Sloe gin: che cos'è, come si prepara e la gradazione minima europea
Prugnole in infusione nel gin con zucchero: che cos'è lo sloe gin, la raccolta dopo il primo gelo, la soglia del venticinque per cento, il declino e il ritorno alla formulazione originale.
| Categoria | Liquore a base di gin |
| Gradazione | 15–30% vol; minimo 25% per la denominazione UE |
| Frutto | prugnola, bacca selvatica delle siepi inglesi |
| Raccolta | dopo il primo gelo, fine ottobre–inizio novembre |
| Colore | rosso intenso |
| Drink più noto | Sloe Gin Fizz |
Lo sloe gin è un liquore ottenuto da una bacca che nessuno mangerebbe. La prugnola è astringente e sgradevole da sola, e l’infusione nel gin con zucchero è il processo che ne trasforma il difetto in un profilo dolce-amaro con una profondità che pochi liquori di frutta possiedono.
Questa scheda descrive il frutto, il metodo di produzione, la soglia normativa e la vicenda della scomparsa e del ritorno della formulazione originale.
Che cos’è una prugnola
Sono piccole bacche delle dimensioni di una moneta, che crescono spontaneamente nelle siepi in tutta l’Inghilterra. La ragione per cui pochi ne hanno sentito parlare è che non vengono coltivate su larga scala, e la ragione di questo è che il loro sapore è pessimo.
Le prugnole mature sono attraenti alla vista, con un colore blu scuro pruinoso, ma al gusto sono fortemente astringenti e generalmente sgradevoli. È esattamente questa astringenza a diventare, in infusione con zucchero e alcol, la componente che dà al liquore la sua struttura: senza di essa il prodotto sarebbe soltanto dolce.
Il metodo tradizionale
Le prugnole si immergono nel gin insieme allo zucchero e si lasciano in infusione. Lo zucchero non ha soltanto una funzione di gusto: serve all’estrazione, perché richiama per osmosi il succo dal frutto verso il liquido. Senza zucchero l’infusione sarebbe molto più lenta e incompleta.
La raccolta avviene tradizionalmente dopo il primo gelo dell’inverno, fra fine ottobre e inizio novembre nell’emisfero settentrionale. Il gelo rompe le pareti cellulari e facilita la cessione del succo, riducendo il tempo di infusione. Ogni bacca viene punteggiata prima di essere immersa, secondo la tradizione con una spina presa dal cespuglio stesso; un racconto popolare alternativo sconsiglia l’uso di una forchetta di metallo che non sia d’argento.
Il risultato in bottiglia
Il liquore che ne esce ha un equilibrio dolce-amaro e un colore rosso intenso. È acido, con una ricchezza e una profondità di sapore che lo distinguono dai liquori di frutta costruiti su aromi: c’è tannino, c’è astringenza residua, e la dolcezza non è mai isolata.
La gradazione si colloca fra il quindici e il trenta per cento in volume, a seconda del gin di partenza e della quantità di zucchero. L’Unione Europea ha però stabilito una soglia minima del venticinque per cento per poter usare la denominazione, il che esclude dal mercato europeo con quel nome i prodotti più leggeri.
Il declino e la sostituzione
Il prodotto ha attraversato una crisi negli anni sessanta e settanta, un periodo difficile per la miscelazione in generale. Lo sloe gin fatto secondo la formulazione originale è quasi scomparso dal mercato ed è stato sostituito da un prodotto diverso: alcol neutro aromatizzato per imitare il gusto dell’originale.
La differenza fra i due è sostanziale. L’infusione vera porta tannino, astringenza e complessità, che sono le caratteristiche del frutto; un aromatizzato porta un profilo di frutta rossa dolce e piatto, riconoscibile come artificiale. Per decenni la maggior parte di ciò che si trovava in commercio apparteneva alla seconda categoria.
Il ritorno alla formulazione originale
La situazione è cambiata quando una distilleria ha deciso di riprendere la produzione alla vecchia maniera, con bacche di prugnolo e gin. È lo stesso movimento che ha riportato in commercio altri ingredienti scomparsi, dall’Old Tom alla crème de violette, ed è motivato dalla stessa domanda: poter preparare i classici con quello che le ricette prevedevano.
Chi acquista oggi ha quindi due categorie di prodotto sullo scaffale, spesso senza che l’etichetta renda la differenza evidente. Il criterio pratico è la lista degli ingredienti: la presenza delle prugnole distingue l’infusione dall’aromatizzato, e la differenza nel bicchiere è netta.
L’uso al bar
Tradizionalmente il prodotto si beveva d’inverno, spesso caldo, come bevanda da clima rigido. Il passaggio al repertorio dei cocktail è avvenuto attraverso l’adattamento per il mercato americano, che lo ha miscelato con agrumi e seltz dando origine allo Sloe Gin Fizz, il drink più noto costruito su questo liquore.
La sua struttura acida e tannica lo rende utile anche fuori da quella ricetta. Sostituisce in parte un liquore di frutta rossa in un sour, portando però una secchezza che quelli non hanno, e funziona bene accanto al gin di cui condivide la base. La dose va calibrata sulla gradazione effettiva della bottiglia, che varia molto più di quanto la categoria lasci intendere.
Domande frequenti
Che cos'è lo sloe gin?
Un liquore ottenuto mettendo in infusione le prugnole nel gin insieme allo zucchero. Non è un gin aromatizzato in distillazione ma un'infusione a freddo, e il risultato ha un equilibrio dolce-amaro con un colore rosso intenso e una gradazione inferiore a quella del gin di partenza.
Che cosa sono le prugnole?
Piccole bacche delle dimensioni di una moneta, che crescono spontaneamente nelle siepi inglesi. Non sono coltivate su larga scala perché il loro sapore è pessimo: mature sono belle da vedere ma molto astringenti e generalmente sgradevoli da mangiare.
Perché si raccolgono dopo il primo gelo?
Perché il gelo rompe le pareti cellulari del frutto e facilita la cessione del succo durante l'infusione. Tradizionalmente la raccolta avviene fra fine ottobre e inizio novembre nell'emisfero settentrionale, subito dopo la prima gelata.
Perché lo zucchero è necessario?
Perché serve all'estrazione, non solo al gusto. Lo zucchero richiama per osmosi il succo dal frutto verso il liquido, ed è ciò che permette all'infusione di funzionare. Senza, l'estrazione sarebbe molto più lenta e incompleta.
Qual è la gradazione minima?
L'Unione Europea ha fissato una soglia del venticinque per cento in volume per poter usare la denominazione. I prodotti in commercio si collocano fra il quindici e il trenta per cento, e quelli sotto la soglia non possono essere venduti come tali nel mercato europeo.
In quale cocktail si usa?
Il più noto è lo Sloe Gin Fizz, che lo unisce ad agrume e seltz. È nato come adattamento per il mercato americano di un prodotto che in Inghilterra si beveva tradizionalmente d'inverno, spesso caldo. La sua acidità e il colore lo rendono adatto anche a sostituire in parte un liquore di frutta rossa.
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Scheda pubblicata il 29/04/2018