Singapore Sling: la ricetta IBA, le dosi e le quattro edizioni
Gin, cherry brandy, Bénédictine, Cointreau, ananas, lime e granatina: le dosi del Singapore Sling nelle quattro specifiche, l'origine al Raffles Hotel nel 1915 e come si è allungato.
| Categoria | Long drink |
| Bicchiere | Highball |
| Ghiaccio | Nello shaker e nel bicchiere |
| Tecnica | Shake and pour |
| Guarnizione | Ananas e ciliegia al maraschino |
| Gradazione servita | circa 12–14% vol |
| Specifica | IBA, edizioni 1961, 1987, 2004, 2011 |
Il Singapore Sling è il classico che è cresciuto di più: dai tre ingredienti della versione storica agli otto della codifica corrente. Confrontare le quattro specifiche significa vedere in sequenza come un drink si allunga, si addolcisce e si complica nel corso di un secolo.
Questa scheda riporta le dosi delle quattro edizioni, ricostruisce l’attribuzione al Raffles Hotel e spiega quali ingredienti facciano davvero il lavoro nel bicchiere.
Ingredienti Singapore Sling
- 3 cl gin
- 1,5 cl cherry brandy
- 0,75 cl Cointreau
- 0,75 cl Bénédictine
- 12 cl succo d’ananas
- 1,5 cl succo di lime
- 1 cl granatina
- 1 dash Angostura bitter
Le quattro edizioni e la crescita del drink
L’edizione 2011 è la più articolata: tre centilitri di gin, uno e mezzo di cherry brandy, tre quarti di centilitro ciascuno di Cointreau e Bénédictine, dodici di succo d’ananas, uno e mezzo di lime, uno di granatina e un dash di Angostura. Tutto nello shaker con cubetti, agitato con decisione e versato in highball con ananas e ciliegia.
L’edizione 2004 usa una struttura simile con proporzioni diverse: quattro centilitri di gin, due di cherry brandy, mezzo ciascuno di Cointreau e Bénédictine, uno di granatina, otto di succo d’ananas, tre di succo di limone e un dash di Angostura, con filtraggio nel bicchiere. Il gin pesa di più e l’ananas di meno, per un drink complessivamente più alcolico.
L’edizione 1987 è l’eccezione della serie e la più breve: due decimi di succo di limone, quattro di cherry brandy e quattro di gin, agitati e completati con soda in tumbler. Niente ananas, niente liquori d’erbe, niente granatina. È di fatto un altro drink, e assomiglia molto più alla versione storica che alle due codifiche successive.
L’attribuzione al Raffles Hotel
La ricostruzione tradizionale attribuisce il drink al barman Ngiam Tong Boon, che lo avrebbe creato intorno al 1915 al Writer’s Bar del Raffles Hotel di Singapore. La versione di partenza sarebbe stata costruita su gin, succo di limone e cherry brandy, e sarebbe stata pensata come drink per una clientela femminile, in un’epoca in cui l’etichetta sociale limitava il consumo pubblico di alcolici da parte delle donne.
Il colore rosato e il profilo fruttato sono coerenti con quell’intenzione. La ricostruzione è riportata concordemente da tutte le fonti di settore, ma non esiste documentazione contemporanea agli avvenimenti: ricette dell’epoca scritte a Singapore non sono note, e la formulazione servita oggi al Raffles è successiva. Va quindi trattata come tradizione consolidata e non come dato accertato.
Che cosa fa ciascun ingrediente
Il gin fornisce la struttura e il ginepro che impedisce al drink di essere solo dolce; è però in minoranza netta rispetto al succo, e per questo va scelto con carattere. Il cherry brandy porta frutta scura e zucchero, ed è l’ingrediente che dà il colore. Il Cointreau aggiunge arancia secca in dose minima, e la Bénédictine porta miele ed erbe: entrambi in tre quarti di centilitro, cioè quantità quasi omeopatiche che agiscono sul finale e non sull’attacco.
Il succo d’ananas fa il volume e la texture. Agitato con forza produce una schiuma stabile che nel bicchiere finito è visibile in superficie e cambia il modo in cui il drink si beve. Il lime porta l’acidità che tiene in piedi otto ingredienti di cui quattro dolci, e la granatina completa il colore. L’Angostura è l’unico elemento amaro e per questo non va omessa: senza di essa il finale resta zuccherino.
Il succo d’ananas e la texture
Dodici centilitri su circa venti totali sono ananas, il che rende questo drink più una preparazione a base di succo che un cocktail a base di gin. Il succo fresco, estratto da frutto maturo, contiene enzimi e fibre che agitando producono una schiuma densa e persistente; il succo confezionato, pastorizzato e filtrato, ne produce molta meno e risulta più dolce.
La conseguenza pratica è che con il confezionato conviene ridurre la granatina di mezzo centilitro e aumentare leggermente il lime, per recuperare l’acidità che manca. La schiuma, invece, non si recupera: è una caratteristica del frutto fresco, e la sua assenza cambia la texture del bicchiere in modo percepibile.
Tecnica e servizio
Lo shake deve essere lungo e forte, oltre i quindici secondi, perché deve emulsionare il succo d’ananas oltre che raffreddare. Il bicchiere è un highball, riempito di ghiaccio se si filtra, oppure pronto a ricevere l’intero contenuto dello shaker se si segue l’indicazione del 2011.
La guarnizione codificata è un quarto di fetta d’ananas con una ciliegia al maraschino. È una guarnizione ingombrante ed è voluta: il Singapore Sling appartiene alla categoria dei long drink tropicali, dove l’aspetto è parte della proposta. Le guarnizioni ridotte a un semplice twist funzionano tecnicamente ma tolgono al drink metà della sua identità.
Come sceglierlo fra le edizioni
Per chi cerca il drink che il nome evoca (lungo, rosato, fruttato, da bere lentamente) l’edizione 2011 è la scelta. Per chi vuole un bicchiere più alcolico e meno dolce, la 2004 offre lo stesso profilo con il gin in primo piano. Per chi è curioso della versione storica, l’edizione 1987 è la più vicina a quella di partenza e si prepara in trenta secondi.
Le tre non sono in competizione. Sono le fotografie di tre momenti diversi nella vita di un drink che ha attraversato un secolo cambiando forma, ed è raro poter leggere quella trasformazione in documenti così ravvicinati.
Domande frequenti
Quali sono le dosi del Singapore Sling?
L'edizione 2011 indica 3 cl di gin, 1,5 cl di cherry brandy, 0,75 cl di Cointreau, 0,75 cl di Bénédictine, 12 cl di succo d'ananas, 1,5 cl di succo di lime, 1 cl di granatina e un dash di Angostura. Tutto nello shaker con ghiaccio, agitato e versato in highball.
Perché ci sono così tanti ingredienti?
Perché il drink è cresciuto nel tempo. La versione del 1915 era costruita su gin, succo di limone e cherry brandy; le codifiche successive hanno aggiunto ananas, liquori d'erbe e granatina fino a otto componenti. La ricetta del 2011 è il punto di arrivo di un secolo di aggiunte, non la formula originale.
Che differenza c'è fra l'edizione 1987 e le altre?
L'edizione 1987 è la più corta: due decimi di succo di limone, quattro di cherry brandy e quattro di gin, agitati e completati con soda in tumbler. Non ha ananas né liquori d'erbe. È molto più vicina alla versione storica che alle codifiche successive.
Chi ha creato il Singapore Sling?
L'attribuzione tradizionale indica il barman Ngiam Tong Boon al Writer's Bar del Raffles Hotel di Singapore, intorno al 1915, come drink pensato per una clientela femminile. È la ricostruzione riportata da tutte le fonti di settore; non esiste documentazione contemporanea che la confermi.
Si può usare il succo d'ananas confezionato?
Dodici centilitri su venti sono ananas, quindi la scelta pesa. Il succo confezionato è più dolce e privo della schiuma che l'ananas fresco produce agitando, e quella schiuma è parte della texture del drink. Con il confezionato conviene ridurre la granatina di mezzo centilitro.
Va filtrato o versato con il ghiaccio dello shaker?
La specifica del 2011 dice di versare nel bicchiere, quindi senza filtrare; la 2004 dice di filtrare in un highball già preparato. Entrambe funzionano: versando tutto si porta nel bicchiere anche la schiuma dell'ananas, filtrando si ottiene un drink più pulito e più controllato nella diluizione.
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Scheda pubblicata il 09/02/2012