Tanqueray: la casa del 1830, l'alambicco superstite e l'uso al bar
Dalla famiglia di argentieri alla distilleria di Bloomsbury: la fondazione del 1830, la fusione che ha creato la società, il bombardamento del 1941 e perché resta un riferimento per i classici.
| Categoria | London dry gin |
| Distilleria fondata | 1830, Bloomsbury, Londra |
| Fondatore | Charles Tanqueray, a vent'anni |
| Fusione | Tanqueray Gordon & Company |
| Bombardamento | 1941, sopravvive un solo alambicco |
| Mercato principale | Stati Uniti, storicamente |
Una distilleria fondata a vent’anni da qualcuno che avrebbe dovuto diventare sacerdote, quasi distrutta da un bombardamento e sopravvissuta grazie a un solo alambicco. La vicenda è insolita, ma la ragione per cui il prodotto resta un riferimento è tecnica: è il profilo su cui buona parte dei classici è calibrata.
Questa scheda ricostruisce la storia della casa e indica dove il gin funziona al banco.
La famiglia e la rottura del 1830
La famiglia era originariamente composta da argentieri, e lasciò la Francia all’inizio del Settecento per stabilirsi in Inghilterra. Le tre generazioni successive presero una direzione diversa: divennero rettori nel Bedfordshire, e il ministero religioso era la carriera prevista anche per il discendente che avrebbe fondato la distilleria.
Nel 1830 Charles Tanqueray, a vent’anni, ruppe con quella tradizione e stabilì la sede della propria distilleria a Bloomsbury, a Londra. La scelta della zona non fu casuale: era nota per la sua acqua termale, e in un’epoca in cui la qualità dell’acqua urbana variava enormemente, una fonte affidabile era un criterio determinante per una distilleria.
La formulazione e un’ipotesi
Il fondatore sperimentò molti ingredienti, provando botanici provenienti da tutto il mondo, fino ad arrivare a una ricetta bilanciata dal sapore ricco e pieno. Un mastro distillatore della casa ha osservato in tempi recenti che l’equilibrio della formula è così riuscito da far sospettare che il giovane fondatore sia stato aiutato da un distillatore già esperto.
È un’osservazione onesta e si riporta come tale: non è una tesi documentata ma un’inferenza tecnica di chi conosce la difficoltà del lavoro. La rapidità con cui un ventenne senza formazione sarebbe arrivato a una formula stabile è, in effetti, la parte meno verosimile della ricostruzione tradizionale.
Il passaggio generazionale e la fusione
Il fondatore morì nel 1868, a cinquantotto anni, e l’attività passò al figlio, che aveva la stessa età a cui suo padre aveva cominciato a distillare. Il successore costruì rapidamente sul risultato precedente, in particolare sui mercati di esportazione, promuovendo il marchio attraverso una rete di agenti internazionali.
L’anno successivo le due società, quella di famiglia e un’altra casa di gin, si fusero. Da quel momento il marchio è stato promosso soprattutto negli Stati Uniti, che sono rimasti storicamente il suo mercato principale. È un percorso che ricorre nelle case britanniche di distillati: consolidamento in patria, fusione, espansione oltreoceano.
Il 1941 e l’alambicco superstite
Durante la seconda guerra mondiale, nel 1941, un raid aereo distrusse quasi completamente la distilleria. Sopravvisse un solo alambicco, oggi conosciuto con un soprannome affettuoso che non ha rapporto con lo stile di gin che porta la stessa denominazione.
L’episodio non è soltanto aneddotico. Un impianto distrutto significa ripartire, e la sopravvivenza di un alambicco funzionante è ciò che ha permesso la continuità della produzione in un momento in cui ricostruire da zero sarebbe stato impraticabile. Molte case britanniche del settore hanno storie analoghe, e non tutte si sono concluse con una ripresa.
La bottiglia
Il disegno oggi in uso è ispirato a una serie degli anni venti, in cui le bottiglie erano progettate per richiamare la forma degli agitatori da cocktail dell’epoca. Il profilo è rimasto sostanzialmente invariato ed è diventato uno degli elementi di riconoscimento del marchio.
È un caso in cui il contenitore rimanda direttamente all’uso previsto del contenuto. A differenza di bottiglie disegnate per evocare tradizione o esotismo, questa dichiara che il prodotto è destinato al banco — una scelta coerente con un gin costruito per reggere una miscelazione e non per essere bevuto liscio.
Dove usarlo al banco
Il profilo di un London dry secco e strutturato è quello su cui la maggior parte delle ricette storiche è calibrata. Nel Martini tiene testa al vermouth senza sparire; nel Negroni il ginepro resiste al bitter; nel Gin Fizz e nei sour a base di gin dà la struttura che l’agrume richiede.
È anche il termine di paragone contro cui misurare i gin contemporanei. Preparando lo stesso drink con un London dry classico e con un gin floreale della nuova generazione (la scheda sul Bulldog Gin descrive quella famiglia) si capisce in un sorso che cosa la ricetta presupponesse, e se la sostituzione abbia senso in quel bicchiere.
Domande frequenti
Quando è nata la distilleria?
Nel 1830, quando Charles Tanqueray fondò a Bloomsbury, a Londra, la sede della propria distilleria. Aveva vent'anni e ruppe con una tradizione familiare che per tre generazioni aveva portato i suoi al ministero religioso nel Bedfordshire.
Perché Bloomsbury?
Per l'acqua. La zona era nota per le sue sorgenti termali, e in un'epoca in cui la qualità dell'acqua urbana era molto variabile, la disponibilità di una fonte affidabile era un criterio determinante nella scelta del luogo per una distilleria.
Che cos'è l'alambicco chiamato Old Tom?
L'unico alambicco sopravvissuto al raid aereo del 1941 che distrusse quasi completamente la distilleria durante la seconda guerra mondiale. Il soprannome con cui è conosciuto non ha rapporto con lo stile di gin che porta lo stesso nome.
Che cos'è Tanqueray Gordon & Company?
La società nata dalla fusione fra due case di gin, avvenuta l'anno successivo al passaggio dell'attività al figlio del fondatore. Da quel momento il marchio è stato promosso soprattutto sul mercato americano, che è rimasto storicamente il principale.
In quali drink funziona?
Nei classici costruiti sul ginepro. Un London dry secco e strutturato è la scelta corretta per Martini, Negroni, Gin Fizz e in generale per i drink in cui il gin deve reggere un vermouth o un amaro. È il profilo su cui la maggior parte delle ricette storiche è calibrata.
Da dove viene la forma della bottiglia?
Da una serie di bottiglie degli anni venti, disegnate per richiamare la forma degli agitatori da cocktail dell'epoca. Il profilo è rimasto sostanzialmente invariato ed è uno degli elementi di riconoscimento del marchio.
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Scheda pubblicata il 25/04/2012