Naked and Famous: la ricetta, le dosi e la genealogia del drink
Mezcal, Chartreuse gialla, Aperol e lime in parti uguali: dosi del Naked and Famous, la creazione del 2011, la parentela con Last Word e Paper Plane e la scelta del mezcal.
| Categoria | Anytime cocktail |
| Bicchiere | Coppetta cocktail, raffreddata |
| Ghiaccio | Nello shaker, non nel bicchiere |
| Tecnica | Shake and strain |
| Guarnizione | Nessuna |
| Gradazione servita | circa 20–22% vol |
| Specifica | Creato nel 2011, non codificato IBA |
Il Naked and Famous è costruito su quattro ingredienti in parti uguali, come il Last Word da cui deriva, ma sostituisce il gin con il mezcal e il maraschino con un amaro da aperitivo. È una delle poche ricette recenti di cui si conoscano con certezza autore, luogo e anno.
Questa scheda riporta le dosi, ricostruisce la genealogia del drink e spiega perché la Chartreuse gialla non sia intercambiabile con la verde.
Ingredienti Naked and Famous
- 22,5 ml mezcal
- 22,5 ml Chartreuse gialla
- 22,5 ml Aperol
- 22,5 ml succo di lime fresco
- ghiaccio nello shaker
- coppetta cocktail raffreddata
Le dosi e la struttura a parti uguali
Ventidue millilitri e mezzo per ciascuno dei quattro ingredienti danno un volume complessivo di novanta millilitri prima della diluizione, che è una misura piena per un drink servito in coppetta. La struttura in parti uguali è ereditata direttamente dal Last Word e ha lo stesso vantaggio pratico: si memorizza subito e si prepara senza jigger.
L’equilibrio funziona per la stessa ragione dell’antenato, cioè perché ciascun ingrediente ha un antagonista. Il lime porta acidità, l’Aperol amaro dolce, la Chartreuse gialla miele e spezie, il mezcal fumo e agave. Nessuno dei quattro domina perché ognuno è contrastato, e alterare una sola dose sposta l’insieme in modo sproporzionato.
La genealogia
Chi ha creato il drink lo ha descritto come il figlio del Last Word e del Paper Plane, e la descrizione è esatta sul piano tecnico. Dal primo prende la struttura a quattro parti uguali e la presenza della Chartreuse; dal secondo prende l’idea di usare un amaro da aperitivo come uno dei quattro elementi al posto di un liquore dolce.
La terza mossa è la sostituzione della base. Al posto del gin del Last Word e del bourbon del Paper Plane entra il mezcal, che porta un elemento (l’affumicato) che nessuno dei due antenati aveva. È questa aggiunta a rendere il drink riconoscibile fra tanti che condividono la stessa architettura, e spiega perché il risultato non sia percepito come una variante ma come un cocktail autonomo.
L’incontro fra Chartreuse gialla e agave
La combinazione fra la Chartreuse gialla e un distillato di agave è la scoperta su cui il drink si regge. La Chartreuse gialla è meno alcolica e più dolce della verde, con un profilo dominato da miele, zafferano e spezie morbide; il mezcal porta fumo, agave cotta e una nota minerale.
I due si incontrano in un registro comune: il vegetale cotto. Il risultato al naso è una combinazione di affumicato, miele, scorza di agrume e agave che nessuno dei due componenti produce da solo. Con la Chartreuse verde questo incontro non avviene: la sua nota erbacea, molto più aggressiva e alcolica, entra in conflitto con il fumo invece di sostenerlo, e il drink si divide in due metà che non si parlano.
La sequenza in bocca
Il modo in cui il drink si sviluppa al palato è ordinato e riconoscibile. L’acidità del lime arriva per prima, sulla punta della lingua; segue la dolcezza della Chartreuse, che occupa il centro; poi emerge l’alcol della base con il suo affumicato; e infine chiude l’amaro dell’Aperol.
Questa sequenza è la ragione per cui il drink non ha guarnizione. Non c’è nulla da aggiungere in apertura o in chiusura: i quattro ingredienti coprono già l’intero arco, e una scorza o una fetta introdurrebbero un elemento che si sovrappone a uno dei quattro momenti. La coppetta va raffreddata, perché servito tiepido l’ordine si comprime e il drink diventa confuso.
La scelta del mezcal
Un mezcal con affumicatura decisa dà il risultato più caratteristico, perché il fumo è ciò che distingue questo drink dai suoi parenti diretti. Le produzioni artigianali con cottura in forno interrato portano il profilo più marcato, e in un drink dove il distillato è solo un quarto del volume questa intensità è utile.
Un mezcal più delicato produce comunque un drink equilibrato, semplicemente meno riconoscibile: si avvicina al territorio del Last Word con un agrume diverso. Non avere a disposizione un prodotto molto affumicato non è un motivo per rinunciare alla ricetta, che regge bene anche con basi meno estreme.
Tecnica e varianti
Lo shake deve essere breve e vigoroso, dodici o quindici secondi con ghiaccio solido. Il drink contiene un quarto di succo e ha bisogno di diluizione, ma la Chartreuse perde definizione se il bicchiere diventa acquoso. Il filtraggio va fatto due volte, perché i frammenti di ghiaccio continuano a sciogliersi in coppetta.
Fra le varianti in circolazione, la sostituzione dell’Aperol con un bitter più amaro richiede di ridurne la quota, altrimenti copre gli altri tre; la sostituzione del lime con il limone dà un risultato più tondo e meno tagliente. Entrambe funzionano se si accetta che il bilanciamento non sia più quello delle parti uguali, che resta la forma canonica.
Domande frequenti
Quali sono le dosi del Naked and Famous?
Ventidue millilitri e mezzo ciascuno di mezcal, Chartreuse gialla, Aperol e succo di lime fresco, agitati con ghiaccio e filtrati in coppetta fredda, senza guarnizione. Sono parti uguali, cioè novanta millilitri complessivi prima della diluizione.
Da quali drink deriva?
Dal Last Word, con cui condivide la struttura a parti uguali e la Chartreuse, e dal Paper Plane, da cui prende l'impostazione con un amaro da aperitivo. Chi lo ha creato lo ha definito il figlio dei due, e la descrizione è tecnicamente esatta.
Chi lo ha creato?
Joaquín Simó, durante il suo lavoro in un locale di New York nel 2011. È una delle poche ricette recenti con paternità, data e luogo tutti documentati, il che la rende un caso raro rispetto ai classici dove ogni attribuzione è congetturale.
Chartreuse gialla o verde?
Gialla. È meno alcolica e più dolce della verde, con un profilo di miele e spezie che si accorda con l'agave del mezcal. Con la verde il drink diventa molto più aggressivo e la sua nota erbacea entra in conflitto con l'affumicato invece di sostenerlo.
Che mezcal usare?
Uno con affumicatura decisa dà il risultato più caratteristico, perché il fumo è l'elemento che distingue questo drink dai suoi parenti. Un mezcal più delicato funziona comunque: la mancanza di un prodotto molto affumicato non è un motivo per rinunciare alla ricetta.
Si può sostituire l'Aperol?
Con un altro amaro da aperitivo a bassa gradazione, accettando che il bilanciamento cambi. L'Aperol è relativamente dolce e poco amaro; sostituendolo con un bitter più intenso conviene ridurne la quota, perché a parti uguali coprirebbe sia la Chartreuse sia il mezcal.
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Scheda pubblicata il 23/03/2020