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Tre domande a Matteo Masci Bar Manager di Santo Trastevere (Roma)

Tre domande a Matteo Masci Bar Manager di Santo Trastevere (Roma), un locale moderno e sorprendente nel cuore della città…

15 Febbraio, 2020 1:35 am

Tre domande a Matteo Masci Bar Manager di Santo Trastevere (Roma), un locale moderno e sorprendente nel cuore della città eterna.

Raccontaci brevemente la tua carriera fino ad oggi e come ti sei avvicinato al mondo del Bar?

Mi chiamo Matteo Masci e sono nato a Terracina il 13 marzo del 1990. La mia carriera come bartender non iniziò proprio direttamente nel mondo del bar, ma possiamo dire che iniziò più per la mia grande passione che avevo ed ho tutt’ora nel conoscere e scoprire Cocktails in giro per il mondo!

Iniziai il mio percorso facendo il cameriere, finché un bel giorno, mio fratello maggiore (che ancora oggi ringrazio!), mi propose di frequentare un corso per barman; pensai che in questa maniera avrei potuto crescere ed ampliare la mia formazione aggiungendo così alle mie competenze di sala anche quelle del bar… Non ci pensai troppo, e poco dopo iniziai!

Alla fine di questo corso mi fu rilasciato un attestato e questo dopo qualche mese mi ha permesso di essere assunto come apprendista in un cocktail bar della mia zona.
In quel periodo della mia vita feci veramente il massimo delle mie possibilità, lavorando la mattina come cameriere e la sera dietro al bancone.

Alla fine di quell’esperienza, molto formativa, i titolari di quel posto mi presentarono ad un loro amico, il quale era alla ricerca di un bartender per il suo locale di Roma; mi fu data la possibilità di fare una prova e dopo poco fui assunto… Cominciò così ufficialmente la mia avventura da Bartender nella capitale!

Da quanto tempo ti trovi dietro il bancone di Santo Trastevere e quali sono secondo te le caratteristiche più importanti che deve avere un bartender oggi?

Ad oggi è circa un anno e mezzo che lavoro dietro il bancone di “Santo Trastevere” dove ho iniziato insieme ad un caro amico Peppe Cintura, che ora però si trova a Lisbona… Beato lui! Secondo me, le caratteristiche più importanti che deve avere un bartender oggi sono, la curiosità e l’umiltà!

Siamo in un momento storico in cui tutti siamo in grado di fare un Negroni. Quello che però credo che serva per fare la differenza sia la curiosità, il porsi sempre delle domande e trovare delle risposte, sul perché una cosa venga fatta, conoscere la storia di un drink o perché si utilizza un prodotto piuttosto che un altro; questo oggi secondo me è molto importante.
L’altra caratteristica fondamentale è avere sempre tanta, tanta umiltà nelle cose che si fanno.

Raccontaci una tua ricetta e qual’è se c’è il tuo cocktail preferito.

Il mio cocktail preferito è il Manhattan tanto da essermelo perfino tatuato! Una mia ricetta, che mi sta particolarmente a cuore è appunto una rivisitazione del Manhattan. In questo Drink ho sostituito il Rye Whiskey con un Cognac infuso al Grasso di Maiale, utilizzo un Vermouth Rosso al Mallo di Noce, un Liquore alla Banana, alcune gocce di Jerry Thomas Oak Bitter e per finire una grattugiata di Noce… Una vera delizia!

Marco Triani

Nasce a Roma nel 1983, finiti gli studi decide di fare esperienza lavorativa all'estero, occupandosi di marketing nel settore del Food&Beverage in Germania, Spagna e Inghilterra. Co fondatore e responsabile commerciale di Italiana Liquori&Spiriti, progetto di importazione di distillati internazionali premium, esclusivi in Italia. Vive tra Roma e Perugia; collabora con alcuni dei più importanti cocktail bar italiani; i viaggi sono la sua più grande passione e il Martini il suo cocktail preferito.

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