Clausola 1.0
Distillati

Il sidro di mele: il Pays d'Auge, la produzione e il servizio al banco

Terreni poveri di argilla e marna, mele raccolte a mano e maturate in casse arieggiate, la seconda fermentazione in bottiglia e il rapporto con il Calvados.

Area Pays d'Auge, Normandia
Terreni Poveri, argille e marne
Maturazione in cassa 3 o 4 settimane, in pallox arieggiati
Macerazione della polpa Un paio d'ore prima della pressatura
Resa in succo Circa 600 litri per tonnellata, il 60%
Zucchero residuo 30 g/litro a fine fermentazione
Presa di spuma Seconda fermentazione in bottiglia
Conservazione In verticale, sotto i 15 °C
Distillato derivato Calvados
Clausola 2.0
Scheda

Un sidro di qualità non è una bibita di mele: è un fermentato con seconda fermentazione in bottiglia, e la sua produzione somiglia più a quella di un vino frizzante che a quella di un succo. Capire dove stanno le decisioni tecniche serve anche a chi lo incontra soltanto dietro un banco.

Questa scheda segue la filiera dal frutto alla bottiglia, e indica dove il prodotto si colloca in una lista.

Il Pays d’Auge e i suoi terreni

Le mele provengono da una piccola regione della Normandia, il Pays d’Auge. I terreni di quest’area sono poveri, costituiti da argille e marne, e di conseguenza la crescita degli alberi è molto scarsa.

Quest’ultimo dato è un vantaggio e non un limite, per la stessa ragione per cui in viticoltura i suoli poveri producono i vini migliori. Un albero che cresce poco distribuisce risorse su meno frutti e su frutti più piccoli, con una concentrazione maggiore di zuccheri, acidi e composti aromatici. Un terreno fertile produce alberi vigorosi e frutti diluiti — ottimi per la produzione di massa, mediocri per un fermentato in cui la materia prima è quasi tutto.

Dal frutto al succo

Le mele vengono raccolte a mano e, dopo una maturazione di tre o quattro settimane in casse arieggiate chiamate pallox, sono pronte per essere pressate.

La maturazione post-raccolta è un passaggio che chi non conosce la filiera tende a saltare. La mela appena raccolta non è al punto di massima disponibilità zuccherina: continua a maturare fuori dall’albero, e quelle settimane servono a portarla al punto giusto. Le casse arieggiate impediscono che il processo diventi una fermentazione incontrollata o una marcescenza.

La polpa macera un paio d’ore per sviluppare colore e aromi, poi viene pressata lentamente e intensamente. La resa è di circa 600 litri di succo per tonnellata di mele, cioè il 60%.

La macerazione breve prima della pressatura ha la stessa funzione della macerazione prefermentativa a freddo in vinificazione: estrarre dalla buccia composti aromatici e coloranti che nel succo puro non ci sarebbero. Due ore sono un compromesso — più a lungo si estrarrebbero anche tannini e note amare.

La fermentazione in due tempi

Il succo viene messo in contenitori di pre-fermentazione dove gli enzimi naturali iniziano la loro azione. Avviene una chiarificazione naturale che porta alla formazione del brown hat, il cappello marrone. Il succo limpido viene estratto e travasato in contenitori per la fermentazione alcolica, dove rimane per alcune settimane.

Al termine di questa fermentazione lenta lo zucchero residuo è di 30 grammi per litro, e questo dato è la chiave del passaggio successivo. Il sidro viene imbottigliato per la presa di spuma, e la fermentazione continua in bottiglia: il gas carbonico trattenuto dal tappo di sughero produce l’effervescenza naturale. Il lievito forma un deposito che contribuisce allo sviluppo degli aromi.

È il metodo classico dei vini spumanti, con una differenza importante: qui non si aggiunge zucchero per la seconda fermentazione, si conserva quello che la prima non ha consumato. Fermare la fermentazione al punto giusto è quindi l’operazione delicata dell’intero processo.

La bottiglia, tenuta in posizione verticale e a temperatura sotto i 15 °C, migliora nel tempo: la schiuma diventa più fine e il sidro più fresco. La verticalità mantiene il deposito sul fondo, lontano dal tappo.

Il profilo

Il sidro del Pays d’Auge di produzione artigianale è potente e ben equilibrato. Il colore è intenso, fra l’arancio, il giallo e l’ambra, e la schiuma è delicata, bianca e persistente.

Al naso è intenso e complesso, e a seconda dell’invecchiamento presenta aromi primari di frutta, mele e agrumi; aromi vegetali di sottobosco, pino e lime; aromi animali di burro e cuoio; e in chiusura aromi più intensi di legno, fuoco e cacao.

In bocca è rotondo e piacevole con un accenno di amaro, e l’effervescenza è abbastanza intensa da provocare una sensazione di freschezza. Quell’accenno amaro è ciò che distingue un sidro da fermentato da una bevanda dolce di mele: viene dai tannini della buccia estratti nelle due ore di macerazione, e senza di esso il prodotto risulterebbe piatto.

Il Calvados e i prodotti derivati

La stessa area produce anche il Calvados, che è il distillato di sidro. Il legame è diretto: la qualità del sidro di partenza determina il profilo del distillato tanto quanto l’invecchiamento in botte, ed è la ragione per cui una casa che produce entrambi controlla la propria filiera dall’albero al bicchiere.

Nella stessa famiglia si collocano preparazioni miste. Una fra queste unisce un Calvados giovane e fruttato con una crema di latte leggera, ottenendo un prodotto a 15% vol di colore bianco caffè, cremoso e dolce: al naso morbido, intenso e floreale, al palato con un primo sapore di caramello seguito da aromi persistenti di mele e vaniglia. Va conservato al fresco dopo l’apertura e può essere servito come aperitivo, come digestivo con ghiaccio, come correzione del caffè o come base per cocktail.

Dove usarlo

Il sidro è un ingrediente sottoutilizzato in miscelazione, e la ragione è che viene trattato come una bibita anziché come un vino frizzante. Nella pratica occupa la stessa posizione di uno spumante secco: allunga, porta acidità e bollicina, e aggiunge una nota di frutta che il vino non ha.

Sostituendolo a una bollicina neutra in un drink costruito su un liquore aromatico (la logica dell’Hugo o di uno Spritz veneziano) cambia il registro senza cambiare la struttura. Con un distillato di mele o con un whisky lavora su affinità di materia prima, ed è l’abbinamento che rende più leggibile il suo carattere.

Clausola 3.0
Domande frequenti

Domande frequenti

Perché i terreni poveri sono un vantaggio?

Perché limitano la crescita degli alberi. Nel Pays d'Auge i suoli sono costituiti da argille e marne e sono poveri, quindi la crescita è molto scarsa: un albero che cresce poco concentra di più nei frutti, ed è lo stesso principio che governa la viticoltura di qualità.

Come si arriva dalla mela al succo?

Le mele vengono raccolte a mano e maturano per tre o quattro settimane in casse arieggiate, chiamate pallox, prima della pressatura. La polpa macera un paio d'ore per sviluppare colore e aromi, poi viene pressata lentamente e intensamente, con una resa di circa 600 litri per tonnellata.

Che cos'è il cappello marrone?

Il brown hat, la formazione che si produce durante la chiarificazione naturale nei contenitori di pre-fermentazione, quando gli enzimi naturali iniziano ad agire. Il succo limpido viene poi estratto da sotto e travasato per la fermentazione alcolica.

Da dove vengono le bollicine?

Da una seconda fermentazione in bottiglia. Il sidro viene imbottigliato per la presa di spuma con zucchero residuo, la fermentazione continua e il gas carbonico trattenuto dal tappo di sughero produce l'effervescenza naturale. Il lievito forma un deposito che contribuisce allo sviluppo degli aromi.

Come si conserva?

In posizione verticale e a temperatura sotto i 15 °C. In queste condizioni la bottiglia migliora nel tempo: la schiuma diventa più fine e il sidro più fresco. La verticalità serve a mantenere il deposito sul fondo e fuori dal contatto con il tappo.

Che rapporto c'è con il Calvados?

Il Calvados è il distillato di sidro. La stessa area produce entrambi, e questo spiega perché il profilo di un Calvados dipenda dalla qualità del sidro di partenza tanto quanto dall'invecchiamento in botte.

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