Rum e cola: le dosi, le proporzioni e la differenza dal Cuba Libre
Il long drink più semplice e le sue tre variabili: quale rum, quanta cola, quanto lime. Proporzioni dal 1:2 al 1:4, il ruolo del ghiaccio e il punto in cui diventa un Cuba Libre.
| Categoria | Long drink |
| Bicchiere | Highball, 28–30 cl |
| Ghiaccio | Cubetti, bicchiere pieno |
| Tecnica | Build nel bicchiere |
| Guarnizione | Fetta di limone o di lime |
| Gradazione servita | circa 10–11% vol |
| Variante codificata | Cuba Libre, con succo di lime |
Il rum e cola è il long drink con il minor numero di variabili e per questo il più facile da sbagliare senza accorgersene: due ingredienti, nessuna tecnica, e un risultato che cambia in modo netto al variare della proporzione, del tipo di rum e della quantità di ghiaccio. È anche la base da cui si arriva a un drink codificato, il Cuba Libre, aggiungendo un solo componente.
Questa scheda riporta le proporzioni in uso, spiega quali rum funzionano con la cola e indica il punto esatto in cui la bevanda diventa un’altra.
Ingredienti rum e cola
- 5 cl rum
- 15 cl cola
- fetta di limone o di lime
- cubetti di ghiaccio, bicchiere pieno
Le proporzioni
L’intervallo in uso va da uno a due fino a uno a quattro. Con uno a tre (cinque centilitri di rum e quindici di cola in un highball da ventotto o trenta) la gradazione servita si colloca intorno ai dieci o undici gradi e il rum resta percepibile senza dominare. È la proporzione di riferimento e quella su cui si tarano le altre.
Uno a due produce un drink più alcolico, intorno ai quindici gradi, in cui la cola diventa il diluente di un rum che si sente per primo. Ha senso con un rum ambrato o invecchiato, che ha qualcosa da dire; con un rum bianco filtrato si ottiene solo un drink più forte. Uno a quattro va nella direzione opposta: una bevanda leggera in cui il rum è una nota di fondo, adatta al consumo lungo.
La scelta non è indifferente al bicchiere. Un highball da ventotto centilitri pieno di ghiaccio contiene circa venti centilitri di liquido: cinque di rum e quindici di cola lo riempiono esattamente. Chi usa un bicchiere più grande e mantiene le stesse dosi ottiene un drink corretto in un contenitore sbagliato, che si scalda prima perché il ghiaccio non arriva al bordo.
Quale rum
Il rum bianco filtrato porta alcol e una traccia di canna, e nella combinazione con la cola svolge un ruolo strutturale: il sapore del bicchiere è essenzialmente quello della bibita. È la scelta corretta quando si vuole una bevanda semplice e non si ha interesse a far emergere il distillato.
Un rum ambrato o invecchiato qualche anno cambia la logica del drink. La melassa, il legno e la vaniglia del rum incontrano il caramello della cola, che è la nota su cui la bibita è costruita, e i due si sommano invece di sovrapporsi: il risultato è più rotondo e più lungo in bocca. È qui che la proporzione uno a due trova la sua giustificazione.
Con un rum molto invecchiato il conto non torna più. Le sfumature terziarie che rendono interessante un distillato di quindici o vent’anni sono esattamente quelle che una bibita zuccherata e aromatizzata copre per prime; il drink risulta buono e il distillato sprecato. Un rum giamaicano con esteri marcati è un caso a parte: la sua nota fruttata resiste alla cola e produce un drink riconoscibile, che vale la prova.
La cola e la carbonatazione
La cola non è un ingrediente neutro. Le formulazioni in commercio differiscono per quantità di zucchero, per acido (fosforico o citrico) e per la miscela di spezie, e la differenza fra due marche si sente più di quanto si senta fra due rum bianchi. Una cola con acidità marcata funziona come parziale sostituto del lime; una molto dolce chiede l’aggiunta dell’agrume per non risultare stucchevole.
La carbonatazione è la variabile più fragile e la meno considerata. L’anidride carbonica non porta sapore ma cambia la percezione: accentua l’acidità, riduce quella del dolce e dà al drink la sensazione di leggerezza. Ogni movimento la disperde, e una bottiglia aperta il giorno prima ne ha già persa una parte significativa.
Ne derivano tre regole pratiche. La cola va aggiunta per ultima, versata lungo la parete del bicchiere e non al centro; non si mescola, o si fa un solo movimento verticale; e va usata da una bottiglia aperta di recente, preferibilmente piccola. Sono accorgimenti banali e sono la differenza fra un long drink vivo e uno piatto.
Il ghiaccio
Il bicchiere va riempito, non guarnito con qualche cubetto. È una controintuizione utile: molto ghiaccio diluisce meno di poco ghiaccio, perché la temperatura del liquido resta bassa e la fusione rallenta, mentre tre cubetti in un bicchiere tiepido si sciolgono per intero in pochi minuti e portano tutta la loro acqua nel drink.
Il ghiaccio ha anche un effetto sulla carbonatazione. L’anidride carbonica resta in soluzione tanto più quanto più il liquido è freddo: una cola a temperatura ambiente versata su poco ghiaccio libera immediatamente una parte del gas, quella che si vede come schiuma che sale e scompare. Bibita già fredda e bicchiere pieno di ghiaccio conservano molto di più.
I cubetti vanno preferiti al ghiaccio tritato. Il tritato raffredda in fretta e poi diluisce senza controllo, e in un drink che dura venti minuti la seconda metà del bicchiere arriva slavata.
Dove finisce e dove comincia il Cuba Libre
La differenza fra questa bevanda e il drink codificato che le somiglia è un solo ingrediente: da uno a due centilitri di succo di lime fresco. La quantità è piccola e l’effetto grande. L’acido taglia la dolcezza della cola, sposta il baricentro del drink verso l’agrume e mette in evidenza la melassa del rum che prima era coperta.
La fetta di limone appoggiata sul bordo non produce lo stesso risultato. Non spremuta porta soltanto profumo di scorza, che è comunque un contributo; spremuta porta una quantità di succo variabile e non misurabile, cioè trasforma il drink in qualcosa a metà fra le due ricette senza che chi lo prepara ne abbia il controllo. Chi vuole l’acidità conviene che la misuri e dichiari il drink per quello che è.
Questa è la ragione per cui le due voci restano distinte. Rum e cola è una bevanda a due ingredienti con una propria coerenza; il Cuba Libre è un drink a tre ingredienti con una specifica e una storia proprie. Chiamare la prima una versione senza lime del secondo rovescia il rapporto: la combinazione di distillato e bibita è precedente, e l’aggiunta dell’agrume è l’operazione che ha creato un cocktail a partire da essa.
Domande frequenti
Qual è la proporzione corretta fra rum e cola?
Fra uno a due e uno a quattro, con uno a tre come riferimento più diffuso: cinque centilitri di rum e quindici di cola in un highball riempito di ghiaccio. Uno a due dà un drink alcolico che regge un rum invecchiato; uno a quattro dà una bevanda leggera in cui il rum si sente come nota di fondo.
Che differenza c'è con il Cuba Libre?
Il succo di lime. Il Cuba Libre è codificato con rum, cola e uno o due centilitri di succo di lime fresco, e l'acido cambia il drink in modo sostanziale: taglia la dolcezza della cola e mette in evidenza la melassa del rum. Senza lime si ottiene rum e cola, che è una bevanda diversa e non una versione incompleta.
Quale rum conviene usare?
Dipende dal risultato cercato. Un rum bianco filtrato porta struttura alcolica e poco altro, e la cola domina; un rum ambrato o invecchiato porta melassa, legno e vaniglia che si legano al caramello della bibita. Con un rum molto invecchiato la cola copre le sfumature che ne giustificano il prezzo, e conviene un invecchiamento intermedio.
La fetta di limone va spremuta o appoggiata?
Appoggiata sul bordo o immersa, la fetta porta soprattutto profumo di scorza. Spremuta, aggiunge acido e il drink si avvicina al Cuba Libre senza esserlo, perché la quantità di succo di una fetta è imprevedibile. Se si vuole l'acidità conviene misurarla.
Va mescolato?
Il meno possibile. La cola perde anidride carbonica a ogni movimento e il rum, versato per primo sul ghiaccio, si distribuisce da solo mentre la bibita scende. Un solo movimento verticale del bar spoon, o nessuno, è la scelta corretta.
Quanto ghiaccio serve?
Il bicchiere pieno, non mezzo. Un highball con poco ghiaccio si scalda in fretta e la cola perde carbonatazione più rapidamente; con il bicchiere pieno la temperatura resta bassa, la fusione è lenta e paradossalmente il drink si annacqua meno di quanto succederebbe con tre cubetti.
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Scheda pubblicata il 14/03/2012