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Tre domande a Antonio De Meo

Intervista esclusiva per BarmanItalia ad Antonio De Meo, barmanager del ristorante Liòn di Roma
 Raccontaci brevemente la tua carriera fino…

Giugno 20, 2019 11:36 pm

Intervista esclusiva per BarmanItalia ad Antonio De Meo, barmanager del ristorante Liòn di Roma

Raccontaci brevemente la tua carriera fino ad oggi. Di dove sei? Come ti sei avvicinato al mondo dei cocktail?

Ciao a tutti, mi chiamo Antonio De Meo e sono nato nel 1988 a Tivoli Terme, periferia romana, dove sono anche cresciuto e dove tutt’ora vivo. Direi che il mio approccio al mondo della ristorazione è iniziato, come per molti di noi, finite le superiori per arrotondare durante gli studi universitari.

Il mio primo lavoro lo ottenni in un birrificio artigianale con annesso pub e ristorante nella mia zona. Nel 2010 ho deciso di intraprendere seriamente la carriera nell’Hospitality e ho iniziato a spostare l’attenzione verso il centro della Capitale. La svolta, nel 2012 quando venni assunto in un ristorante cocktail bar a Piazza Cavour e, nonostante le mie mansioni fossero più che altro in caffetteria, ho avuto modo di conoscere ed entrare in contatto con A.I.B.E.S. (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori), dove ho frequentato il corso base e di miscelazione avanzata.

In quell’anno realizzai che questo sarebbe stato il lavoro della mia vita e decisi di ampliare le mie conoscenze nel settore del lusso, entrando a far parte della squadra della Terrasse Cuisine & Lounge presso il Sofitel Rome Villa Borghese, e dove conobbi le due persone che mi hanno fatto appassionare a questo mestiere: Agostino Zappimpulso e Mirko Cagnazzo, al tempo rispettivamente Food & Beverage Manager e Bar Manager dell’hotel. Dopo ben 5 anni era arrivato però il momento di cambiare e nel 2018 presi in mano il bar dell’Hotel De’ Ricci di Roma per approdare poi al nuovo progetto LIÒN…

Hai accennato al Ristorante Liòn, quali sono le tue prerogative dietro il bancone?

Come detto, attualmente ricopro il ruolo di bar manager del Ristorante Liòn, in pieno centro storico, tra Piazza Navona e il Pantheon. Liòn ha aperto nel novembre del 2018 e si è imposto subito come un locale molto diverso da quelli già presenti nella zona, grazie all’anima internazionale e all’atmosfera in stile Art Decò che ha saputo donargli l’architetto Daniela Colli.

Quando sono entrato la prima volta, anche se erano ancora in pieno svolgimento i lavori, mi sono subito innamorato dell’imponente bancone e del gioco di colori del locale, senza parlare del fatto che ero letteralmente affascinato dalla filosofia del locale: dare un servizio di qualità ma in una maniera diversa, Smart & Friendly allo stesso momento. Ho subito trovato una grande sintonia con lo chef Luca Ludovici e con tutta la squadra, ci scambiamo idee, ci confrontiamo e cerchiamo sempre di migliorare tutti insieme.

Le mie prerogative dietro il bancone sono l’ordine (sono quasi un maniaco) e, soprattutto l’attenzione per i nostri ospiti. Credo infatti che il bar non sia solo cocktail, anzi forse è l’ultima cosa, ma il vero focus debba essere sempre far vivere un’emozione a chi mi viene a trovare, regalare una storia da raccontare. Per questo, solitamente, quando creo un nuovo cocktail, prima ancora che alla ricetta penso a ciò che voglio trasmettere, a ciò che voglio far pensare a chi lo beve: una filosofia che abbiamo voluto dare al nostro nuovo Cocktail Menù, presentato in questi giorni, incentrato sulle arti, ma in chiave prettamente romana.
Raccontaci una tua ricetta e il tuo cocktail preferito.

Una mia recente ricetta è ispirata al cartone animato ‘Coco’, si prepara con:

5 cl Tequila Villa Lobos
20 cl Mistrà Pallini
2 cl succo di limone
1,5 cl sciroppo al peperoncino
3 gr lecitina di soia.

Preparare l’aria di Mistrà con 20 cl di liquore e 3 grammi di lecitina di soia mescolando con un minipimer per ottenere la spuma. Versare tutti gli ingredienti nello shaker, agitare vigorosamente e filtrare il tutto in un tumbler basso precedentemente raffreddato e colmo di ghiaccio. Con l’aiuto di un barspoon adagiare l’aria di Mistrà sulla superficie del drink e decorare con le alghe essiccate.

Sicuramente uno dei miei drink preferiti è il Negroni, che bevo in ogni forma e declinazione: ultimamente mi pace molto variare la ricetta con un buon Mezcal al posto del Gin. Infatti, il distillato di agave messicano gli dona delle note affumicate spettacolari e crea un’armonia perfetta con le note amaricanti del Campari e quelle erbacee del vermouth rosso.

In realtà però ciò che bevo varia molto in base al momento della giornata, ad esempio dopo cena adoro rilassarmi con bel Gin Martini freddissimo e molto secco, giusto con un pò di olio essenziale di limone in superficie.

Andrea Marangio

Docente per barman, consulente per bar, aperture, cocktail designer e menù, promotore per aziende produttrici. Whatsapp: 3480046467 email: marangio1974@gmail.com

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