Clausola 1.0
Distillati

Punt e Mes: che cos'è, l'origine del nome e come si usa al bar

Un vermouth con una parte di bitter già dentro: composizione, l'episodio torinese che gli ha dato il nome, il profilo di arancia amara e l'uso al posto del vermouth rosso.

Categoria Vermouth con componente amara
Produttore azienda piemontese fondata nel 1786
Composizione oltre cinquanta fra erbe e spezie
Profilo arancia dolce-amara, assenzio, scorze
Origine del nome gesto di borsa, dialetto piemontese
Segretezza formula divisa fra tre persone
Clausola 2.0
Scheda

Il Punt e Mes è un vermouth con il bitter già dentro, e nasce da un’abitudine di consumo trasformata in prodotto: al banco si correggeva il vermouth con un amaro secondo il gusto di chi ordinava, finché quella correzione non è diventata una formulazione fissa.

Questa scheda descrive il prodotto, ricostruisce l’episodio che gli ha dato il nome e spiega come si comporta quando sostituisce un vermouth rosso.

L’azienda e il contesto

Il produttore è un’azienda piemontese fondata nel 1786 dal suo omonimo, a cui viene attribuita la formulazione della prima ricetta di vermouth. Quel prodotto originario nasceva da una miscela di erbe e spezie fra cui l’assenzio, unita a vino e brandy — la struttura che avrebbe poi definito l’intera categoria.

Il Punt e Mes è una derivazione successiva della stessa casa, e va letto in quella continuità: non un prodotto nuovo ma una variante che porta più avanti una componente già presente. È la ragione per cui il suo profilo risulta familiare a chi conosce i vermouth della tradizione torinese, pur essendo nettamente più amaro.

L’origine del nome

L’episodio è collocato a Torino, nel bar dell’azienda produttrice, e riflette un’usanza consolidata: mescolare al vermouth un bitter o una componente dolce secondo i gusti del cliente. Un agente di cambio coinvolto in una discussione intensa sulle fluttuazioni della borsa dei valori, al momento dell’ordinazione, non formulò la richiesta a parole.

Usando la gestualità tipica delle contrattazioni di borsa mostrò un dito e mezzo e disse in dialetto piemontese un punto e mezzo, intendendo una parte di vermouth e mezza di bitter. L’espressione è rimasta al prodotto. È l’unico caso noto di aperitivo il cui nome derivi da un gesto professionale estraneo al settore.

La formula e la sua segretezza

La ricetta contiene oltre cinquanta fra erbe e spezie ed è nota soltanto a tre persone, ciascuna delle quali conosce un frammento della formula e ignora quelli in mano agli altri due. È una forma di tutela che ricorre nel settore degli amari e dei liquori d’erbe, dove la composizione è il patrimonio principale dell’azienda.

Dal profilo si riconoscono l’assenzio e un insieme di scorze dolci e amare; è inoltre molto verosimile la presenza di fiori, radici, cortecce e noci. Il tratto più riconoscibile in bocca è il retrogusto di arancia dolce-amara, che resta a lungo ed è ciò che distingue il prodotto da qualsiasi vermouth rosso.

Come si comporta rispetto a un vermouth

In un vermouth rosso l’amaro è una nota di fondo che serve a impedire alla dolcezza di dominare; qui è una componente strutturale, presente quanto lo zucchero e altrettanto percepibile. La differenza si sente subito assaggiando i due prodotti in purezza uno dopo l’altro.

La conseguenza in miscelazione è che il prodotto non è neutro rispetto al vermouth che sostituisce. Un drink che lo usa risulta più asciutto e più amaro senza che sia stato modificato nient’altro, ed è per questo che viene impiegato deliberatamente quando si vuole asciugare una ricetta dolce.

L’uso al banco

La sostituzione più comune riguarda i drink spirit-forward costruiti su vermouth rosso. In un Manhattan produce una versione decisamente più amara, in cui il rye emerge di più; in un Negroni somma il proprio amaro a quello del bitter, dando un bicchiere molto asciutto che non tutti i palati apprezzano.

La regola pratica è ridurre leggermente la dose rispetto a quella del vermouth che sostituisce. La sua componente amara occupa nel bicchiere più spazio di quanto il volume suggerisca, e mantenendo la stessa quantità si ottiene spesso un drink sbilanciato. Mezzo centilitro in meno è in genere sufficiente.

Il consumo in purezza

Come molti aperitivi italiani, il prodotto è pensato anche per essere bevuto da solo, con ghiaccio e una scorza d’arancia. In questa forma la sua struttura si legge meglio che in qualsiasi cocktail, ed è il modo consigliabile per capirlo prima di usarlo in miscelazione.

Va conservato come un vermouth, cioè in frigorifero dopo l’apertura e consumato in poche settimane. È vino fortificato e si ossida, e un prodotto stanco perde per prima cosa la definizione dell’amaro, che è esattamente la ragione per cui lo si è scelto.

Clausola 3.0
Domande frequenti

Domande frequenti

Che cos'è il Punt e Mes?

Un vermouth che incorpora già una componente amara, prodotto da un'azienda piemontese fondata nel 1786. Nasce dall'usanza di correggere il vermouth con un bitter al banco secondo il gusto del cliente, trasformata in un prodotto a formulazione fissa.

Da dove viene il nome?

Da un episodio avvenuto a Torino nel bar dell'azienda produttrice. Un agente di cambio impegnato in una discussione sulle quotazioni, invece di chiedere a parole una parte di vermouth e mezza di bitter, mostrò un dito e mezzo con la gestualità di borsa e disse in dialetto piemontese un punto e mezzo.

Che cosa contiene?

Oltre cinquanta fra erbe e spezie. La ricetta è nota soltanto a tre persone, ciascuna delle quali conosce una parte della formula e ignora quelle degli altri due. Il profilo lascia riconoscere assenzio e un insieme di scorze dolci e amare, con probabile presenza di fiori, radici, cortecce e noci.

Come si distingue da un vermouth rosso?

Per l'amaro, che in un vermouth rosso è una nota di fondo e qui è una componente strutturale. Il retrogusto di arancia dolce-amara è il tratto più riconoscibile. Sostituendolo a un vermouth rosso in una ricetta, il drink diventa più asciutto e più amaro senza altre modifiche.

Si può usare al posto del vermouth rosso?

Sì, ed è un modo diffuso di asciugare un drink dolce. In un Manhattan o in un Negroni produce una versione più amara; conviene ridurne leggermente la dose rispetto al vermouth, perché la sua componente amara occupa più spazio di quanto il volume suggerisca.

Che rapporto ha con la storia del vermouth?

L'azienda che lo produce è quella a cui viene attribuita la prima ricetta di vermouth, formulata dal fondatore alla fine del Settecento su una miscela di erbe e spezie fra cui l'assenzio, con vino e brandy. Questo prodotto è una sua derivazione successiva.

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