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Tre domande a Riccardo Rossi bar manager Freni e Frizioni

Intervista esclusiva per BarmanItalia a Riccardo Rossi barmanager del Freni e Frizioni di Roma Raccontaci brevemente la tua carriera fino…

Giugno 28, 2019 7:28 am

Intervista esclusiva per BarmanItalia a Riccardo Rossi barmanager del Freni e Frizioni di Roma

Raccontaci brevemente la tua carriera fino ad oggi. Di dove sei? come ti sei avvicinato/a al mondo dei cocktail?

Sono nato ormai 35 anni fa a Viterbo dove ho vissuto fino ai 23. La mia carriera nel mondo dell’hospitality è iniziata un pò per caso, a Londra, nel 2008. Infatti durante gli studi facevo un lavoro ben diverso, l’operaio per una ditta di traslochi. Dopo l’università, mi sono laureato in Scienze della Comunicazione, ho deciso di trasferirmi per qualche mese in Inghilterra per imparare la lingua e alla fine come spesso accade ci sono rimasto per 5 anni.

Il primo lavoro che ho trovato grazie a un amico è stato quello di runner (aiuto cameriere) dentro un bar/ristorante italiano ma di proprietà inglese. Quando, dopo qualche mese, il mio inglese è diventato più “fluent” i manager mi hanno offerto una promozione a scelta, ossia spettava a me decidere se diventare un cameriere o un bartender. Io ero molto attratto da quest’ultima posizione che però al momento non era disponibile. Perciò, pur di lavorare dietro un bar, ho continuato a lavorare come runner fino a che non si fosse liberato qualcosa e ogni tanto nel weekend facevo barback.

Quanti bicchieri ho lavato! Il posto dove lavoravo non faceva cocktail particolari, aveva una carta con i classici ma quando io decido di fare una cosa la voglio fare nel miglior modo possibile e quindi mi sono comprato un paio di libri e ho cominciato a studiare. Il bar, soprattutto nel weekend era molto affollato e frequentato da persone che lavoravano nella City, nella parte finanziaria di Londra quindi già da quel momento mi sono abituato a servire drink nel minor tempo possibile, quello che sarà poi una costante nella mia carriera! Fatto sta che l’impegno ha pagato poiché nel giro di neanche due anni sono diventato il bar manager del posto, quando si dice che a Londra c’è la meritocrazia.

In quale locale dove lavori? Da quanto tempo ti trovi dietro questo bancone? Quali sono le tue prerogative dietro il bancone?

Lavoro a Freni e Frizioni, a Roma nel quale mi trovo praticamente da Aprile 2013. Quando infatti sono venuto a studiare a Roma non potevo starmene con le mani in mano alla soglia dei 30 anni e ho cominciato a dare curriculum in giro per Trastevere, Campo dei Fiori, Testaccio… fino a che, una sera per caso mentre ero in giro con degli amici, entro a Freni e Frizioni. Loro mi esortano a chiedere di lavorare ed ecco che mi faccio avanti: in cassa c’era Cristian, quello che poi sarebbe diventato uno dei miei soci e soprattutto uno dei miei “fratelli”.

Mi disse che non cercavano ma poi, dopo uno sguardo e aver saputo che venivo da Londra, mi disse che mi avrebbe chiamato per una prova. Cristian era cosi, andava molto a impatto più che a curriculum.

Alche’ siamo arrivati a un punto che la dirigenza mi ha fatto una proposta: diventare il vice Cristian che nel frattempo era sempre più impegnato con il suo progetto de La Punta. Ho pensato a quello che mi riusciva meglio e soprattutto a quello che mi piaceva di più e ho accettato la proposta, lasciando l’altro lavoro: stare 10 ore al giorno davanti al computer non era cosa per me! E cosi mi sono buttato anima e corpo su questo locale del quale, da inizio 2016 e seppur in piccola parte, sono anche uno dei soci! Freni e Frizioni è un bar che ha aperto le saracinesche per la prima volta il 4 Luglio del 2005 ed è da quel giorno che è ormai un’istituzione del mondo beverage in Italia e non solo. Siamo uno Street Cocktail Bar che negli ultimi anni, come tutti i bar in Italia, ha subito un’evoluzione esponenziale in termini di cocktail e non solo.

Nel 2015, per festeggiare i 10 anni siamo usciti con un libro fatto e pensato soprattutto per i nostri clienti. Il 4 Luglio di quest’anno esce un libro con i migliori 50 cocktail signature degli ultimi anni e verso fine anno, per festeggiare i 15 anni nell’anno che viene, usciremo con la seconda edizione di quello uscito 5 anni prima. Questo per dire che non ci sediamo mai a goderci il successo che abbiamo ma cerchiamo sempre di migliorarci e di aggiungere contenuti nuovi per i nostri clienti.

Per me essere dietro un bancone è come essere “on stage” anche se devo ammettere che con il tempo ci sto sempre meno. Per questo dico ai ragazzi che loro sono lo specchio del locale, devono essere educati, salutare i nostri ospiti e cercare di fargli passare dei bei momenti, siano essi venuti dopo una brutta giornata o una super positiva.

Purtroppo questo è un difetto che sempre di più nel nostro mondo accade: il bartende che vuole essere il protagonista mentre dobbiamo ricordarci che il protagonista è sempre il nostro ospite. Per il resto mi piace ridere, scherzare e non prendermi mai troppo sul serio, anche se gestire un bar cosi ti porta via molte energie mentali ed è difficile rimanere spensierati.

Ad oggi la mia mente è al locale 24h al giorno! Sono anche impegnato a lavorare con il 4312 gin, un prodotto di Gubbio con il quale faccio eventi e guest shift in giro per l’Italia.

Inoltre mi sto specializzando nel Pisco, distillato prodotto bandiera del Perù e dopo qualche ricerca e un paio di viaggi in Perù vengo riconosciuto, come uno dei massimi esperti in Italia tanto da tenere seminari e serate in giro per l’Italia e non solo

Raccontaci una tua ricetta e il tuo cocktail preferito

Una mia ricetta che voglio raccontarvi è ovviamente a base pisco. È un twist molto particolare sul più famoso dei cocktail a base pisco, il Pisco Sour, ma in chiave molto originale! Come ingredienti

60ml Pisco Porton Acholado
30ml Fake Lime (soluzione di acido citrico e malico)
25ml Zucchero Liquido (2:1)
15ml Acqua di Cocco infusa al Butterly Pea Tea.

Da fare in stir e da versare in una coppetta con un cubo di ghiaccio ricoperto da oro edibile.

Per quanto riguarda il mio cocktail preferito, è una domanda a cui difficilmente riesco a rispondere. Dipende dal momento della giornata, dell’anno ecc. Tolto l’immancabile Gin Tonic, direi Americano da aperitivo, Daiquri o Margarita nelle sere estive e Old Fashioned nei momenti un più freddi.

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