Tom Collins e John Collins IBA: le dosi e la differenza fra i due
4,5 cl di gin, 3 di limone, 1,5 di sciroppo e 6 di soda: le dosi IBA del John Collins, la nota che distingue il Tom dal John, il ghiaccio nel bicchiere e il confronto col Gin Fizz.
| Categoria | Long drink |
| Bicchiere | Highball, pieno di ghiaccio |
| Ghiaccio | Cubetti nel bicchiere |
| Tecnica | Build nel bicchiere, mescolare delicatamente |
| Guarnizione | Fetta di limone, ciliegia, un dash di Angostura |
| Gradazione servita | circa 10–12% vol |
| Specifica | IBA, edizioni 2004 e 2011 |
Il Collins è una categoria prima che una ricetta, e la specifica internazionale lo dimostra annotando fra parentesi la sola cosa che distingue le sue due voci principali: quale gin si usa. Dosi identiche, tecnica identica, un gin secco per il John e un Old Tom per il Tom.
Questa scheda riporta le dosi codificate, spiega cosa sia l’Old Tom gin e distingue il Collins dal Gin Fizz, con cui condivide l’intera lista degli ingredienti e non il formato.
Ingredienti John Collins
- 4,5 cl gin
- 3 cl succo di limone fresco
- 1,5 cl sciroppo di zucchero
- 6 cl soda
- fetta di limone e ciliegia al maraschino
- 1 dash Angostura in superficie
- cubetti di ghiaccio, bicchiere pieno
Le dosi e il metodo
L’edizione 2011 classifica il drink come long drink e prescrive quattro centilitri e mezzo di gin, tre di succo di limone fresco, uno e mezzo di sciroppo di zucchero e sei di soda, versati direttamente nel bicchiere highball riempito di ghiaccio. Si mescola delicatamente, si guarnisce con una fetta di limone e una ciliegia, e si aggiunge un dash di Angostura.
L’edizione 2004 riporta le stesse quantità e la stessa costruzione diretta, con la guarnizione identica e il bitter aggiunto alla fine. Fra le due edizioni non ci sono differenze sostanziali, che per questa lista è meno comune di quanto si pensi.
Il volume di base è di quindici centilitri, che con il ghiaccio portano il drink servito intorno ai venti. La gradazione scende fra i dieci e i dodici gradi: è un long drink da consumo lento, e questa è la ragione per cui il ghiaccio va nel bicchiere e non solo nella preparazione.
Il dash di Angostura merita una nota. È indicato dopo la guarnizione, quindi non entra nella miscela: resta in superficie e arriva al naso a ogni sorso, portando una nota speziata che lega il gin al limone. È una rifinitura e non un ingrediente, e ometterla lascia un drink corretto e più semplice.
Tom o John: la nota fra parentesi
La specifica dell’edizione 2011 aggiunge un’annotazione essenziale: nel Tom Collins si usa Old Tom gin. È l’unica differenza fra le due voci, e la brevità della nota nasconde quanto pesi.
L’Old Tom è uno stile di gin precedente al London dry: leggermente dolcificato, con botaniche più morbide e un profilo meno verticale. Era il gin comune nell’Ottocento, quando la distillazione produceva prodotti più grezzi che lo zucchero serviva a correggere; è quasi scomparso nel Novecento con l’affermazione del London dry ed è tornato in produzione negli ultimi vent’anni.
Con un Old Tom il drink risulta più rotondo e la parte dolce arriva in parte dal gin: conviene ridurre lo sciroppo di mezzo centilitro, altrimenti il bilancio si sposta. Con un gin secco il drink è più asciutto e verticale, e la dose piena di sciroppo è corretta.
Questa distinzione è utile oltre il caso specifico. Molte coppie di drink della nomenclatura classica differiscono per un solo prodotto, e la loro esistenza come voci separate registra il fatto che quel prodotto cambiava il risultato abbastanza da giustificare due nomi.
Collins e Fizz
Le due voci condividono la lista completa degli ingredienti (gin, limone, sciroppo, soda) e differiscono per formato. La distinzione va tenuta presente, perché nella pratica corrente i nomi si usano in modo interscambiabile.
Il Collins si costruisce nel bicchiere pieno di ghiaccio, con sei centilitri di soda, e si beve in venti minuti: la diluizione progressiva è parte del percorso e il drink nasce già lungo per reggerla. Il Fizz si agita, si serve in un tumbler alto e stretto senza ghiaccio con otto centilitri di soda, e va bevuto nei primi minuti perché la carbonatazione è il suo carattere.
La differenza di bicchiere non è arbitraria. L’highball largo del Collins accoglie il ghiaccio ed espone superficie; il tumbler stretto del Fizz concentra le bollicine e le porta al naso. Servire un Collins nel bicchiere del Fizz produce un drink che sembra semplicemente scarso, e viceversa.
In termini di servizio: chi ordina un Collins chiede un drink da accompagnamento, chi ordina un Fizz chiede un drink da bere subito. È l’informazione più utile che i due nomi trasportano.
Gin, limone, sciroppo
Un London dry con ginepro marcato è la scelta coerente per il John: le sue botaniche restano leggibili sotto la soda, e la componente agrumata si allinea al limone. I gin contemporanei floreali hanno botaniche delicate che in venti centilitri di volume servito si perdono, e con essi conviene ridurre la soda a quattro centilitri.
Il limone va spremuto al momento. Tre centilitri su quindici di base sono un quinto del drink, e un succo pastorizzato porta una nota cotta che la soda amplifica invece di mascherare, perché l’effervescenza spinge i volatili verso il naso.
Lo sciroppo va scelto per concentrazione. Uno sciroppo uno a uno porta metà acqua, e su un centilitro e mezzo significa quasi un centilitro d’acqua aggiunta a un drink che ne ha già molta dal ghiaccio; con uno sciroppo due a uno la stessa dolcezza si ottiene con un centilitro, lasciando più margine.
Ghiaccio e servizio
Il bicchiere va riempito di ghiaccio in cubetti grandi. La regola vale come per tutti i long drink: molto ghiaccio diluisce meno di poco ghiaccio, perché la temperatura resta bassa e la fusione rallenta, e l’anidride carbonica della soda resta in soluzione tanto più quanto più il liquido è freddo.
La soda va aggiunta per ultima, versata lungo la parete, e la miscelazione deve essere delicata come la specifica indica: un movimento verticale del bar spoon dal fondo verso l’alto è sufficiente a unire gli ingredienti senza disperdere il gas.
La ciliegia e la fetta di limone vanno inserite dopo, e il dash di Angostura per ultimo, in superficie. L’ordine conta perché il bitter deve restare sopra: mescolato nella miscela si distribuisce e la sua funzione (arrivare al naso) viene a mancare.
Domande frequenti
Quali sono le dosi del John Collins?
Quattro centilitri e mezzo di gin, tre di succo di limone fresco, uno e mezzo di sciroppo di zucchero e sei di soda, versati direttamente nel bicchiere highball pieno di ghiaccio. Si mescola delicatamente e si guarnisce con fetta di limone e ciliegia, aggiungendo un dash di Angostura.
Che differenza c'è fra Tom Collins e John Collins?
Il gin. La specifica lo annota esplicitamente: nel Tom Collins si usa Old Tom gin, che è un gin leggermente dolce di stile antico; nel John Collins un gin secco. Le dosi sono identiche, e il drink al Old Tom risulta più rotondo e richiede meno sciroppo.
Che cos'è l'Old Tom gin?
Uno stile di gin precedente al London dry, leggermente dolcificato e con botaniche più morbide. Era il gin comune nell'Ottocento, è quasi scomparso nel Novecento ed è tornato in produzione negli ultimi vent'anni. Con esso conviene ridurre lo sciroppo di mezzo centilitro.
Che differenza c'è con il Gin Fizz?
Il formato. Il Collins si costruisce nel bicchiere pieno di ghiaccio e si beve in venti minuti; il Fizz si agita, si serve in un tumbler stretto senza ghiaccio e va bevuto subito. Gli ingredienti sono gli stessi e le due categorie restano distinte nella nomenclatura classica.
Perché la specifica aggiunge un dash di Angostura?
Come rifinitura in superficie, dopo il completamento. In un drink lungo e agrumato il bitter porta una nota speziata che arriva al naso a ogni sorso e lega gin e limone; è indicato dopo la guarnizione, quindi non fa parte della miscela.
Va agitato o costruito nel bicchiere?
Le due edizioni indicano la costruzione diretta nel bicchiere con ghiaccio e una miscelazione delicata. È coerente con la categoria: un long drink servito su ghiaccio non ha bisogno dello shake, e agitare la parte con soda disperderebbe l'effervescenza.
Altre voci in Ricette
Scheda pubblicata il 22/04/2014