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Tre domande a Gian Paolo Di Pierro

Intervista esclusiva per BarmanItalia a Gian Paolo Di Pierro, barmanager del club Derriere di Roma ed editore della casa editrice…

Giugno 14, 2019 8:29 am

Intervista esclusiva per BarmanItalia a Gian Paolo Di Pierro, barmanager del club Derriere di Roma ed editore della casa editrice Readrink

Raccontaci brevemente la tua carriera fino ad oggi. Di dove sei? come ti sei avvicinato/a al mondo dei cocktail?

Sono originario di Bisceglie, in provincia di Bari. Ho messo piede in questo settore un pò per gioco, un pò per curiosità, quando ero ancora giovanissimo, all’età di 12 anni. Non ricordo bene le motivazioni, so soltanto che subivo una strana fascinazione dalla parola ‘cocktail’, all’epoca non sapevo assolutamente cosa significasse, ma apriva in me degli scenari immaginifici in stile cartone Disney! Una estate decisi che avrei fatto meglio a consacrare le mie giornate di vacanza scolastica al mondo dell’ospitalità, così chiesi il permesso ai miei di fare qualche lavoretto in un bar. Da quel momento il lavoro al bar si è installato nella mia vita come attività parallela, accompagnandomi duranti gli anni di università, fino a diventare la mia attività, nonché ispirazione per l’azienda che ho deciso di aprire 4 anni fa: la casa editrice Readrink, interamente dedicata all’alcol e al bar, potete sbirciare il tutto al link www.readrink.it

In quale locale dove lavori? Da quanto tempo ti trovi dietro questo bancone? Quali sono le tue prerogative dietro il bancone?

Attualmente la mia vita lavorativa romana si divide tra i morbidi divani del Club Derriere e la scrivania della redazione di Readrink. Due lavori che possono sembrare distanti, ma che sono accomunati da una continua ricerca e dalla sana passione per il bere. Entrambe le attività sono nate nel 2014 e, mentre in redazione mi occupo della linea editoriale, il Club Derriere è un luogo magico aperto tutti i giorni dell’anno, in una realtà parallela onirica dall’accesso segreto e inaspettato. Qui mi occupo della gestione di tutto il bar, ma è doveroso riconoscere l’importanza del lavoro di squadra per mantenere alto il nostro livello: uno staff splendido a cui devo molto.

Raccontaci una tua ricetta e il tuo cocktail preferito

Ho recentemente realizzato una ricetta ispirata al film Mulholland Drive, di David Lynch, si compone di 30 ml di Teeling Irish whiskey, 20 ml di Cocchi storico, 30 ml di Campari Bitter, 10 ml di Chartreuse Verde e 2 dash di Angostura bitter. Si mescolano tutti gli ingredienti con ghiaccio e si filtra in coppetta.

Difficile da dirsi, invece, il mio cocktail preferito. Sono abituato a bere tanto e diversificato, in base alle ore, alle stagioni, al mio umore variabile. Direi piuttosto che ho delle categorie di prodotti che preferisco, quelli dal gusto autentico e dalle produzioni artigianali. Penso allo sherry, un ottimo oloro liscio, o un fino en rama con acqua tonica, o ancora i clairin, in un semplicissimo Ti Punch, o rum giamaicani corposi, pot still potenti da miscelare in un classico Negroni. Non possono mancare i single malt, tassativamente lisci, gradazione piena, come i whisky di Campbeltown, i Kilchoman, ma anche Ichiro’s dal Giappone e Teeling dall’Irlanda.
E i vini naturali? Va bene tutto ciò che è buono!

Andrea Marangio

Docente per barman, consulente per bar, aperture, cocktail designer e menù, promotore per aziende produttrici. Whatsapp: 3480046467 email: marangio1974@gmail.com

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