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Tre domande a Giulia Castellucci

Intervista esclusiva per Barmanitalia a Giulia Castellucci, bar manager e comproprietaria di Co.So Cocktail And Social di Roma Raccontaci brevemente…

16 Settembre, 2019 6:56 am

Intervista esclusiva per Barmanitalia a Giulia Castellucci, bar manager e comproprietaria di Co.So Cocktail And Social di Roma

Raccontaci brevemente la tua carriera fino ad oggi. Come ti sei avvicinata al mondo dei cocktail?

La mia carriera come bartender inizia successivamente alla fine del corso della scuola Flair Project con Francesco Spenuso. La prima esperienza al bancone l’ho avuta al “Caffè Friends” di piazza Fiume, storico locale romano che purtroppo ora ha chiuso! Al tempo la direzione del bar era affidata a Cristian Lorusso, inventore della competition had2had, alla quale ho partecipato nella prima edizione arrivando in finale, unica donna, al Jerry Thomas Project. Nei due anni di lavoro al Friends ho imparato non solo l’arte della buona miscelazione, che in quel periodo era molto alta nel locale, ma anche l’ospitalità e la serietà dello stare all’interno di uno staff di un’azienda. Durante l’ultimo anno sono diventata capobarman, esperienza molto formativa e di rilievo, data la mia giovane età, al tempo 23 anni. Dopo un periodo di pausa durato circa sei mesi il maestro Paolo Sanna mi ha convocato per un colloquio al “Banana Republic” così ha inizio l’avventura di 3 anni in questa ‘famiglia’. Dopo 20 anni di staff quasi interamente al maschile per la prima volta c’era una bartender donna al banco del Banana ed è stato difficile far capire sia ai clienti sia allo staff che potevo competere con gli altri miei colleghi uomini! L’esperienza al Banana è stata la più formativa della mia carriera, mi ha fatto arrivare a esaudire il desiderio che tutti i bartender hanno: quello di aprire il proprio locale….

Un bel traguardo, ce ne puoi parlare? Quali sono le tue prerogative dietro il bancone?

Sono comproprietaria di Co.So Cocktail and Social, al Pigneto, insieme allo chef Riccardo Bucci e a Benedetto Guarino. La scelta di prendere Co.So non è stata casuale, infatti, nel 2016, ho girato lì la prima edizione di “Spirits – I Maestri del Cocktail” con Massimo d’Addezio per la tv del Gambero Rosso. Anche questa è stata un’esperienza altamente formativa e divertente, sia perché ho conosciuto barman di fama nazionale sia perché ho lavorato con il grandissimo Massimo. Tutte queste esperienze ora sono all’interno di Co.So, il locale è molto piccolo e ci permette di mettere il nostro focus sul cliente, quindi sull’ospitalità e la cura del dettaglio. Per quanto riguarda la miscelazione, è semplice, ma allo stesso tempo particolare, perché portiamo avanti un progetto che si chiama “contaminescion”, ossia il bar che si fonde con la cucina, non negli abbinamenti ma proprio all’interno delle ricette.

Raccontaci una tua ricetta e il tuo cocktail preferito.

Ho realizzato una ricetta, su richiesta de I Maestri del Cocktail, ispirata agli anni Ottanta e in particolare modo alla “Milano da bere”, da cui prende il nome e dedicata a un film, Lo spietato, diretto da Renato De Maria e interpretato da Riccardo Scamarcio. Si compone di:
30 ml Ginepraio

30 ml bitter Martini

40 ml Amaro Ramazzotti

10 ml china

Scorza arancia e scorza limone

Versare tutti gli ingredienti in un cobbler shaker, aggiungere scorza di limone, scorza d’arancia, ghiaccio e shakerare vigorosamente. Versare il contenuto in una coppa Martini e guarnire con olii essenziali di limone.

Non ho un solo drink preferito, ne ho vari, a seconda della stagione: non in tutte le stagioni si posso bere determinati drink! Per esempio, il Negroni, il Grande Classico dal gusto forte e deciso, si beve tendenzialmente d’inverno, come il Dirty Martini. Durante l’estate mi piace bere una bella Caipirinha rinfrescante, ma allo stesso tempo intensa, grazie alla cachaca, per la stagione calda mi piace anche bere un Margarita… si sa, la tequila si può bere in tutte le stagioni!

Andrea Marangio

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