Clausola 1.0
Ricette

Harry MacElhone: la carriera, il bar di Parigi e i suoi libri

Dall'America a Londra a Parigi: la carriera di Harry MacElhone, l'acquisto del bar nel 1923, i manuali del 1921 e del 1927, il club dei Bar Flies e i drink legati al suo nome.

Prime tappe Connecticut e New York, poi aeronautica militare
Londra Ciro's Club, dopo la prima guerra mondiale
Parigi acquisto del bar l'8 febbraio 1923
Libri manuale del 1921 e raccolta del 1927
Club Bar Flies, fondato nel dicembre 1924
Continuità figlio e nipote dietro lo stesso banco
Clausola 2.0
Scheda

Harry MacElhone è la figura attraverso cui una parte del repertorio americano è passata in Europa negli anni del proibizionismo, e insieme uno dei primi barman a capire che un bar è anche un marchio. Il locale che ha comprato nel 1923 porta ancora il suo nome un secolo dopo.

Questa scheda ripercorre la sua carriera, colloca i suoi due libri nel contesto in cui furono scritti e chiarisce quali attribuzioni siano solide.

Le prime tappe e la guerra

La carriera comincia negli Stati Uniti, con periodi in un albergo del Connecticut e in un locale di New York, prima del servizio nell’aeronautica militare durante la prima guerra mondiale. È una formazione americana, come quella di molti barman europei della sua generazione, e avviene nel momento in cui il bar statunitense aveva raggiunto il suo livello tecnico più alto.

A guerra finita rientrò in Europa e assunse un incarico al Ciro’s Club di Londra. È lì che il suo nome comincia a circolare fuori dal banco, e il primo libro nasce in quel periodo. Il tempismo è significativo: nel 1920 il proibizionismo aveva appena chiuso l’accesso al mercato americano, e Londra stava diventando una destinazione per competenze in cerca di collocazione.

I due libri

Il manuale del 1921, pubblicato durante il periodo londinese, e la raccolta del 1927, ristampata in tempi recenti, sono le sue due opere principali. Entrambe hanno un valore documentario che va oltre il loro contenuto tecnico: sono fonti primarie per il repertorio europeo di quegli anni, cioè per un periodo in cui la produzione editoriale americana era interrotta dal divieto.

Come nel caso di altri manuali coevi, i libri registrano quello che si preparava senza distinguere in modo sistematico fra creazioni proprie e ricette raccolte. È un limite metodologico da tenere presente ogni volta che una ricetta viene attribuita al loro autore sulla sola base della presenza nel volume.

Il bar di Parigi

L’8 febbraio 1923 MacElhone raccolse i fondi necessari per acquistare il bar parigino in cui aveva lavorato oltre un decennio prima, e ne cambiò il nome inserendovi il proprio. Era stato in precedenza incaricato dai suoi datori di lavoro di aprire una seconda sede del Ciro’s a Deauville; l’acquisto del locale parigino segna il passaggio da dipendente a proprietario.

L’attività promozionale che vi mise in atto è l’aspetto più moderno della sua carriera. Distribuiva etichette da bagaglio con l’indirizzo del locale e l’invito a riportarvi il portatore; organizzava concorsi internazionali che la stampa americana riprendeva con regolarità. Una seconda sede aperta altrove in Francia andò meno bene e fu venduta negli anni trenta.

Il club dei Bar Flies

Nel dicembre 1924 fondò un club di soci con un regolamento deliberatamente ironico e una terminologia propria: il bar era la Trappola numero uno, le socie erano chiamate farfalle, e lui stesso si era assegnato un soprannome autoironico. Le regole della casa comprendevano sospensioni scherzose per chi sbatteva il mento sulla ringhiera del bancone e inviti a tenere per sé certe visioni.

L’impostazione ha avuto un’influenza superiore alla sua serietà. Il modello del club di soci con regolamento scherzoso, terminologia interna e senso di appartenenza è stato ripreso da locali in tutto il mondo, e chi legge il regolamento di un club contemporaneo ne riconosce facilmente la discendenza.

I drink attribuiti

Il Boulevardier e l’Old Pal sono i due più citati in relazione al suo nome, entrambi costruiti su un bitter italiano che negli Stati Uniti non circolava e che a Parigi era invece disponibile. La combinazione competenza americana più ingredienti europei è il tratto caratteristico della miscelazione di quel decennio, e questi due drink ne sono l’esempio più chiaro.

L’attribuzione va presa con la cautela consueta. I libri registrano le ricette e la loro presenza in un volume non dimostra la paternità di chi lo ha compilato. Quello che è documentabile è che a Parigi, in quegli anni, quelle combinazioni circolavano e venivano messe per iscritto: è meno di un’invenzione firmata ed è comunque un contributo rilevante.

La guerra e la continuità

Dopo l’arrivo delle truppe tedesche a Parigi nel 1940 si rifugiò a Londra, dove lavorò con il figlio in un locale poi distrutto da un colpo diretto durante un bombardamento, in una notte in cui era presente. Secondo la testimonianza della famiglia continuò a lavorare in un altro albergo londinese.

Il figlio e il nipote hanno proseguito l’attività dietro lo stesso banco parigino, che è rimasto in funzione per oltre un secolo dalla prima apertura. È una continuità familiare eccezionale in un settore dove i locali cambiano gestione con frequenza, ed è probabilmente la parte più insolita dell’intera vicenda.

Clausola 3.0
Domande frequenti

Domande frequenti

Chi era Harry MacElhone?

Un barman scozzese che lavorò negli Stati Uniti, poi a Londra e infine a Parigi, dove nel 1923 acquistò il bar in cui aveva lavorato un decennio prima e gli diede il proprio nome. È una delle figure centrali della miscelazione europea degli anni venti.

Quali libri ha pubblicato?

Un manuale di miscelazione nel 1921, scritto durante il periodo londinese al Ciro's Club, e una raccolta nel 1927, ristampata in tempi recenti. Entrambi sono fonti primarie per il repertorio europeo del periodo, in un momento in cui negli Stati Uniti la produzione era interrotta dal divieto.

Quali cocktail sono legati al suo nome?

Il Boulevardier e l'Old Pal sono i più citati, entrambi costruiti su un bitter italiano che negli Stati Uniti non circolava. L'attribuzione va presa con la cautela consueta: i suoi libri registrano le ricette, e distinguere fra creazione e trascrizione è quasi sempre impossibile.

Che cos'era il club dei Bar Flies?

Un club di soci fondato nel dicembre 1924, con un regolamento ironico e una terminologia propria: il bar era chiamato Trappola numero uno e le regole della casa prevedevano sospensioni scherzose per chi si appoggiava male al bancone. Molti club di soci successivi ne hanno ripreso l'impostazione.

Che cosa accadde durante la seconda guerra mondiale?

Dopo l'arrivo delle truppe tedesche a Parigi nel 1940 si rifugiò a Londra, dove lavorò con il figlio in un locale poi distrutto da un bombardamento diretto, una notte in cui era presente. Secondo la famiglia continuò poi a lavorare in un altro albergo londinese.

Il suo bar esiste ancora?

Sì. Il figlio e il nipote hanno proseguito l'attività dietro lo stesso banco, e il locale è rimasto in funzione per oltre un secolo dalla prima apertura. È uno dei pochissimi casi di continuità familiare così lunga nel settore.

Clausola 4.0
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