dell’epoca del proibizionismo.
Dopo la seconda guerra mondiale il drink uscì dalla circolazione e vi restò per decenni. Fu riportato in carta nel 2004 in un locale di Seattle e da lì si diffuse rapidamente, prima nell’area del Pacifico nordoccidentale e poi nei cocktail bar delle principali città. La velocità della diffusione si spiega con la memorabilità della ricetta: parti uguali, quattro bottiglie, nessuna tecnica particolare.
La Chartreuse verde e il suo peso
La Chartreuse verde è l’ingrediente più difficile del drink. Ha una gradazione intorno ai cinquantacinque gradi e un profilo costruito su un numero elevato di erbe, con una persistenza che resta in bocca a lungo. Due centilitri sono una dose notevole per un liquore di quel tipo, e chi non lo conosce trova il primo sorso aggressivo.
L’errore da evitare è correggerla riducendola da sola. Togliendo mezzo centilitro di Chartreuse il maraschino resta senza contrappeso e il drink diventa dolce e piatto. Chi vuole una versione più morbida riduca proporzionalmente tutti e quattro gli ingredienti mantenendo la parità, oppure allunghi il bicchiere con un dito di soda dopo il filtraggio. La struttura va rispettata o abbandonata, non manomessa a metà.
Il maraschino e le sostituzioni sbagliate
Il maraschino è un distillato di marasche, compresi i noccioli, con un profilo asciutto in cui la mandorla amara è più evidente della ciliegia. Non è un liquore dolce di frutta e non si comporta come tale: in questo drink svolge la funzione di elemento amaro-dolce che collega la Chartreuse al lime.
La sostituzione con un liquore di ciliegia dolce o con uno sciroppo è l’errore più frequente e produce un drink irriconoscibile: sparisce il nocciolo, aumenta lo zucchero e l’acidità del lime resta isolata. Non esiste una sostituzione realmente equivalente; in mancanza del prodotto conviene preparare un altro cocktail.
La variante Final Ward
La più nota delle derivazioni mantiene la parità delle quattro parti e cambia due ingredienti: rye whiskey al posto del gin e succo di limone al posto del lime. Le dosi restano di due centilitri ciascuna, la tecnica è lo shake e il servizio avviene in coppa senza guarnizione.
Il cambio di base sposta il profilo in modo netto. Il rye porta spezia, pepe e una dolcezza di cereale che il gin non ha, e il limone è più tondo del lime: il risultato è più caldo e più autunnale dell’originale, con la Chartreuse che si integra invece di contrastare. È una variante che ha guadagnato autonomia e viene servita per proprio conto, non come ripiego.
Come prepararlo bene
Lo shake deve essere breve e forte, dodici o quindici secondi con ghiaccio solido. Il drink contiene un quarto di succo e ha bisogno di diluizione, ma la Chartreuse perde definizione se il bicchiere diventa acquoso. Il filtraggio va fatto due volte, con il colino dello shaker e con un colino fine, perché i frammenti continuano a sciogliersi in coppetta e in un drink così concentrato la differenza si sente.
Il lime va spremuto al momento. Il succo conservato sviluppa amaro entro poche ore, e in un bicchiere in cui l’amaro c’è già in abbondanza quello aggiuntivo non trova posto. La coppetta va fredda: servito tiepido il Last Word mostra soltanto l’alcol, e a quel punto la reputazione di drink difficile diventa meritata.
Domande frequenti
Quali sono le dosi del Last Word?
Parti uguali di gin, Chartreuse verde, maraschino e succo di lime fresco, tipicamente due centilitri ciascuno, agitati con ghiaccio e filtrati in coppetta fredda. La parità delle quattro parti è la caratteristica strutturale del drink e viene riportata identica in tutte le fonti.
Quando è nato e quando è stato riscoperto?
La ricetta compare nel volume di Ted Saucier del 1951, che la fa risalire a circa trent'anni prima al Detroit Athletic Club, con successiva diffusione a New York. Per quella datazione è considerato un drink dell'epoca del proibizionismo. Cadde in disuso dopo la seconda guerra mondiale e fu riportato in circolazione nel 2004 a Seattle.
Che cos'è la variante Final Ward?
La stessa struttura a parti uguali con rye whiskey al posto del gin e succo di limone al posto del lime: due centilitri ciascuno di rye, Chartreuse verde, maraschino e limone, agitati e serviti in coppa. È la variante più conosciuta della famiglia e sposta il drink su un profilo speziato e più caldo.
Si può ridurre la Chartreuse?
Si può, ma il drink cambia natura. La Chartreuse verde ha una gradazione elevata e un profilo erbaceo molto intenso; ridurla porta il bicchiere verso un sour di gin al maraschino, più facile ma senza la tensione che rende il Last Word riconoscibile. Chi lo trova troppo aggressivo cominci con dosi ridotte per tutti e quattro.
Il maraschino si può sostituire?
Difficilmente. Il maraschino è un distillato di marasche con un profilo secco, di mandorla e nocciolo, molto diverso da un liquore di ciliegia dolce. Sostituendolo con uno sciroppo o un liquore alla ciliegia il drink diventa dolce e perde l'amaro di nocciolo che bilancia la Chartreuse.
Chartreuse verde o gialla?
La ricetta prevede la verde, che ha gradazione più alta e un profilo erbaceo più deciso. La gialla è più dolce, più morbida e meno alcolica: produce un drink corretto ma sbilanciato verso il dolce, in cui il maraschino non ha più un contrappeso. È una variante, non una sostituzione neutra.
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Scheda pubblicata il 18/02/2019