Plymouth Gin: la denominazione geografica, i sette botanici e l'uso
L'unico gin britannico con una denominazione geografica, nato da una controversia legale del 1880, con i sette botanici, l'acqua di Dartmoor e le due gradazioni d'imbottigliamento.
| Distilleria | Frati Neri, Plymouth, risale almeno al 1793 |
| Unicità | Unico gin britannico con denominazione geografica |
| Origine della denominazione | Decisioni legali del 1880 |
| Botanici | Sette, fra cui ginepro, coriandolo, cardamomo, angelica, iris |
| Acqua | Dartmoor |
| Gradazioni | 41,2% e 47% vol |
La denominazione geografica è uno strumento che nel mondo del vino è la norma e in quello del gin è un’anomalia. Un solo gin britannico ce l’ha, e non per una scelta di marketing: per una controversia legale risolta nel 1880, quando altri distillatori iniziarono a usare il nome di una città che non era la loro.
Questa scheda ricostruisce quella vicenda, i sette botanici e le ragioni tecniche delle due gradazioni.
La distilleria e la sua età
La distilleria dei Frati Neri a Plymouth, dove il gin è prodotto, risale almeno al 1793, e può legittimamente rivendicare di essere la più antica distilleria del Regno Unito ancora in attività. L’ambiente di produzione non è stato modificato in modo sostanziale per oltre centocinquant’anni, e il prodotto è rimasto fedele a quella tradizione.
Che cosa significhi va precisato. Un edificio antico non migliora un distillato: quello che conta è la continuità del processo, cioè il fatto che l’impianto e le sue proporzioni non siano stati sostituiti da apparecchiature con comportamento diverso. Nella storia delle case britanniche questo è meno frequente di quanto il racconto commerciale suggerisca, come mostra il caso della distilleria Tanqueray, quasi completamente distrutta da un raid aereo nel 1941 e sopravvissuta grazie a un solo alambicco.
Il 1880 e la denominazione
Il prodotto è realizzato esattamente nello stesso modo di un London dry, ed è l’unico gin del Regno Unito ad avere una denominazione geografica. Quel risultato deriva da una serie di decisioni legali del 1880, prese quando i distillatori di Londra iniziarono a produrre e vendere un gin che chiamavano Plymouth.
La casa che allora possedeva il marchio ottenne che, legalmente, il Plymouth Gin potesse essere prodotto soltanto all’interno delle mura della città di Plymouth. È un meccanismo identico a quello di un’appellation vinicola, e la sua rarità nel gin ha una spiegazione tecnica: il gin è definito da un esito organolettico e non da un territorio, come chiarisce la scheda sul gin, quindi non esiste una base concettuale per legare la categoria a un luogo. Qui il legame nacque da un contenzioso sul nome, non da una teoria della produzione.
Il periodo di abbandono
Uno dei grandi marchi mondiali del gin ha attraversato anni di abbandono nelle mani di gruppi multinazionali, acquisito come parte di portafogli più ampi e senza che le qualità del marchio e del patrimonio venissero realmente valorizzate. Il prodotto è successivamente rientrato in un portafoglio di gin gestito da un grande gruppo internazionale, in una collocazione più coerente.
È una parabola ricorrente nel settore, e va registrata senza edulcorarla. Un marchio storico acquisito come voce secondaria di un’operazione più grande non riceve investimento né attenzione, e la sua sopravvivenza dipende dal fatto che qualcuno, in un momento successivo, si accorga di che cosa possieda. Diversi distillati storici non hanno avuto quella fortuna.
I sette botanici e l’acqua
Una percentuale più alta del solito degli ingredienti principali è la fonte degli aromi distintivi del prodotto. I botanici sono sette: ginepro, coriandolo, arancio dolce, cardamomo, radice di angelica e iris, che si fondono con uno spirito di grano puro.
Sette è un numero contenuto. I gin contemporanei dichiarano spesso liste molto più lunghe, e il confronto è istruttivo: una selezione ristretta con dosi generose produce un profilo definito e riconoscibile, una selezione ampia con dosi ridotte produce complessità ma anche il rischio che nessuna nota emerga. La scheda su che cosa sono i botanicals nel gin approfondisce il ruolo dei singoli ingredienti.
Il profilo risultante è elegante in bocca, con una nota che ricorda il marshmallow e sentori di salvia ed eucalipto, e un sapore sottilmente corposo senza botanici amari. L’arancio dolce e il cardamomo donano un gusto fruttato e un finale speziato.
L’acqua pura proveniente da Dartmoor contribuisce al sapore particolarmente pulito e fresco. In un gin l’acqua di riduzione rappresenta una quota consistente del volume finale, quindi la sua composizione minerale incide sul risultato più di quanto il ruolo tecnico di semplice diluente suggerisca — una considerazione che vale anche per prodotti analcolici come il Crodino, dove l’acqua è il corpo stesso della bevanda.
Le due gradazioni e l’uso al banco
Il prodotto originale viene imbottigliato a 41,2% vol e a 47% vol, e la seconda gradazione ha una funzione precisa.
Un gin a gradazione più alta regge meglio due cose: la diluizione del ghiaccio e la presenza di ingredienti strutturati. In un Martini mantiene la propria posizione contro il vermouth anche dopo la miscelazione in ghiaccio; in un sour a base di gin non viene appiattito dall’agrume; in un Negroni regge il bitter.
Il profilo morbido e non amaro di questo gin lo rende inoltre una scelta particolare per i cocktail in cui un London dry molto resinoso risulta aggressivo. Nel Gin Fizz e nel Ramos Gin Fizz, dove la componente lattea o l’albume smorzano già il ginepro, un gin con questo carattere sostiene la struttura senza combatterla. Nel Pink Gin, che è la versione con angostura, il finale speziato del cardamomo dialoga direttamente con il bitter.
Domande frequenti
Perché è l'unico gin britannico con denominazione geografica?
Per una serie di decisioni legali del 1880, prese quando i distillatori londinesi iniziarono a produrre gin che chiamavano Plymouth. Fu stabilito che, legalmente, il Plymouth Gin potesse essere prodotto soltanto entro le mura della città di Plymouth. Nessun altro gin britannico ha un vincolo territoriale equivalente.
In che cosa differisce dal London dry?
Nel metodo praticamente in nulla: è prodotto esattamente come un London dry. La differenza sta nella percentuale più alta del solito degli ingredienti principali, che è la fonte del suo profilo distintivo, e nel vincolo geografico che la denominazione impone.
Quanti botanici contiene?
Sette: ginepro, coriandolo, arancio dolce, cardamomo, radice di angelica e iris, che si fondono con uno spirito di grano puro. È una selezione contenuta rispetto ai gin contemporanei, che spesso ne dichiarano molti più.
Che ruolo ha l'acqua di Dartmoor?
Contribuisce al sapore particolarmente pulito e fresco del prodotto. In un gin l'acqua di riduzione rappresenta una quota consistente del volume finale, quindi la sua composizione minerale incide sul risultato percepito più di quanto il suo ruolo tecnico suggerisca.
In quali gradazioni viene imbottigliato?
A 41,2% e a 47% vol. La seconda è pensata per la miscelazione: una gradazione più alta regge meglio la diluizione del ghiaccio e la presenza di ingredienti strutturati, e mantiene il profilo botanico leggibile in un drink lungo.
Quanto è antica la distilleria?
La distilleria dei Frati Neri, in cui il gin è prodotto, risale almeno al 1793, e può legittimamente rivendicare di essere la più antica distilleria del Regno Unito ancora in attività. L'ambiente di produzione non è stato modificato in modo sostanziale per oltre centocinquant'anni.
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Scheda pubblicata il 31/05/2012