Tre domande a Flavio Giamporcaro

Bartender palermitano opero nel settore da circa 12 anni .
Ho iniziato questo lavoro per gioco, un gioco che si chiama flair, il freestyle da bar, dopo circa 2 anni da flairtender lavorando nelle discoteche e dove questa abilità calzava meglio, mi sono avvicinato grazie ai vari corsi regionali e alle tantissime masterclass alla mixology. Da questo momento inizia un periodo di ricerca sulle materie prime e sulla qualità e le caratteristiche dei distillati premium e ultra premium e in generale sulla liquoristica italiana ed estera.

 

In questi anni ho lavorato nelle isole Eolie c/o il Raya di Panarea dove il caldo estivo mi invogliava alla creazione di cocktail freschi e corroboranti, sfruttando spesso la frutta e le spezie locali, a Palermo continuo a lavorare nel frattempo durante gli inverni presso la Cuba, storico locale situato all’interno di villa sperlinga, frequentato dall’elitè palermitane.

Da circa 2 anni ho iniziato un progetto che si chiama Mazzini30 Taverna, un cocktail bar e ristorante dove il protagonista é il cocktail, affiancato da tapas e piatti gourmet, un connubio perfetto tra barman e chef, una continua sfida che avviene tra la cucina e il bar.

 

 

La mia filosofia in quello che faccio é ormai uno stile di vita, lo studio, la ricerca, la voglia di persuadere, il contrasto, il connubio mai immaginato, tutto questo nutre la mia passione che è sempre in evoluzione .

Amo il mio lavoro e la storia della mixology a partire da Jerry Thomas ad oggi, ma il mio drink preferito è quello che non mi aspettavo di bere.

Una ricetta da proporre è “Black Sail”

Ingredienti:

Rye whiskey
Liquore alla liquirizia Giardini d’amore
Bogart’s bitter truth
Succo di pompelmo rosa succo di limone
Sciroppo d’arancia amara
Essenza di pompelmo
Smash d’ananas

Metodo shaker