Clausola 1.0
Tecnica

Build over ice: costruire il cocktail nel bicchiere e in quale ordine

Il metodo senza shaker né mixing glass: quando si usa, l'ordine corretto degli ingredienti, perché il ghiaccio va prima dei liquidi e perché il bicchiere NON va raffreddato.

Attrezzatura Nessuna: si costruisce nel bicchiere
Quando si usa Ingredienti con pesi specifici simili
Bicchieri tipici Old Fashioned, Highball, Collins
Numero di ingredienti Normalmente pochi
Ordine Ghiaccio, analcolici, distillati, mescolare, guarnire
Raffreddamento del bicchiere Non previsto dal metodo
Clausola 2.0
Scheda

È il metodo più semplice del banco e quello in cui l’ordine delle operazioni conta più che in ogni altro. Non c’è uno strumento che rimedi a un errore di sequenza: quello che finisce nel bicchiere ci resta, nella posizione in cui è arrivato.

Questa scheda descrive quando si usa, la sequenza corretta e la ragione dell’unica indicazione che sorprende: il bicchiere non si raffredda.

Che cos’è

Come suggerisce il nome, la costruzione di un cocktail è un processo che consiste nell’aggiungere un ingrediente dopo l’altro direttamente nel bicchiere, senza necessità dello shaker o del mixing glass.

Le bevande costruite sono spesso servite in bicchieri Old Fashioned, Highball o Collins, e normalmente hanno pochi ingredienti. Le capacità di questi bicchieri sono nella scheda sui bicchieri.

Quando si usa

Il metodo si impiega per preparare cocktail che non richiedono il raffreddamento, la miscelazione o la diluizione aggiuntiva che gli altri metodi, più aggressivi, comportano. Funziona meglio con ingredienti che si mescolano facilmente, cioè con pesi specifici simili.

Questa condizione definisce esattamente il confine con l’agitazione. Uno shake serve quando gli ingredienti hanno densità diverse e devono essere emulsionati: panna, albume, succhi, sciroppi, come descritto nella scheda su shaker Boston e continentale. Se gli ingredienti sono tutti liquidi limpidi di densità simile, quell’energia non serve, e applicarla comunque significa soltanto aggiungere acqua di fusione al drink.

C’è poi una categoria per cui questo metodo è l’unico possibile: i drink con bibite gassate. Una gassata non si può agitare, perché la pressione fa saltare la chiusura e l’agitazione distrugge la carbonatazione. Il long drink allungato con soda o tonica nasce necessariamente costruito nel bicchiere.

L’ordine

La sequenza è: ghiaccio, ingredienti non alcolici, distillati e liquori, mescolare, guarnizione, decorazione.

Il ghiaccio. I cocktail di questa famiglia sono bevande costruite sul ghiaccio, quindi il ghiaccio è la prima cosa da aggiungere, mai versare i liquidi e poi il ghiaccio. L’eccezione riguarda i cocktail pestati: in quel caso si pesta prima il frutto e subito dopo si aggiunge il ghiaccio, come nella Caipirinha e nel Mojito.

E va aggiunto il più ghiaccio possibile, perché questo rallenta la diluizione. È un punto controintuitivo e va spiegato: più ghiaccio non significa più acqua nel drink, significa meno. Una massa maggiore di ghiaccio raggiunge l’equilibrio termico cedendo una frazione minore di sé stessa; un bicchiere con pochi cubi li scioglie tutti per raffreddare lo stesso volume di liquido.

Gli ingredienti non alcolici. Si comincia con succhi, sciroppi e simili. La ragione è doppia. L’alcol è costoso, e se un errore di dosaggio emerge a metà costruzione si butta il succo e non il distillato — la stessa logica che vale nell’ordine di versata dentro lo shaker. E l’alcol ha un potere di scioglimento sul ghiaccio maggiore di quello degli ingredienti analcolici, quindi entra in gioco per ultimo, quando la struttura del drink è già in posizione.

I distillati e i liquori. Una volta che gli ingredienti analcolici sono nel bicchiere, è il momento di aggiungere distillati e liquori.

La rifinitura. Si usa il cucchiaio da bar per mescolare con cura la bevanda, si aggiungono le guarnizioni e le cannucce se necessario, e il drink è pronto per il servizio.

Perché il bicchiere non si raffredda

L’indicazione che sorprende di più è che il metodo non prevede il raffreddamento preventivo del bicchiere.

La ragione è precisa: raffreddando il bicchiere con del ghiaccio si rischia di ottenere una diluizione maggiore, perché quel ghiaccio viene stressato e si scioglierà prima una volta versati i liquidi. Un cubo che ha già lavorato per raffreddare il vetro ha una superficie bagnata e una struttura compromessa, ed è esattamente il tipo di ghiaccio che nel drink cede acqua invece di freddo.

È il contrario di quanto vale per i drink serviti senza ghiaccio, dove il bicchiere freddo è indispensabile perché è l’unica cosa che mantiene la temperatura. Qui il ghiaccio resta nel bicchiere per tutta la durata della bevuta e provvede da solo — non serve un aiuto che si paga in diluizione.

La conseguenza pratica, per chi lavora, è che il ghiaccio del drink deve essere ghiaccio nuovo, asciutto e preso dal fondo del contenitore, non dalla superficie dove l’acqua di fusione si accumula.

I drink di questa famiglia

Appartengono al build over ice quasi tutti i long drink: le costruzioni con acqua tonica o con soda, i drink con ginger beer, l’ Americano e in generale gli aperitivi allungati. Anche il Negroni si costruisce spesso direttamente nel bicchiere, pur essendo un drink corto, perché i suoi tre ingredienti hanno densità simile e la ricetta prevede che resti sul ghiaccio.

La scheda sui cocktail aperitivi descrive la famiglia in cui questo metodo è più frequente, e quella sulle differenze fra club soda, seltz, acqua frizzante e acqua tonica riguarda l’ingrediente che rende il metodo obbligatorio.

L’errore ricorrente

L’errore più comune non è nell’ordine ma nella quantità di ghiaccio. Un bicchiere riempito a metà sembra più generoso, perché lascia spazio a più liquido; in realtà quel liquido si annacqua in pochi minuti, perché i pochi cubi presenti fondono rapidamente.

Il secondo errore è mescolare troppo. Il cucchiaio serve a integrare gli ingredienti, non a raffreddare: un mescolamento prolungato in un drink con gassata elimina la carbonatazione, cioè fa a mano quello che lo shaker avrebbe fatto in modo più efficiente e che il metodo voleva evitare.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Che cos'è il build over ice?

Un metodo che consiste nell'aggiungere un ingrediente dopo l'altro direttamente nel bicchiere, senza shaker né mixing glass. Il nome descrive il procedimento: si costruisce il drink sopra il ghiaccio già presente.

Quando si usa questo metodo?

Per i cocktail che non richiedono il raffreddamento, la miscelazione o la diluizione ulteriore che i metodi più aggressivi comportano. Funziona meglio con ingredienti che si mescolano facilmente, cioè con pesi specifici simili.

Qual è l'ordine corretto?

Ghiaccio, poi ingredienti non alcolici, poi distillati e liquori, quindi mescolare, guarnire e decorare. Nei cocktail pestati si pesta prima il frutto e subito dopo si aggiunge il ghiaccio.

Perché il ghiaccio va per primo?

Perché il cocktail viene costruito sul ghiaccio, e versare i liquidi prima significherebbe farli scaldare e poi diluirli in modo incontrollato. E conviene metterne il più possibile: più ghiaccio rallenta la diluizione, non la accelera.

Il bicchiere va raffreddato?

No, il metodo non lo prevede. Raffreddando il bicchiere con del ghiaccio si rischia una diluizione maggiore, perché quel ghiaccio viene stressato e poi si scioglie più rapidamente nel drink.

Perché gli analcolici prima dell'alcol?

Per due ragioni. L'alcol costa più dei succhi, quindi un errore di dosaggio scoperto a metà costruzione si paga meno; e l'alcol ha un potere di scioglimento sul ghiaccio superiore a quello degli ingredienti analcolici.

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