Russian Standard Vodka: la formula del 1894 e l'acqua del Ladoga
Grano invernale delle steppe, acqua di fonte glaciale del Lago Ladoga e una formula attribuita a Mendeleev — con la distinzione fra ciò che è documentato e ciò che è tradizione.
| Produzione | Distilleria a San Pietroburgo |
| Cereale | Grano invernale coltivato nelle steppe |
| Acqua | Fonte glaciale del Lago Ladoga |
| Formula di riferimento | Attribuita a Dmitri Mendeleev, 1894 |
| Etichette | Original, Gold, Platinum, Imperia |
| Distribuzione | Circa 75 paesi |
Valutare una vodka significa valutare un’assenza. La categoria punta dichiaratamente alla neutralità, e questo rende quasi tutto il vocabolario delle note di degustazione inutilizzabile: ciò che resta sono la texture, la pulizia del finale e le materie prime che le determinano.
Questa scheda descrive quelle materie prime, chiarisce lo stato della formula attribuita a Mendeleev e mette in fila le etichette.
Le due materie prime
La produzione avviene in una distilleria a San Pietroburgo, e la casa dichiara due materie prime specifiche: il grano invernale coltivato nelle steppe russe e l’acqua dolce di fonte glaciale del Lago Ladoga.
Il grano invernale è una scelta agronomica precisa. Un frumento seminato in autunno e svernato prima della maturazione sviluppa caratteristiche diverse da uno primaverile, in particolare quanto a compattezza del chicco e contenuto di amido. Nella tradizione dell’Europa orientale il cereale impiegato è un’informazione dichiarata, come descrive la scheda sulla vodka polacca a proposito di segale, frumento e patata: pur mirando alla neutralità, la materia prima lascia una firma nella texture.
L’acqua di fonte glaciale interviene nella riduzione. In una vodka l’acqua rappresenta la quota maggiore del volume in bottiglia (più di quanto avvenga in qualunque distillato invecchiato) quindi la sua composizione è percepibile in modo diretto. È lo stesso ragionamento che la scheda su Martin Miller’s applica a un gin, con la differenza che qui il peso relativo è ancora maggiore.
La casa impiega tecnologie di distillazione e filtrazione contemporanee, che nella categoria sono la variabile su cui si costruisce la differenza fra le espressioni di una stessa gamma.
La formula del 1894 e ciò che è documentato
La casa dichiara di produrre in conformità alla formula della vodka stabilita nel 1894 dallo scienziato russo Dmitri Mendeleev per la corte imperiale.
Su questo punto serve chiarezza, perché il riferimento ricorre in tutta la categoria e non solo per un marchio. L’attribuzione a Mendeleev della gradazione ideale del 40% è contestata dagli storici: il suo lavoro dottorale riguardava il comportamento delle soluzioni di acqua e alcol in generale, un tema di chimica fisica, e non conteneva una prescrizione per una bevanda. La cifra del 40% si affermò per ragioni fiscali e commerciali, non per una raccomandazione scientifica.
Riportare la dichiarazione della casa come dichiarazione, e non come fatto, è l’unico modo corretto di trattarla. Non toglie nulla al prodotto: una vodka si giudica su ciò che è nel bicchiere, e l’origine di una convenzione sulla gradazione è una questione storiografica separata. La scheda su che cosa è un overproof descrive quanto la gradazione di vendita di un distillato sia, in generale, una scelta convenzionale.
Le etichette
La gamma comprende un’espressione base, denominata Original, e alcune versioni successive: Gold e Platinum, e una fascia alta chiamata Imperia.
Nelle vodka premium le differenze fra le espressioni di una stessa casa riguardano di norma il numero di distillazioni, il tipo e il numero di filtrazioni, e in alcuni casi trattamenti specifici del carbone o del quarzo impiegato nella filtrazione. Non riguardano quasi mai la materia prima, che resta comune alla gamma.
Questo spiega perché il salto percepibile fra un’espressione e l’altra sia più contenuto di quanto avvenga fra due whisky della stessa distilleria: la neutralità come obiettivo comprime per definizione lo spazio delle differenze. Una filtrazione più spinta produce una texture più morbida e un finale più corto, non un profilo diverso.
Il prodotto è distribuito in circa settantacinque paesi, e questo lo colloca fra le vodka russe con la diffusione internazionale più ampia.
Come si valuta
Poiché l’aroma non è il criterio, le variabili utili sono altre.
La texture in bocca è la prima: una vodka può risultare morbida e piena oppure sottile e tagliente, e la differenza dipende dal cereale, dall’acqua e dalla filtrazione. Il finale è la seconda: una vodka molto rettificata lascia il palato rapidamente, una meno rettificata trattiene una nota di cereale percepibile.
Il terzo criterio è la percezione dell’alcol. A parità di gradazione, un prodotto ben fatto non brucia, e questo dipende dall’integrazione fra alcol e acqua più che dalla concentrazione.
Dove usarla
In un drink in cui la vodka è quasi l’unico ingrediente la scelta pesa: un Vesper, una vodka servita ghiacciata e liscia secondo l’uso russo, un Kamikaze molto secco.
Nei long drink in cui il resto della ricetta domina (Screwdriver, Bloody Mary, Moscow Mule) la differenza fra due vodka di buona qualità è marginale, e usare per quei bicchieri l’etichetta più alta della gamma è una scelta difficilmente giustificabile.
Nell’Espresso Martini e nel Cosmopolitan la vodka porta struttura e una texture che si percepisce, quindi la fascia intermedia della gamma è di norma la scelta più efficiente.
Domande frequenti
Che cosa distingue questa vodka?
Due materie prime dichiarate: il grano invernale coltivato nelle steppe russe e l'acqua dolce di fonte glaciale del Lago Ladoga. La produzione avviene in una distilleria a San Pietroburgo, con tecnologie di distillazione e filtrazione contemporanee.
Che cos'è la formula del 1894?
La casa dichiara di produrre in conformità a una formula della vodka stabilita nel 1894 dallo scienziato russo Dmitri Mendeleev per la corte imperiale. È un riferimento ricorrente nella comunicazione della categoria, e va trattato come tradizione più che come documento tecnico.
L'attribuzione a Mendeleev è storicamente accertata?
No. L'idea che Mendeleev abbia fissato la gradazione ideale della vodka al 40% è contestata dagli storici: la sua tesi di dottorato riguardava le soluzioni acqua-alcol in generale, non una prescrizione per una bevanda. È un'attribuzione diffusa, non un fatto documentato.
Perché il grano invernale?
Perché una semina autunnale con svernamento produce un chicco con caratteristiche diverse da quello primaverile, in particolare un contenuto di amido e una compattezza differenti. Nella tradizione russa e polacca il cereale è una scelta dichiarata, non un dettaglio.
Quali sono le etichette della gamma?
Original è l'espressione base, Gold e Platinum sono versioni successive con filtrazioni e formulazioni distinte, e Imperia è la fascia più alta. Le differenze fra le espressioni di una vodka premium riguardano di norma il numero di filtrazioni e distillazioni.
Come si valuta una vodka in cui la neutralità è l'obiettivo?
Sulla texture e sulla pulizia del finale, non sull'aroma. In una categoria che punta alla neutralità l'informazione utile è quanto il prodotto risulti morbido in bocca e quanto rapidamente lasci il palato, e queste sono le variabili su cui il cereale e l'acqua incidono.
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Scheda pubblicata il 26/05/2013