Clausola 1.0
Ricette

Ramos Gin Fizz: la ricetta IBA, le dosi e i tre minuti di shake

Nove ingredienti e tre minuti di agitazione: le dosi IBA del Ramos Gin Fizz, il dry shake da due minuti, la funzione dell'acqua di fiori d'arancio e come si ottiene la schiuma che sta in piedi.

Proporzioni in parti
Gin 4.5Crema di latte 6Sciroppo di zucchero 3Succo di lime 1.5Succo di limone 1.5
Categoria Long drink
Bicchiere Highball, alto e stretto
Ghiaccio Nello shaker; nel bicchiere secondo la specifica
Tecnica Dry shake 2 minuti, poi 1 minuto con ghiaccio
Aromi 3 gocce acqua di fiori d'arancio, 2 di vaniglia
Albume 1, indispensabile
Specifica IBA, edizione 2011
Clausola 2.0
Scheda

Il Ramos Gin Fizz è la ricetta codificata con il maggior numero di ingredienti e il tempo di preparazione più lungo: nove componenti e tre minuti di agitazione. Non è una complicazione gratuita — tutto serve a ottenere una sola cosa, una schiuma abbastanza stabile da stare in piedi sopra il bordo del bicchiere.

Questa scheda riporta le dosi, spiega la funzione di ciascun ingrediente nella costruzione della schiuma e descrive la sequenza dei tre minuti.

Ingredienti Ramos Gin Fizz

  • 4,5 cl gin
  • 1,5 cl succo di lime
  • 1,5 cl succo di limone fresco
  • 3 cl sciroppo di zucchero
  • 6 cl crema di latte
  • 1 albume
  • 3 gocce di acqua di fiori d’arancio
  • 2 gocce di estratto di vaniglia
  • soda a completare

Le dosi e la sequenza

La specifica classifica il drink come long drink e prescrive quattro centilitri e mezzo di gin, uno e mezzo di succo di lime, uno e mezzo di succo di limone fresco, tre di sciroppo di zucchero, sei di crema di latte, un albume, tre gocce di acqua di fiori d’arancio e due gocce di estratto di vaniglia, con soda a completare.

La sequenza è dettagliata e va seguita: tutti gli ingredienti tranne la soda vanno in un contenitore e si agitano a secco, senza ghiaccio, per due minuti; si aggiunge il ghiaccio e si agita energicamente per un altro minuto; si versa in un bicchiere highball e si completa con la soda.

Diciotto centilitri di base più la soda portano il drink oltre i venticinque centilitri, e la gradazione servita scende sotto gli otto gradi. È una delle bevande meno alcoliche della lista codificata, e questo è coerente con la sua natura: il piacere è nella texture prima che nella forza.

Perché tre minuti

Due minuti di dry shake e uno con ghiaccio sono un tempo che nessun’altra ricetta codificata richiede, e la ragione è nella fisica delle proteine.

L’albume monta perché le sue proteine si denaturano con l’agitazione e formano una rete che trattiene le bolle d’aria. Questo processo è sensibile alla temperatura: a temperatura ambiente le proteine si aprono facilmente, a temperatura vicina allo zero restano rigide e montano molto meno. Da qui il dry shake, che serve a costruire la schiuma prima che il freddo intervenga.

I due minuti non sono un margine di sicurezza. Con sei centilitri di panna nel contenitore, il grasso lavora contro la formazione della schiuma: è la ragione per cui in pasticceria si sgrassa la ciotola prima di montare gli albumi — e serve tempo perché la rete proteica si strutturi comunque. Chi agita venti secondi ottiene una schiuma sottile che cede in un minuto nel bicchiere.

Il minuto con ghiaccio ha una funzione diversa: raffreddare e diluire quanto basta. Va tenuto energico ma non prolungato, perché oltre quel punto la fusione allunga un drink che sarà già completato con soda.

Nove ingredienti, quattro funzioni

La lista si legge per funzione invece che per ordine. Il gin è la base aromatica e alcolica; lime e limone forniscono l’acidità su due registri; sciroppo e panna la parte dolce e grassa; l’albume la struttura della schiuma; acqua di fiori d’arancio e vaniglia gli aromi in traccia; la soda la spinta finale.

I due agrumi non sono una ridondanza. Il lime porta acidità alta e una nota amara dalla scorza, il limone è più morbido e ha una componente floreale: in un drink con sei centilitri di panna e tre di sciroppo, cioè nove centilitri di parte grassa e dolce, serve acidità su più di un livello. Con solo limone il drink risulta piatto; con solo lime, aggressivo in un contesto cremoso.

L’acqua di fiori d’arancio in tre gocce e la vaniglia in due sono le dosi più piccole di tutta la lista codificata, e vanno rispettate. Sono aromi che arrivano al naso attraverso la schiuma prima del sorso, e in quantità maggiore portano il drink verso il profumo di pasticceria coprendo il gin, e a queste dosi il contagocce è l’unico strumento che le rende ripetibili.

La colonna di schiuma

L’immagine con cui questo drink è associato, una colonna di schiuma che supera il bordo del bicchiere, non si ottiene con la sola agitazione. Serve la soda, e serve il modo corretto di aggiungerla.

Il drink agitato si versa nel bicchiere e si lascia assestare qualche secondo. La soda va poi aggiunta lentamente al centro, dove incontra la massa montata e la spinge verso l’alto: l’anidride carbonica entra sotto la schiuma e la solleva. Versata lungo la parete, la soda scende sotto senza produrre l’effetto.

Il bicchiere deve essere alto e stretto. Una superficie ridotta concentra la schiuma e permette alla colonna di formarsi; un bicchiere largo la distribuisce e il livello non sale. La specifica prevede il ghiaccio nel bicchiere, il che rende il risultato più difficile ma tiene il drink freddo più a lungo — chi cerca la colonna più netta serve senza ghiaccio, accettando un tempo di consumo più breve.

L’albume e le alternative

L’albume fornisce le proteine su cui tutta la preparazione si regge, e non è un ingrediente decorativo. La panna da sola non monta in una schiuma stabile in queste proporzioni: il grasso interferisce e serve una rete proteica che solo l’albume porta.

Le preparazioni vegetali a base di proteine di legume funzionano in modo comparabile e sono usate nei locali che non lavorano con l’uovo crudo. La schiuma che producono è leggermente meno fine e altrettanto stabile, e la dose si regola per volume equivalente a un albume.

Il resto è igiene ordinaria: uovo fresco, guscio integro, conservazione al freddo, separazione al momento. In un drink che si agita per tre minuti a temperatura ambiente prima di essere raffreddato, la freschezza dell’uovo è una precauzione ragionevole e non un eccesso di zelo.

Origine

Il drink viene ricondotto a un barman di New Orleans e datato al 1888, con il nome originario di New Orleans Fizz. La ricostruzione è concorde nelle fonti e riporta anche un dettaglio verosimile sulla sua diffusione prima del proibizionismo: il locale in cui si preparava impiegava più persone contemporaneamente al solo compito di agitare, passandosi lo shaker.

Il dettaglio non è folklore ma la conseguenza diretta della ricetta. Tre minuti di agitazione energica per un singolo drink sono insostenibili in un servizio a volume, e la soluzione della catena di braccia è la sola praticabile senza mezzi meccanici. È anche il motivo per cui questa voce, pur codificata, resta raramente disponibile: il tempo di preparazione è incompatibile con la maggior parte dei banconi.

Clausola 3.0
Domande frequenti

Domande frequenti

Quali sono le dosi del Ramos Gin Fizz?

4,5 cl di gin, 1,5 cl di succo di lime, 1,5 cl di succo di limone, 3 cl di sciroppo di zucchero, 6 cl di crema di latte, un albume, tre gocce di acqua di fiori d'arancio, due gocce di estratto di vaniglia e soda a completare. Nove ingredienti, il numero più alto della lista codificata.

Quanto va agitato davvero?

La specifica indica due minuti a secco, senza ghiaccio, poi un minuto energico con ghiaccio. Sono tre minuti complessivi, un ordine di grandezza oltre qualsiasi altro cocktail. Il tempo serve a montare albume e panna in una schiuma stabile, e accorciarlo produce una schiuma sottile che cede in un minuto.

Perché due agrumi invece di uno?

Lime e limone coprono registri diversi: il lime porta acidità alta e una nota amara dalla scorza, il limone è più morbido e floreale. In un drink con sei centilitri di panna e tre di sciroppo serve acidità su due livelli, altrimenti la parte grassa e dolce non trova opposizione.

A cosa serve l'acqua di fiori d'arancio?

È l'aroma che rende il drink riconoscibile. Tre gocce su venti centilitri sono una quantità minima e sufficiente: la nota floreale arriva al naso attraverso la schiuma prima del sorso. Una dose maggiore porta il drink verso il profumo di dolce da pasticceria e copre il gin.

Come si ottiene la schiuma che sta sopra il bordo?

Versando il drink agitato nel bicchiere, aggiungendo la soda lentamente al centro e lasciando che spinga la schiuma verso l'alto. La colonna di schiuma che supera il bordo è il risultato dell'anidride carbonica che entra sotto la massa montata, non della sola agitazione.

Si può fare senza albume?

Non è lo stesso drink. L'albume fornisce le proteine che trattengono l'aria: senza, la panna da sola non monta in una schiuma stabile e il drink resta liquido. Le proteine di legume usate come sostituto funzionano in modo comparabile, con una schiuma un poco meno fine.

Clausola 4.0
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