Clausola 1.0
Ricette

Pornstar Martini: la ricetta, le dosi e lo shot di spumante a parte

Vodka alla vaniglia, passion fruit e liquore: le dosi del Pornstar Martini, come si infonde la vaniglia, perché lo spumante si serve in un bicchierino separato e come si sceglie il frutto.

Proporzioni in parti
Vodka alla vaniglia 5Liquore al passion fruit 1.5Polpa di passion fruit 3Succo di lime 1.5
Categoria Cocktail con servizio abbinato
Bicchiere Coppetta raffreddata + bicchierino per lo spumante
Ghiaccio Nello shaker, non nel bicchiere
Tecnica Shake and strain, doppio filtro
Guarnizione Mezzo frutto della passione fresco
Servizio Sorsi alternati fra coppetta e bicchierino
Clausola 2.0
Scheda

Il Pornstar Martini è uno dei pochi drink di diffusione recente il cui servizio è parte della ricetta: il cocktail arriva in coppetta e accanto, in un bicchierino separato, uno spumante secco da bere a sorsi alternati. Il contrasto fra la parte fruttata e dolce e quella acida e frizzante è l’effetto che la preparazione cerca, e versare lo spumante dentro il drink lo annulla.

Questa scheda riporta le dosi, spiega l’infusione della vaniglia e la gestione della polpa del frutto della passione e descrive il servizio abbinato.

Ingredienti Pornstar Martini

  • 5 cl vodka alla vaniglia
  • 1,5 cl liquore al passion fruit
  • polpa di 1 frutto e mezzo della passione
  • 1,5 cl succo di lime
  • 0,5 cl sciroppo di zucchero, se serve
  • 3–4 cl spumante brut, a parte
  • mezzo frutto della passione per guarnire

Le dosi e il metodo

La preparazione parte da cinque centilitri di vodka alla vaniglia, uno e mezzo di liquore al frutto della passione, la polpa di un frutto e mezzo e uno e mezzo di succo di lime. Si estraggono i semi e la polpa nello shaker, si aggiungono gli altri ingredienti, si agita con ghiaccio e si filtra bene in un bicchiere refrigerato. Lo spumante si versa separatamente in un bicchierino freddo e si serve accanto.

Il filtro merita una nota. Serve un doppio filtro a maglia fine, che trattiene i semi e lascia passare la polpa: i semi in coppetta sono un difetto di esecuzione, la polpa è ciò che dà al drink la sua opacità e il suo corpo. Un colino a maglia larga fa passare tutto, uno troppo fine trattiene anche la polpa e il drink arriva limpido e magro.

Lo sciroppo di zucchero è una correzione condizionata. Il frutto della passione varia molto per acidità secondo la maturazione, e il liquore porta già dolcezza: mezzo centilitro va aggiunto solo se l’assaggio della polpa lo richiede. Un drink corretto ha l’acido come sensazione dominante e il dolce come struttura.

L’infusione di vaniglia

La vodka alla vaniglia si prepara tagliando un baccello per il lungo, in modo da esporre i semi, e immergendolo nella bottiglia. La bottiglia va richiusa e agitata più volte al giorno per almeno due giorni, e il risultato migliora fino a circa una settimana.

Il baccello va poi rimosso. Un’infusione lasciata a tempo indeterminato continua a estrarre e sviluppa una componente amara e legnosa che nel drink si legge come una nota di corteccia; il punto ottimale sta fra i cinque e i dieci giorni secondo la qualità del baccello. Un baccello secco e legnoso rilascia poco e va sostituito con uno morbido e oleoso.

Le vodke alla vaniglia commerciali funzionano e differiscono fra loro più di quanto differiscano da un’infusione domestica. Molte contengono zucchero aggiunto, che nel bilancio della ricetta va contato: in quel caso lo sciroppo va escluso e la dose di lime può salire di mezzo centilitro. La verifica è assaggiare il distillato da solo prima di comporre il drink.

Il frutto della passione

La polpa fresca è l’ingrediente che dà identità al drink e quello che varia di più. Un frutto maturo ha la buccia leggermente rugosa e cede alla pressione; uno liscio e duro è immaturo e porta acidità aggressiva con poco aroma. Un frutto e mezzo corrisponde a circa tre centilitri di polpa.

Il liquore al passion fruit svolge una funzione diversa e non ridondante. Porta zucchero e alcol, e la sua parte aromatica è concentrata e stabile: dove la polpa fresca dà freschezza e acidità, il liquore dà profondità e persistenza. Sostituirlo con più polpa produce un drink più acido e più corto; sostituire la polpa con più liquore produce un drink dolce e piatto.

La polpa surgelata è un’alternativa praticabile fuori stagione e conserva bene l’aroma. Le puree industriali sono in genere zuccherate e vanno compensate riducendo il liquore, non lo sciroppo, perché il problema è la dolcezza strutturale e non la correzione finale.

Il servizio abbinato

Il cocktail e lo spumante arrivano insieme in due bicchieri distinti, e chi beve alterna: un sorso dalla coppetta, un sorso dal bicchierino. La logica è di contrasto. Il cocktail è dolce, fruttato e denso; lo spumante brut è secco, acido e frizzante, e ripulisce il palato prima del sorso successivo.

Questo spiega perché lo spumante deve essere secco. Uno spumante dolce lavora nella stessa direzione del cocktail e l’abbinamento diventa ridondante; un brut o un extra brut costruisce il contrasto. La temperatura conta: uno spumante tiepido perde bollicina e con essa la funzione.

Versare lo spumante dentro il cocktail è la variante più diffusa e la meno riuscita. La polpa del frutto della passione è ricca di particelle che fanno da nucleazione, e l’anidride carbonica se ne va in pochi secondi: si ottiene un drink appena più lungo e leggermente più acido, senza effervescenza. Se lo si fa, va dichiarato, perché è un’altra bevanda.

La guarnizione

Mezzo frutto della passione fresco appoggiato sulla superficie del drink è la guarnizione prevista, ed è una delle poche che si mangia. Ha una funzione oltre l’aspetto: il profumo della polpa esposta arriva al naso a ogni sorso, e la sua acidità è disponibile a chi vuole aumentarla raschiandola con il cucchiaino.

Il frutto va tagliato al momento. La superficie esposta ossida rapidamente e in mezz’ora perde profumo e brillantezza; una mezza scorza preparata in anticipo è riconoscibile e vanifica la parte migliore della guarnizione.

La coppetta va raffreddata come per ogni drink servito senza ghiaccio, e il livello va tenuto sotto il bordo di almeno un centimetro, perché il frutto appoggiato occupa spazio e un bicchiere colmo diventa impossibile da portare.

Clausola 3.0
Domande frequenti

Domande frequenti

Quali sono le dosi del Pornstar Martini?

Cinque centilitri di vodka alla vaniglia, uno e mezzo di liquore al passion fruit, la polpa di un frutto e mezzo e uno e mezzo di succo di lime, con mezzo centilitro di sciroppo di zucchero se il frutto è molto acido. Tutto agitato con ghiaccio e filtrato in coppetta; lo spumante si serve a parte.

Perché lo spumante va in un bicchierino separato?

Perché il servizio prevede sorsi alternati: si beve dal cocktail e poi dallo spumante, e il contrasto fra il dolce fruttato e l'acidità secca è l'effetto cercato. Versato dentro, lo spumante perde effervescenza a contatto con la polpa e il contrasto scompare.

Come si aromatizza la vodka con la vaniglia?

Tagliando un baccello per il lungo, in modo da esporre i semi, e immergendolo nella bottiglia di vodka. La bottiglia va richiusa e agitata più volte al giorno per almeno due giorni, meglio una settimana. Il baccello va poi rimosso, altrimenti l'infusione continua e diventa amara.

Si può usare una vodka alla vaniglia commerciale?

Sì, tenendo presente che molte contengono zucchero aggiunto e un aroma più intenso di quello dell'infusione. In quel caso conviene ridurre lo sciroppo a zero e assaggiare prima di correggere: la differenza fra due prodotti commerciali è maggiore di quella fra un prodotto e un'infusione fatta in casa.

La polpa del frutto della passione va filtrata?

No nel drink, sì dallo shaker. I semi restano nello shaker con un doppio filtro a maglia fine, mentre la polpa passa e dà al drink la sua opacità caratteristica. Filtrando tutto si perde corpo; non filtrando affatto i semi finiscono in coppetta.

Che spumante si usa?

Uno spumante secco, brut, freddo. La funzione è portare acidità e bollicina in contrasto con il dolce del cocktail: uno spumante dolce annullerebbe il contrasto e renderebbe l'abbinamento ridondante. La quantità è quella di un bicchierino, fra tre e quattro centilitri.

Clausola 4.0
Altre voci in Ricette