Chocolate Martini: la ricetta, le dosi e il bordo di cacao
Vodka e liquore al cioccolato, due soli ingredienti: le dosi, la crustas di cacao su tutto il bicchiere, quale liquore scegliere per avere cremosità e la gradazione che ne risulta.
| Metodo | Shaker |
| Bicchiere | Coppetta cocktail |
| Guarnizione | Crustas di cacao in polvere o granella |
| Elementi comuni a ogni versione | Vodka e cioccolato |
| Aggiunte possibili | Panna, vermouth dry, sherry, liquori cremosi |
| Gradazione risultante | Circa 26 gradi con un liquore a 17 vol |
Due ingredienti e un bicchiere bordato di cacao: è un drink da dessert perfetto da servire a fine cena, ed è anche una delle ricette più semplici della miscelazione. La sua semplicità è il punto: funziona come base per esperimenti più che come formula definitiva.
Questa scheda riporta le dosi, la tecnica di bordatura e le direzioni in cui la ricetta si può sviluppare.
La ricetta
Esistono molte versioni del Chocolate Martini e possono variare notevolmente, ma la maggior parte ha due cose in comune: la vodka e il cioccolato. Fra i tanti in circolazione, questa è una delle formule più semplici: si mescola la vodka con il liquore al cioccolato preferito, e non serve altro.
Ingredienti e quantità. 4 cl di vodka, 3 cl di liquore o crema al cioccolato.
Metodo. Shaker. Bicchiere. Coppetta cocktail.
Guarnizione. Si spruzza burro spray all’esterno e sui bordi, poi si esegue la crustas con polvere o granella di cacao su tutto il bicchiere tranne lo stelo.
Il rapporto quattro a tre è quasi paritario, e questo colloca il drink fra quelli in cui il liquore non è un modificatore ma un co-protagonista. È una differenza rispetto ai cocktail digestivi descritti nella scheda dedicata, dove l’ingrediente qualificante è di norma in dose minore: qui il cioccolato deve dominare, perché è il tema.
La bordatura
La tecnica merita una nota, perché il cacao si comporta diversamente dallo zucchero e dal sale.
Zucchero e sale aderiscono a un bordo inumidito con agrume o sciroppo, come descritto nella scheda sui crustas. Il cacao in polvere è un solido grasso e igroscopico: su un bordo bagnato si impasta e forma grumi invece di distribuirsi. Il burro spray risolve il problema perché offre una superficie grassa a cui la polvere aderisce senza sciogliersi.
L’indicazione «su tutto il bicchiere tranne lo stelo» va presa alla lettera. È una bordatura estesa, non un anello sul bordo, e questo la rende parte visiva del drink; lo stelo resta pulito per la ragione ovvia che è il punto in cui il bicchiere si tiene.
Scegliere il liquore
La scelta del liquore al cioccolato decide il carattere del drink, e la variabile principale è la cremosità.
Si può usare una crema di cacao bianca o scura, ma con questa ricetta nessuna delle due produce un cocktail cremoso: sono liquori aromatizzati, non emulsioni. Per ottenere una tessitura cremosa servono i liquori cremosi al cioccolato, che variano molto fra loro — alcuni sono prodotti da cioccolatieri e portano una densità e una ricchezza notevoli.
La scheda sul Baileys descrive la categoria dei liquori cremosi in generale, e quel prodotto è fra le aggiunte suggerite a questa ricetta.
La gradazione
La maggior parte dei liquori al cioccolato ha una gradazione bassa, e questo porta il drink a un valore moderato. Preparando un Chocolate Martini con un liquore a diciassette gradi, il contenuto alcolico finale si aggira intorno ai ventisei gradi.
Il calcolo si può verificare con il metodo descritto nella scheda sul calcolo della gradazione alcolica: quattro centilitri di vodka a quaranta gradi danno 160, tre centilitri di liquore a diciassette danno 51, la somma è 211 divisa per sette centilitri totali fa circa trenta, da cui si sottrae il fattore di diluizione. Non è il cocktail più leggero, ma certamente non il più forte.
Il dato è utile perché contraddice un’impressione comune: un drink dolce e cremoso viene percepito come leggero, e non lo è. La dolcezza maschera l’alcol, ed è precisamente il motivo per cui il numero va conosciuto.
Le direzioni in cui svilupparlo
La ricetta è pensata come base per esperimenti, e le direzioni collaudate sono diverse.
Le aggiunte. Panna liquida per la cremosità, vermouth dry per una nota secca che contrasta il dolce, sherry per una componente ossidativa, altri liquori al cioccolato per stratificare il tema.
Le spezie. Cannella, noce moscata e bacche di vaniglia funzionano con il cacao per gli stessi accostamenti che valgono in pasticceria. Le fave di cacao grattugiate in superficie aggiungono una nota amara e una texture.
La vodka aromatizzata. È la direzione con il maggior rendimento, per la ragione descritta nella scheda sulla vodka aromatizzata: una vodka al caffè o alla vaniglia porta un aroma che appartiene già alla famiglia del cioccolato, quindi completa un accostamento invece di aprirne uno nuovo.
Gli agrumi e il lampone. Un liquore al lampone o una nota agrumata aggiungono acidità a un drink che ne è privo, ed è probabilmente l’intervento che migliora di più la formula base — perché il limite di due soli ingredienti dolci è proprio l’assenza di un contrappeso.
Domande frequenti
Qual è la ricetta base?
Quattro centilitri di vodka e tre di liquore o crema al cioccolato, agitati nello shaker e serviti in coppetta da cocktail con il bordo incrostato di cacao. Esistono molte versioni, ma quasi tutte hanno in comune questi due ingredienti.
Come si borda il bicchiere?
Spruzzando burro spray all'esterno e sui bordi, poi passando il bicchiere nella polvere o nella granella di cacao su tutta la superficie tranne lo stelo. Il grasso è ciò che fa aderire il cacao, che non si attacca al vetro asciutto.
Quale liquore al cioccolato conviene?
Dipende dalla cremosità desiderata. Si può usare una crema di cacao bianca o scura, ma con questa ricetta nessuna delle due dà un cocktail cremoso: per quello servono i liquori cremosi al cioccolato, che variano molto fra loro.
Quanto è forte?
La maggior parte dei liquori al cioccolato ha una gradazione bassa, e questo porta il drink a un valore moderato. Con un liquore a diciassette gradi la gradazione finale si aggira intorno ai ventisei: non è il cocktail più leggero, ma certamente non il più forte.
Quali aggiunte funzionano?
Panna liquida, vermouth dry, sherry, liquori cremosi e altri liquori al cioccolato. Fra le spezie: cannella, noce moscata e bacche di vaniglia, con fave di cacao grattugiate in superficie.
Si può usare una vodka aromatizzata?
Sì, ed è una delle direzioni più produttive. Una vodka al caffè o alla vaniglia si accorda naturalmente con il cioccolato, e anche un liquore al lampone o una nota agrumata aggiungono una dimensione al drink.
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Scheda pubblicata il 28/06/2018