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Dolcificanti artificiali: quali sono e dove li troviamo?

Oggi cercheremo di spiegare l’altra faccia della medaglia dei dolcificanti, quelli artificiali. I dolcificanti artificiali sono prodotti edulcoranti sostitutivi dello…

Luglio 10, 2020 9:31 am

Oggi cercheremo di spiegare l’altra faccia della medaglia dei dolcificanti, quelli artificiali.

I dolcificanti artificiali sono prodotti edulcoranti sostitutivi dello zucchero semplice (saccarosio), del miele o del fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o addirittura zero calorie, questo li rende pertanto adatti nelle diete dimagranti. Possiamo trovarli in diverse forme (liquida, compresse, polvere o in granuli) il loro utilizzo è semplice grazie anche alla loro alta solubilità, basta aggiungere il dolcificante all’interno di una bevanda girare con un cucchiaio e il gioco è fatto, ma non solo, più comunemente li troviamo già nelle ricette di prodotti o bibite industriali con la dicitura sugar free. Nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni che vedremo, questi prodotti non hanno alcun potere nutritivo, non apportano energia, e tuttavia producono un certo impatto sul metabolismo e sulla produzione di insulina. Proviamo a districarci sulla vasta gamma di edulcoranti in commercio per capire di che tipo di composti si tratta, iniziando con la doverosa distinzione tra dolcificanti artificiali o sintetici (i più comuni e utilizzati sia dall’industria alimentare che dal privato consumatore).

Questi dolcificanti sono composti chimici creati in laboratorio, ma questo non significa che siano del tutto sintetici, alcuni, infatti, sono prodotti dallo zucchero stesso (come i polioli), o da sostanze che in partenza sono naturali.
In genere il loro potere addolcente è nettamente superiore a quello del saccarosio (zucchero bianco), ma è necessario usarli con parsimonia perché posso avere degli effetti collaterali.

ASPARTAME:
È forse il più noto e diffuso tra i dolcificanti artificiali utilizzati al mondo, è stato scoperto nel 1965 da James M. Schlatter, un chimico che lavorava per la GD Searle & Company. Egli ne scoprì per caso il suo sapore dolce leccandosi il dito per voltare pagina durane una ricerca che stava svolgendo sullo studio di un farmaco anti ulcera.
Nel 1981 viene approvata la sua entrata in commercio e nel 1983 la FDA ne ha approvato l’uso nelle bevande gassate e in altre bevande, prodotti da forno e confezionati. Nel 1996 l’FDA ha rimosso tutte le limitazioni sull’uso dell’aspartame. Nel 1980 diversi paesi dell’Unione europea hanno approvato l’aspartame, che è stato approvato a livello europeo nel 1994. Il comitato scientifico della Commissione europea per l’alimentazione recensendo i successivi studi di sicurezza ha ribadito l’approvazione nel 2002.
l’aspartame possiede un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero. La dose giornaliera da non superare è pari a 4 mg per ogni kg di peso.

SACCARINA:
è un edulcorante il cui potere addolcente supera di gran lunga quello di zucchero e miele, addirittura di 500 volte! La dose quotidiana da non superare per un adulto è pari a 2,5 g per kg di peso.
Fu scoperto nel 1879 da Ira Remsen e Constantin Fahlberg della Johns Hopkins University, anche qui per puro caso, mentre era a cena trovo il pane che stava mangiando astranamente dolce e poi amaro a differenza della moglie che assaggiando l’alimento non trovò nulla di strano, Fahlberg controllò le sue dita e verificò che il sapore dolce proveniva da qualche composto con cui probabilmente era venuto a contatto in laboratorio. La sera stessa provò i vari derivati del catrame con cui aveva lavorato la sera prima e trovò che la sostanza era un prodotto di ossidazione del o-toluenesulfonamide.
La scoperta fu pubblicata nel 1879 e brevettata da Fahlberg nel 1884.
La saccarina fu una scoperta importante in quel periodo,specialmente per le persone affette da diabete mellito. Ha una particolarità ha un retrogusto amaro o metallico generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni.
È il dolcificante più utilizzato per la produzione di dentifrici.

ACESULFAME K:
È un sale di potassio, è stato scoperto casualmente nel 1967 dal chimico tedesco Karl Clauss, della compagnia Hoechst AG, è identificato come uno degli edulcoranti meno dannosi per la salute, perché non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine. Ha un potere addolcente 200 volte superiore allo zucchero, e la dose da non superare è pari a 9 g per kg di peso.
A differenza di altri edulcoranti come l’Aspartame, l’Acesulfame potassico è resistente al calore, il che lo rende particolarmente adatto per prodotti di pasticceria o a lunga conservazione, oltre che nelle bibite gassate.

CICLAMMATO o CICLAMATO:
Con il codice di E952, fù scoperto anch’egli casualmente, nel 1937 dal ricercatore Michael Sveda dell’Università dell’Illinois, è considerato decisamente il più controverso tra i dolcificanti sintetici, come vedremo, tuttavia riabilitato con riserva, è
stato sospettato di essere cancerogeno ad alte dosi, in base ad alcuni studi sui ratti, successivamente, tendono a dimostrare che questa cancerogenicità è specifica per il ratto, furono effettuati altri numerosi test poiché questa specie animale metabolizza il ciclamato in modo diverso da come fa l’uomo. Benché la questione non sia ancora ben definita, alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti , hanno vietato l’uso alimentare del ciclamato. In Europa l’uso è consentito con restrizioni ed esclusioni.
Ha un potere addolcente 50 volte superiore allo zucchero e la dose da non superare è di 7 g per kg di peso.

NEOTAMO:
Con il codice E961 è il più potente dolcificante artificiale in assoluto, risulta infatti più dolce del lo zucchero di oltre 6mila volte, è considerato da molti esperti un edulcorante estremamente controverso, derivato dall’Aspartame, fù commissionato ed introdotto dal gigante biotech Monsanto, fu creato come nuovo dolcificante ed esaltatore di sapidità per essere usato nei prodotti alimentari. Entra sul mercato Il 9 luglio 2002, dove l’ente governativo alimentare e farmaceutico statunitense FDA dichiarava che la funzionalità e la sicurezza del Neotamo lo rendevano pronto per il consumo (available for consumption), quindi questo significo’ approvarlo. Quel che preoccupa è che, mentre il Neotamo ha una struttura simile all’Aspartame, le sostanze chimiche usate per produrlo sembra che lo rendano persino piu’ tossico dell’Aspartame, la dose giornaliera non deve superare è di 0,3 mg per kg di peso.

SUCRALOSIO:
Conosciuto in Europa con il nome di E955, è un derivato del saccarosio ed ha un potere di 600 volte più dolce di questo ma al netto di zero calorie.
È stato scoperto nel 1976 da Leslie Hough e da un giovane chimico indiano, Shashikant Phadnis, scienziati del Tate & Lyle, in collaborazione con i ricercatori del Queen Elizabeth College. È considerato il dolcificante artificiale più stabile che si trova sul mercato, si trova in più di 4500 prodotti alimentari (cibi e bevande). Si utilizza in sostituzione, o in combinazione con altri dolcificanti artificiali come l’Aspartame, l’Acesulfame K o lo sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio.
La dose da non superare è di 5 mg per kg di peso.

POLIOLI (alcoli dello zucchero):
Sono gli edulcoranti di nuova generazione, considerati i più innocui in assoluto, perfino benefici per la salute, soprattutto quella dei denti. Tra essi si annoverano sorbitolo, xilitolo, mannitolo, smaltitolo, isomaltolo. Spesso vengono utilizzati in combinazione con altri edulcoranti tra cui aspartame e acesulfame K. Anche in questo caso è meglio non esagerare con le quantità, la dose massima giornaliera è pari a 50 g. A differenza degli altri dolcificanti artificiali, i polioli qualche caloria ce l’hanno (sebbene in quantità decisamente inferiore rispetto allo zucchero), e soprattutto il loro potere addolcente non è eccezionale, per questa ragione, a livello industriale, si preferisce mescolarli con gli edulcoranti più potenti. I polioli non sono di norma disponibili per l’uso casalingo, li troviamo già presenti nei cibi confezionati. Attenzione al nome: anche se i polioli sono alcoli dello zucchero, non hanno nulla a che vedere con l’etanolo, quindi… non sono alcolici! In realtà sono dei carboidrati, proprio come il saccarosio da cui derivano, ed è questa la ragione per cui forniscono kilocalorie, quindi energia.

Nota bene: Ricordatevi che siamo ciò che mangiamo, fate attenzione bene agli effetti collaterali che questi dolcificanti artificiali provocano, e non dimentichiamo che il nostro corpo è una macchina di cui dobbiamo prenderci cura.
Salute!!!

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