A.B.I. Professional: che cosa fa l'associazione dei barmen italiani
Costituita nel settembre 2014 con lo scopo di divulgare la cultura del bere miscelato e responsabile: le finalità statutarie, l'attività formativa e il rapporto con aziende e altre associazioni.
| Denominazione | A.B.I. Professional, Associazione Barmen Italiani |
| Costituzione | 10 settembre 2014 |
| Primo scopo | Divulgare la cultura del bere miscelato e responsabile |
| Secondo scopo | Promuovere corsi, attività promozionali ed eventi |
| Terzo scopo | Riunire l'eccellenza del bartending italiano |
| Organi | Comitato esecutivo con presidenza, vicepresidenza, tesoreria, segreteria |
Le associazioni di categoria del bartending svolgono due funzioni distinte, la formazione e la rappresentanza, e la loro attività riguarda direttamente chi lavora al banco, perché è da lì che passano i percorsi di qualificazione riconosciuti. Questa scheda descrive finalità e organizzazione di A.B.I. Professional.
La costituzione
Il 10 settembre 2014 è stata costituita l’associazione denominata A.B.I. Professional, sigla che sta per Associazione Barmen Italiani.
La data e la denominazione sono i due dati verificabili da cui partire. L’associazione nasce in un momento in cui il settore era già coperto da altre realtà di categoria, e la sua costituzione risponde quindi a un’esigenza di rappresentanza aggiuntiva più che alla mancanza di un interlocutore.
Le tre finalità
Lo scopo dichiarato è divulgare e approfondire la cultura del buon bere, del bere miscelato e del bere responsabile.
A questo si aggiunge la promozione di iniziative formative attraverso corsi, attività promozionali e vari eventi a livello nazionale. E un terzo obiettivo: riunire sotto un unico riferimento l’eccellenza del bartending italiano.
Le tre finalità restano distinte, perché corrispondono a attività diverse.
La divulgazione riguarda la conoscenza: la cultura del bere miscelato comprende sia la parte tecnica descritta nelle schede su i sour e sui numeri del barman, sia quella merceologica descritta nella scheda su food & drink.
La formazione è l’attività più concreta, e attraverso i corsi tocca il percorso professionale di chi entra nel mestiere — il passaggio descritto nella scheda su da barback a barman.
La rappresentanza riguarda il riconoscimento della professione presso le istituzioni e le aziende, ed è il terreno su cui si colloca la questione della certificazione trattata nella scheda sul patentino da barman.
Il bere responsabile
Fra le tre finalità, quella del bere responsabile è la più densa di conseguenze operative, e conviene esplicitarle.
Riguarda in primo luogo le dosi: sapere quanto alcol contiene un drink è la condizione per poterne parlare, e la scheda sul calcolo della gradazione alcolica descrive il metodo. Un banco che non standardizza le dosi (come descritto nella scheda sulla progettazione del menu cocktail) non è in condizione di rispondere a una domanda su quanto sia forte un drink.
Riguarda in secondo luogo l’informazione al cliente, che comprende gli allergeni trattati nella scheda sugli allergeni nei cocktail e la trasparenza sugli ingredienti.
E riguarda infine la competenza di chi serve, che è precisamente il punto da cui nasce la discussione sulla certificazione della professione.
L’organizzazione
L’associazione è retta da un comitato esecutivo con le cariche consuete (presidenza, vicepresidenza, tesoreria, segreteria nazionale) affiancate da un gruppo di membri con incarichi operativi.
È una struttura standard per un’associazione di categoria e non richiede commento particolare, se non per un aspetto pratico: la presenza di una tesoreria e di una segreteria nazionale indica un’organizzazione che gestisce quote, iscrizioni e attività su scala nazionale, quindi con un’operatività continuativa e non occasionale.
I rapporti esterni
Fra le finalità dichiarate figura la disponibilità a collaborare con le aziende interessate e con le varie associazioni di categoria, con un riferimento dedicato ai rapporti con la stampa.
La collaborazione con le aziende è un aspetto strutturale del settore, e va letto per quello che è: i produttori hanno interesse alla formazione di chi utilizza i loro prodotti, e le associazioni hanno interesse a risorse per l’attività formativa. È un rapporto che funziona quando i contenuti restano tecnici — la conoscenza descritta nelle schede sui botanicals nel gin o sulla classificazione del rum è utile indipendentemente da chi la finanzia, e meno quando si riduce alla presentazione di un catalogo.
Che cosa cercare in un’associazione
Per chi valuta un’adesione, i criteri utili sono tre. Che tipo di formazione offre, e se rilascia qualificazioni riconosciute o soltanto attestati interni. Che rappresentanza esercita, e presso quali interlocutori. E che servizi mette a disposizione dei soci nella pratica quotidiana.
Sono le stesse domande che si applicano a qualunque associazione professionale, e in un settore in cui la qualificazione non è regolata per legge (la questione affrontata nella scheda sul patentino da barman) la prima delle tre è quella che pesa di più.
Domande frequenti
Quando è stata costituita?
Il 10 settembre 2014, con la denominazione A.B.I. Professional, dove la sigla sta per Associazione Barmen Italiani.
Qual è il suo scopo?
Divulgare e approfondire la cultura del buon bere, del bere miscelato e del bere responsabile, promuovendo iniziative formative attraverso corsi, attività promozionali e vari eventi a livello nazionale.
Che cosa significa riunire l'eccellenza del bartending?
L'obiettivo dichiarato di raccogliere sotto un unico riferimento le professionalità del settore. È una finalità di rappresentanza, distinta da quella formativa, e riguarda il riconoscimento del mestiere più che l'insegnamento.
Come è organizzata?
Attraverso un comitato esecutivo con le cariche consuete di presidenza, vicepresidenza, tesoreria e segreteria nazionale, affiancate da un gruppo di membri con incarichi operativi.
Collabora con aziende e altre associazioni?
Sì. Fra le finalità dichiarate c'è la disponibilità a collaborare con le aziende interessate e con le varie associazioni di categoria, oltre alla presenza di un riferimento per la stampa.
Che cos'è il bere responsabile?
L'insieme delle pratiche che riguardano il rapporto fra somministrazione e salute: dosi dichiarate, informazione al cliente, competenza di chi serve. È una delle tre finalità statutarie e collega l'associazione al tema della certificazione professionale.
Altre voci in Mestiere
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Scheda pubblicata il 12/09/2014