Hurricane: la ricetta, le dosi e le due versioni di New Orleans
Rum, limone e sciroppo di frutto della passione nella ricetta originale; la versione moderna con due rum e granatina. Dosi, il bicchiere Hurricane e il rum in eccesso del dopoguerra.
| Categoria | Long drink |
| Bicchiere | Bicchiere Hurricane |
| Ghiaccio | Nello shaker e nel bicchiere |
| Tecnica | Shake, versato senza filtrare |
| Guarnizione | Fetta d'arancia e ciliegia, facoltative |
| Gradazione servita | circa 18–20% vol |
| Specifica | Ricetta originale pubblicata intorno al 1956 |
L’Hurricane è nato per smaltire il rum in eccesso, e le sue proporzioni lo dichiarano: dodici centilitri di distillato in un solo bicchiere non sono una scelta di equilibrio ma una risposta a una disponibilità di magazzino. Il drink è sopravvissuto alla circostanza che lo ha prodotto.
Questa scheda riporta le dosi della ricetta originale e di quella moderna, ricostruisce il contesto del dopoguerra a New Orleans e chiarisce le attribuzioni.
Ingredienti Hurricane
- 12 cl rum d’oro, preferibilmente giamaicano invecchiato
- 6 cl succo di limone
- 6 cl sciroppo di frutto della passione
- ghiaccio nello shaker e nel bicchiere
- fetta d’arancia e ciliegia per guarnire, facoltative
La ricetta originale
La formulazione pubblicata dal capo barman del locale in una rivista intorno al 1956 è sorprendentemente semplice: dodici centilitri di rum d’oro, sei di succo di limone e sei di sciroppo di frutto della passione. Si agita e si versa senza filtrare nel grande bicchiere Hurricane, aggiungendo ghiaccio se il volume lo richiede.
Il rapporto è di due parti di rum contro una di agrume e una di sciroppo, cioè la struttura classica del sour scalata verso l’alto. Quello che colpisce è la quantità assoluta: ventiquattro centilitri di liquido prima della diluizione, di cui metà distillato. È un drink concepito per essere grande, non per essere forte in senso relativo.
Il contesto del rum in eccesso
La ricostruzione del contesto è la parte meglio documentata di questa storia. A metà degli anni quaranta, subito dopo la guerra, bourbon e scotch erano difficili da reperire negli Stati Uniti, mentre il rum arrivava in abbondanza a New Orleans dai Caraibi via nave e risaliva il fiume sulle chiatte. La maggior parte dei cocktail richiesti dai clienti era però costruita sul whisky.
I magazzini si riempirono di un prodotto che nessuno ordinava. La creazione di un drink capace di consumarne mezza bottiglia per volta è una risposta commerciale prima che una scelta di gusto, e le proporzioni della ricetta originale rendono questa origine evidente. Il fatto che il drink sia sopravvissuto per ottant’anni alla condizione che lo ha generato è la parte interessante.
Le attribuzioni
La versione più raccontata attribuisce la creazione ai due titolari del locale, che avendo a disposizione solo rum come distillato di base avrebbero sviluppato un nuovo cocktail da immettere sul mercato. Altre fonti indicano invece il capo barman come autore effettivo.
Le due ricostruzioni non si escludono: la decisione commerciale può essere stata dei titolari e la formulazione del barman. Quello che è documentato è che fu quest’ultimo a pubblicare la ricetta originale su una rivista intorno al 1956. Circola inoltre la notizia di una versione precedente servita a un’esposizione del 1939, di cui si sa soltanto che conteneva rum e che veniva servita nel bicchiere che poi ha dato il nome al drink.
La versione moderna
La formulazione oggi più diffusa cambia tre cose. Divide il rum in due parti uguali, sei centilitri di chiaro e sei di scuro; sostituisce il limone con un centilitro e mezzo di lime fresco, riducendo drasticamente l’agrume; e aggiunge tre quarti di centilitro di sciroppo di zucchero e altrettanti di granatina, mantenendo i sei centilitri di sciroppo di frutto della passione.
Il risultato è più dolce e più colorato ma meno acido dell’originale. La divisione fra due rum dà più struttura (il chiaro porta pulizia, lo scuro melassa e legno) al prezzo di un profilo meno definito. La granatina serve soprattutto al colore, che nella versione originale dipendeva unicamente dal frutto della passione e dal rum.
Il bicchiere e il servizio
Il bicchiere Hurricane ha la pancia arrotondata e il collo stretto e ricorda la forma di una lanterna da tempesta, da cui prende il nome che poi è passato al drink. La capacità elevata non è un’esagerazione: con ventiquattro centilitri di liquido più il ghiaccio, un bicchiere normale non basta.
L’indicazione di versare senza filtrare è tecnica e non di comodo. Il ghiaccio dello shaker entra nel bicchiere già parzialmente sciolto e continua a diluire durante il consumo, che in un drink di questa dimensione dura molto. Filtrare e riempire di ghiaccio fresco produce una diluizione più lenta e un drink che nella seconda metà risulta più forte.
Come sceglierlo
La versione originale è più asciutta e più diretta, con il frutto della passione in evidenza e il rum giamaicano che porta esteri e frutta matura. È la scelta per chi vuole capire come il drink era concepito e ha a disposizione un rum di carattere.
La versione moderna è più dolce, più tondeggiante e più facile da bere, e regge meglio rum di qualità media perché lo sciroppo e la granatina coprono di più. È anche la versione che si trova più frequentemente, ed è utile saperlo quando si ordina: chiedere un Hurricane in due locali diversi può significare ricevere due drink con un’acidità molto diversa.
Domande frequenti
Quali sono le dosi dell'Hurricane originale?
Dodici centilitri di rum d'oro, preferibilmente giamaicano invecchiato, sei di succo di limone e sei di sciroppo di frutto della passione, agitati e versati senza filtrare in un grande bicchiere Hurricane, aggiungendo ghiaccio se necessario. È un rapporto due a uno a uno, molto semplice per la quantità di rum in gioco.
Qual è la versione moderna?
Sei centilitri di rum chiaro e sei di rum scuro, un centilitro e mezzo di succo di lime fresco, sei di sciroppo di frutto della passione, tre quarti di centilitro di sciroppo di zucchero e altrettanti di granatina, agitati. Divide il rum in due tipi e aggiunge granatina per il colore.
Perché contiene così tanto rum?
Per una ragione storica precisa. A metà degli anni quaranta bourbon e scotch erano difficili da reperire a New Orleans mentre il rum arrivava in abbondanza dai Caraibi via porto e via fiume. La ricetta nasce come modo di smaltire uno stock in eccesso, e le proporzioni lo mostrano.
Chi ha inventato l'Hurricane?
La versione più diffusa lo attribuisce ai due titolari di un locale di New Orleans; altre fonti indicano il loro capo barman. È certo che sia stato quest'ultimo a pubblicare la ricetta originale in una rivista intorno al 1956. Una versione precedente sarebbe stata servita a un'esposizione del 1939.
Che cos'è il bicchiere Hurricane?
Un bicchiere alto con la pancia arrotondata e il collo stretto, che ricorda la forma di una lanterna da tempesta. Dà il nome al drink e ne condiziona il servizio: la sua capacità elevata è coerente con un long drink da venti centilitri e oltre.
Che rum usare?
La ricetta originale indica un rum d'oro giamaicano invecchiato, che porta note di frutta matura ed esteri intensi capaci di reggere il frutto della passione. La versione moderna divide fra chiaro e scuro, ottenendo più struttura e più colore ma un profilo meno definito.
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Scheda pubblicata il 02/03/2020