Cannucce in fibra di agave: come sono fatte e quali problemi risolvono
Il bagasso di scarto della produzione di tequila diventa bioplastica: perché non si ammorbidisce come la carta, non cede sapore come la pasta e non pone i problemi di sicurezza di metallo e vetro.
| Materia prima | Bagasso, la fibra di agave di scarto della tequila |
| Categoria | Bioplastica da fonte rinnovabile |
| Comportamento | Stabile con bevande calde e fredde |
| Sapore | Nessun rilascio che alteri il drink |
| Fine vita | Compostabile e riciclabile al 100% |
| Formato | Lunghezza 20 cm, confezioni da 160 pezzi |
Fra le alternative alla plastica, questa è l’unica che parte da uno scarto industriale già esistente invece di consumare una materia prima. Il bagasso di agave, quello che resta dopo la produzione della tequila, diventa una bioplastica con cui si producono cannucce.
Questa scheda descrive il processo e mette la soluzione a confronto con le altre alternative sui punti in cui queste falliscono.
Il contesto normativo
La normativa europea sulle plastiche monouso, in vigore dal 2021, vieta l’uso di una serie di strumenti in plastica che facevano parte della quotidianità del servizio. Il percorso era cominciato prima, con l’introduzione di buste e sacchetti biodegradabili, e si è poi esteso a bicchieri, posate e cannucce.
Sostituire le cannucce di plastica con alternative ecologiche è stata per anni un’impresa difficile, e la ragione non era la mancanza di opzioni ma il fatto che ciascuna presentasse un difetto pratico. La scheda sulle cannucce di plastica e le alternative mette a confronto otto soluzioni con i rispettivi limiti: metallo e vetro con questioni di sicurezza e costo, carta che si ammorbidisce, pasta che cede sapore, zucchero glassato e amido di mais con i propri vincoli.
Che problemi risolve
Le cannucce in fibra di agave sono state presentate come soluzione a più di uno di quei limiti contemporaneamente.
Non subiscono alcuna modifica a contatto con le bevande, calde o fredde, cosa che le cannucce di carta fanno. Non rilasciano sostanze che possano modificare il gusto del cocktail, cosa che le cannucce di pasta fanno. Non pongono problemi di sicurezza, come nel caso di metallo o vetro. E sono un prodotto interamente naturale, perfettamente compostabile e senza glutine.
Il dettaglio del glutine ha una rilevanza che va oltre la sostenibilità: come descritto nella scheda sugli allergeni nei cocktail, i cereali sono fra gli allergeni più problematici al banco proprio perché spesso non dichiarati. Una cannuccia di pasta è, sotto quel profilo, un ingrediente non dichiarato che entra in contatto con il drink.
Che cos’è una bioplastica
Le bioplastiche sono materiali che provengono parzialmente o totalmente da fonti rinnovabili, a differenza delle materie plastiche che derivano dal petrolio, cioè da risorse finite e non rinnovabili.
La distinzione riguarda l’origine e non necessariamente la biodegradabilità, e conviene tenerle separate: una bioplastica può essere compostabile o non esserlo, e il dato rilevante nel caso specifico è che questa lo sia. Il punto è già emerso nella scheda sulle alternative alle cannucce: la biodegradabilità di una bioplastica polilattica è condizionata al trattamento come compost.
Il processo
Dopo la produzione della tequila resta la fibra di agave, tecnicamente chiamata bagasso, che in quell’industria era considerata uno scarto.
Il bagasso viene trasformato in pellets bioplastici di agave, poi rilavorati in una sorta di pasta morbida e infine tagliati e soffiati, dando forma alla cannuccia. Il risultato è la sostituzione completa della plastica con una fonte rinnovabile, e la fine del ciclo di vita è riciclabile al cento per cento, il che consente di dare spazio all’economia circolare e a una sostenibilità reale dei materiali.
L’elemento chiave del processo è il punto di partenza: uno spreco non alimentare. È una precisazione che conta, perché distingue questa soluzione da quelle che impiegano materie prime commestibili (la pasta, l’amido di mais, lo zucchero) e che quindi mettono in concorrenza il servizio e l’alimentazione. La scheda sulla tequila e quella sul mezcal descrivono la produzione da cui il bagasso proviene, e la scheda sul nettare d’agave l’altro derivato della stessa pianta usato al bar.
Il formato
Le cannucce hanno una lunghezza di venti centimetri e vengono confezionate in scatole da centosessanta pezzi. Il prodotto è di origine messicana e viene importato in Italia.
I venti centimetri sono una misura da valutare contro i propri bicchieri. La scheda sui bicchieri riporta le altezze e le capacità delle famiglie in uso: su un Collins o un Highball la lunghezza è adeguata, su un Double Old Fashioned molto ampio o su un bicchiere tiki particolarmente alto può risultare corta.
Che cosa considerare prima di adottarle
Le due domande utili sono le stesse che valgono per qualunque alternativa.
La prima riguarda i drink in carta: un materiale stabile con caldo e freddo copre l’intera gamma, e questo è il vantaggio principale rispetto alla carta, che regge solo alcune bevande. La scheda sulla guida al Mojito descrive la famiglia in cui la cannuccia è indispensabile, quelli con ghiaccio tritato, e sono proprio i drink in cui il tempo di contatto è più lungo.
La seconda riguarda lo smaltimento: un prodotto compostabile in un locale senza raccolta dell’organico non completa il proprio ciclo. È la stessa considerazione che vale per le bioplastiche in generale, e la sola parte della decisione che dipende dal contesto e non dal materiale.
Domande frequenti
Di che cosa sono fatte?
Di bagasso, cioè la fibra di agave che resta dopo la produzione della tequila e che nell'industria era considerata uno scarto. Viene trasformata in pellets bioplastici, poi in una pasta morbida, quindi tagliata e soffiata.
Che cos'è una bioplastica?
Un materiale che proviene parzialmente o totalmente da fonti rinnovabili, a differenza delle plastiche tradizionali che derivano dal petrolio, cioè da risorse finite e non rinnovabili.
Che vantaggio hanno sulla carta?
Non subiscono modifiche a contatto con le bevande, calde o fredde. Le cannucce di carta, al contrario, si ammorbidiscono e diventano poltiglia, tanto più rapidamente quanto più il drink è alcolico.
E sulla pasta?
Non rilasciano sostanze che modifichino il gusto del cocktail, che è il limite noto delle cannucce di pasta. Sono inoltre senza glutine, il che rileva anche sotto il profilo degli allergeni.
E su metallo e vetro?
Non pongono le questioni di sicurezza legate a un oggetto rigido e potenzialmente tagliente in un contesto in cui si consuma alcol. È il contro che accompagna le due alternative riutilizzabili più costose.
Come finiscono il ciclo di vita?
Sono perfettamente compostabili e riciclabili al cento per cento, il che le colloca dentro un'economia circolare: partono da uno scarto industriale e non alimentare e tornano a essere materia.
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Scheda pubblicata il 09/10/2019