Rich sugar, simple sugar, gomme e gum syrup: le quattro varianti
Quattro nomi per quattro sciroppi diversi: la scala brix, la differenza fra 1:1 e 2:1, la diluizione nascosta che il rapporto leggero porta nel bicchiere e che cosa aggiunge la gomma arabica.
| Simple sugar | 1 parte di zucchero, 1 di acqua |
| Rich sugar | 2 parti di zucchero, 1 di acqua |
| Gomme, gum syrup | Sciroppo con aggiunta di gomma arabica |
| Unità di dolcezza | Grado brix |
| 1 grado brix | 1 g di zucchero in 100 g di soluzione |
| Diluizione extra del 1:1 | Circa 5-8% in più, secondo la ricetta |
Quattro nomi che nei ricettari compaiono come se fossero sinonimi, e che in realtà indicano liquidi con dolcezza, densità e comportamento diversi. Chi li scambia non sbaglia un ingrediente: sbaglia l’equilibrio di ogni drink in cui entrano.
Questa scheda mette le quattro varianti una accanto all’altra e spiega che cosa cambia nel bicchiere.
Perché lo zucchero al bar è sempre in soluzione
Molti cocktail hanno bisogno di essere dolcificati, ma lo zucchero granulato non si scioglie facilmente nei liquidi freddi e nell’alcol si scioglie ancora meno. Da qui l’uso dello sciroppo pre-disciolto, che entra nel drink già in soluzione. Insieme all’etanolo, lo zucchero è l’ingrediente più diffuso di tutta la miscelazione, ed è anche uno dei più fraintesi, perché la sua apparente semplicità nasconde una variabile importante: la concentrazione.
Il metodo di base è descritto nella scheda su come preparare lo sciroppo di zucchero. Qui il tema è un altro: quale dei possibili sciroppi si sta usando, e con quali conseguenze.
Il grado brix, cioè la dolcezza come numero
L’equilibrio fra dolce e acido è la questione centrale della maggior parte dei cocktail, e produrre drink equilibrati in modo costante è più facile quando la dolcezza dello sciroppo è un dato noto e non un’impressione. La scala che serve a questo è il grado brix.
Un grado brix equivale a un grammo di zucchero in cento grammi di soluzione: un grammo di saccarosio e novantanove di acqua. È una definizione elementare, e proprio per questo utile — permette di confrontare due sciroppi senza discutere di gusti. Uno sciroppo dichiarato a un certo valore brix è un ingrediente misurabile; uno sciroppo «fatto a occhio» non lo è, e ogni ricetta costruita su di esso eredita quell’incertezza.
Simple sugar: una parte e una parte
Il rapporto 1:1 è il più diffuso ed è anche il più facile da ottenere. Basta agitare insieme zucchero e acqua a temperatura ambiente in un contenitore chiuso: non serve calore, il saccarosio va in soluzione da solo. Il nome che porta, simple sugar, descrive esattamente questa facilità.
È lo sciroppo che la maggior parte dei ricettari internazionali dà per presupposto quando scrive «simple syrup» senza altre indicazioni. Ha una dolcezza moderata e una viscosità bassa, e in un drink si comporta quasi come acqua zuccherata.
Rich sugar: due parti e una parte
Il rapporto 2:1 porta il nome di rich sugar ed è più denso, più dolce e più vicino alla concentrazione della maggior parte degli sciroppi prodotti industrialmente. Prepararlo richiede di scaldare e di agitare, perché a quella concentrazione il saccarosio non va in soluzione da sé.
Il suo vantaggio non è soltanto la dolcezza maggiore. A parità di dolcezza portata nel drink, un 2:1 richiede un volume inferiore, e quel volume risparmiato è acqua che non entra nel bicchiere. Chi presta attenzione alla diluizione prodotta dal ghiaccio farebbe bene a prestarne altrettanta all’acqua contenuta nello sciroppo, perché è esattamente la stessa acqua.
La diluizione che nessuno ha deciso
La differenza si può quantificare. Usare uno sciroppo 1:1 al posto di un 2:1 aggiunge al drink una diluizione ulteriore che si aggira fra il cinque e l’otto per cento, a seconda della ricetta. È una percentuale piccola, ma ha due caratteristiche che la rendono fastidiosa: è invisibile e non è stata scelta da nessuno.
Il punto è proprio questo. Se una particolare bevanda ha bisogno di più acqua, quell’acqua si può aggiungere in modo controllato, misurando una quantità di acqua refrigerata e mettendola nel bicchiere. Un conto è diluire perché lo si è deciso, un altro conto è diluire perché lo sciroppo lo fa al posto nostro. Il rich sugar restituisce quella decisione a chi prepara il drink.
Peso o volume: due misure non equivalenti
Alcuni preparano lo sciroppo pesando gli ingredienti (due chili di zucchero in un chilo di acqua) e altri misurandoli a volume, per esempio due tazze di zucchero per una di acqua. I due metodi non danno lo stesso risultato, e la ragione è che lo zucchero in cristalli contiene aria fra i granelli: una tazza di zucchero pesa meno di quanto il volume suggerirebbe.
La misurazione a peso dà uno sciroppo più dolce e, soprattutto, ripetibile. Chi lavora a volume ottiene comunque uno sciroppo utilizzabile, ma non può confrontare i propri numeri con quelli di nessun altro, e nemmeno con i propri di un mese prima se la marca di zucchero è cambiata.
Gomme e gum syrup: lo sciroppo con la gomma arabica
Il gomme sirop, o gum syrup, è sciroppo di zucchero con l’aggiunta di gomma arabica, cioè la linfa cristallizzata dell’acacia. Il suo effetto non riguarda il sapore ma la tessitura: aggiunge corpo e una morbidezza che nel bicchiere si percepisce come una minore aggressività della parte alcolica.
È un ingrediente storico, largamente in uso nei bar dell’Ottocento e poi scomparso — la scheda sulla storia dell’ascesa e della fine del gomme syrup ricostruisce quel percorso, mentre il metodo di preparazione è in come preparare il gomme syrup. Il suo terreno naturale sono i drink dove il distillato resta esposto e non ha agrume a smussarlo: un Old Fashioned o un Sazerac sono i casi in cui la differenza si nota più chiaramente.
Come scegliere
La scelta ragionevole è fissare una variante e usarla per tutta la carta, dichiarandola nelle ricette interne. Il 2:1 è il riferimento più solido perché coincide con la concentrazione degli sciroppi commerciali e riduce la diluizione involontaria; il 1:1 resta comodo per chi prepara piccole quantità senza scaldare nulla; la gomma arabica è un’aggiunta selettiva, che ha senso su alcuni drink e non su tutti.
Quello che non conviene è alternare le varianti senza tenerne conto. Un ricettario e uno sciroppo formano un sistema unico: cambiare uno dei due senza rifare i conti sull’altro significa servire drink diversi con lo stesso nome.
Domande frequenti
Qual è la differenza fra simple sugar e rich sugar?
La concentrazione. Il simple sugar è una parte di zucchero per una di acqua, il rich sugar due parti di zucchero per una di acqua. Il secondo è più dolce e più denso, e a parità di dose porta nel bicchiere meno acqua.
Che cos'è il grado brix?
La scala con cui si misura la dolcezza di un liquido. Un grado brix corrisponde a un grammo di zucchero in cento grammi di soluzione, cioè un grammo di saccarosio e novantanove di acqua. Serve per parlare di dolcezza con un numero invece che con un'impressione.
Perché il rapporto 1:1 diluisce di più?
Perché a parità di dolcezza serve più volume, e quel volume aggiuntivo è acqua. La differenza si aggira fra il cinque e l'otto per cento del drink a seconda della ricetta: poca cosa in assoluto, ma è diluizione che nessuno ha deciso di aggiungere.
Che cosa aggiunge la gomma arabica?
Corpo e una sensazione di morbidezza al palato. È la linfa cristallizzata dell'acacia e agisce sulla tessitura del drink più che sul sapore: lo sciroppo diventa denso e nel bicchiere la parte alcolica risulta meno spigolosa.
Si misura a peso o a volume?
Le due strade non sono equivalenti. Due chili di zucchero in un chilo di acqua e due tazze di zucchero in una di acqua danno sciroppi di dolcezza diversa, perché lo zucchero in cristalli contiene aria fra i granelli. Chi vuole ripetibilità misura a peso.
Perché molti bar europei lo comprano?
Per garantire uno standard costante. Preparare un 2:1 richiede di scaldare e agitare, cioè un processo con più variabili di quante ne abbia una bottiglia con la concentrazione stampata in etichetta.
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Scheda pubblicata il 29/12/2017